Agrigento – Riccardo Gallo ai domiciliari: il Gip spiega la scelta, “Solo così si evita il rischio di reiterazione del reato”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
Sono le motivazioni del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, Santi Bologna, a chiarire perché il deputato regionale agrigentino Riccardo Gallo, arrestato nell’ambito dell’inchiesta per corruzione, sia stato posto agli arresti domiciliari anziché raggiunto da una misura interdittiva.
Il Gip ha infatti accolto solo in parte la richiesta della Procura, che aveva domandato la custodia cautelare in carcere, ritenendo invece adeguata la misura dei domiciliari. Alla base della decisione vi è il concreto rischio di reiterazione del reato, mentre viene escluso il pericolo di inquinamento delle prove.
Secondo il giudice, il nodo centrale è rappresentato dal fatto che Gallo è tuttora deputato dell’Assemblea regionale siciliana. Proprio questa condizione impedisce l’applicazione della sospensione dai pubblici uffici, misura che, in circostanze diverse, sarebbe stata ritenuta sufficiente a neutralizzare il rischio di nuove condotte illecite.
Nell’ordinanza il Gip osserva che, consentendo al parlamentare di continuare a esercitare il proprio mandato, gli si lascerebbe la possibilità di mantenere quei rapporti e quel ruolo istituzionale che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero favorito i reati contestati. Per questo motivo è stata ritenuta necessaria una misura cautelare personale più incisiva.
Il provvedimento sottolinea inoltre che nessun’altra misura coercitiva meno restrittiva sarebbe stata in grado di garantire lo stesso risultato, poiché i domiciliari impediscono ogni contatto dell’indagato con gli altri soggetti coinvolti nell’inchiesta e con pubblici ufficiali o privati che potrebbero essere interessati all’assegnazione di incarichi o altri benefici.
Riccardo Gallo è l’unico tra gli otto indagati destinatario degli arresti domiciliari. Gli altri sette hanno invece ricevuto misure interdittive. Una differenza che, secondo quanto emerge dall’ordinanza, è strettamente legata al fatto che il deputato regionale è anche l’unico a ricoprire ancora una carica elettiva, circostanza che ha inciso in maniera determinante nella valutazione delle esigenze cautelari.
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Fonte: Sicilia24h
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