Agrigento – Maddalusa, l’ordinanza del sindaco ancora non arriva. E al tavolo decisivo mancava proprio l’assessore con la delega ad acqua e rifiuti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Sono trascorse ormai diverse ore dal tavolo tecnico convocato in Prefettura sulla vicenda Maddalusa e, almeno fino a questo momento, l’ordinanza contingibile e urgente annunciata come strumento per affrontare l’emergenza non è stata ancora emanata dal sindaco di Agrigento, Michele Sodano.
È corretto precisare che esistono tempi tecnici necessari per predisporre un provvedimento di questa portata, acquisire gli atti e definire le modalità operative insieme agli uffici competenti.
Sotto questo profilo, è prematuro parlare di ritardi.
Tuttavia, tra i cittadini di Maddalusa e negli ambienti politici cittadini inizia a serpeggiare una domanda: il sindaco firmerà davvero quell’ordinanza?
La soluzione individuata è chiara
Dopo settimane di polemiche, incontri, dichiarazioni e confronti istituzionali, il tavolo tecnico ha individuato una strada ben precisa.
A confermarlo è stato il dirigente generale del Dipartimento regionale della Protezione Civile, Salvatore Cocina, che nella nota ufficiale diffusa al termine dell’incontro ha indicato proprio nell’ordinanza contingibile e urgente del sindaco il presupposto indispensabile per attivare il piano emergenziale destinato alle categorie più fragili.
Un passaggio che, di fatto, conferma quanto Giuseppe Di Rosa sostiene da settimane: nei casi di emergenza sanitaria e di tutela della salute pubblica è il sindaco, quale autorità sanitaria locale, il soggetto chiamato ad assumersi la responsabilità amministrativa sul territorio comunale.
Adesso, però, alle dichiarazioni dovranno seguire gli atti.
L’ordinanza è il passaggio decisivo
Il piano illustrato dalla Protezione Civile regionale prevede una procedura ben definita.
Prima l’ordinanza del sindaco.
Poi l’attivazione del Centro Operativo Comunale.
Successivamente la raccolta delle domande, la verifica delle condizioni di fragilità e l’invio delle autobotti della Protezione Civile.
Senza il primo passaggio, l’intero meccanismo rischia inevitabilmente di rimanere fermo.
Ed è proprio per questo che l’attenzione della città è oggi concentrata sul provvedimento che Palazzo dei Giganti dovrà adottare.
Un’altra assenza fa discutere
Ma nelle ultime ore c’è un altro particolare che non è passato inosservato.
Al tavolo istituzionale erano presenti il sindaco Michele Sodano, il vicesindaco e un altro componente della Giunta comunale.
Mancava però l’assessore che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto essere uno dei protagonisti della vicenda.
Giuseppe Riccobene, titolare delle deleghe ad acqua e rifiuti.
Una circostanza che ha alimentato commenti e interrogativi negli ambienti cittadini.
Perché proprio nel momento in cui si discute esclusivamente di gestione dell’acqua, del rapporto con AICA e delle possibili soluzioni operative, l’assessore competente non era presente al tavolo.
Un’assenza che alimenta interrogativi
Naturalmente possono esistere motivazioni personali o istituzionali che hanno impedito la partecipazione dell’assessore.
Tuttavia, sul piano politico, la sua assenza viene inevitabilmente letta insieme ad altre occasioni nelle quali Riccobene è apparso poco presente nel dibattito pubblico sui due settori che gli sono stati affidati: acqua e rifiuti.
Proprio per questo motivo, in città qualcuno inizia a chiedersi se l’assessore stia scegliendo di mantenere un profilo defilato su questioni che rappresentano invece le emergenze più rilevanti dell’amministrazione comunale.
Adesso servono gli atti
Il confronto politico può proseguire.
Le opinioni possono restare differenti.
Ma dopo il tavolo tecnico e dopo la nota ufficiale della Protezione Civile regionale, il tempo delle sole dichiarazioni sembra essersi concluso.
Ora la città attende gli atti amministrativi.
In particolare quell’ordinanza contingibile e urgente che dovrebbe consentire di avviare il sistema emergenziale deciso dalle istituzioni per garantire il minimo vitale d’acqua alle persone più fragili residenti nella zona di Maddalusa.
Perché, come emerso chiaramente nelle ultime settimane, il problema non riguarda più soltanto il dibattito politico.
Riguarda famiglie che attendono una risposta concreta.
E quella risposta, secondo il percorso condiviso al tavolo istituzionale, passa adesso dalla firma del sindaco.
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Fonte: Report Sicilia
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