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Agrigento – Maddalusa, l’operazione impossibile: nemmeno per Totò Riina un dispiegamento simile

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Agrigento – Maddalusa, l’operazione impossibile: nemmeno per Totò Riina un dispiegamento simile. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

Cosa sta succedendo

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Se uno passasse da Maddalusa senza sapere cosa sta succedendo, penserebbe che sia stato catturato il capo di una super organizzazione criminale internazionale. Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Arpa. Manca solo l’Esercito, la Marina Militare, un paio di elicotteri e magari qualche drone della NASA. Il quartiere è blindato.

E invece no.

Non stanno cercando Totò Riina. Non stanno dando la caccia a Matteo Messina Denaro. Non stanno smantellando un covo di narcotrafficanti. Stanno controllando un quartiere di cittadini.

Un quartiere che, fino a ieri, era considerato quasi invisibile dallo Stato. Invisibile quando chiedeva l’acqua. Invisibile quando reclamava servizi. Invisibile quando denunciava l’abbandono. Invisibile quando le famiglie restavano per settimane senza una goccia d’acqua nei rubinetti. Per l’acqua non arrivava nessuno. Per la fibra ottica, invece, sì. Quella è stata completata. Evidentemente navigare su internet è diventato più semplice che aprire un rubinetto. È il paradosso di Maddalusa.

Prima ti dicono che vivi in una zona dove praticamente non dovrebbe esistere nulla perché gravata da vincoli di inedificabilità assoluta. Poi ti portano la fibra ottica, come se fosse il quartiere più moderno della città. E subito dopo arrivano le task force per cercare i B&B “abusivi”. Una scena che sfiora il surreale.

Gli abitanti assistono a questo gigantesco spiegamento di uomini e mezzi chiedendosi se, per caso, siano diventati improvvisamente il problema numero uno della sicurezza nazionale.

Gli abitanti di Maddalusa non hanno mai avuto risposte quando chiedevano semplicemente acqua, quando quando denunciavano disagi, isolamento e servizi inesistenti? Per quelle battaglie non servivano decine di divise. Bastava una soluzione. Oggi, invece, le divise sono ovunque. Lo Stato non può ricordarsi dei cittadini quando deve controllarli.

Naturalmente i controlli sono legittimi e il rispetto della legge è un dovere per tutti. Ma la legge dovrebbe avere anche una memoria e una coerenza. C’è tanta amarezza nell’assistere come chi dovrebbe aiutarti si presenta solo con verbali, sigilli e ispezioni. Altrimenti il messaggio che passa è devastante: quando chiedi aiuto sei solo; quando arriva il momento dei controlli, improvvisamente lo Stato scopre che esisti.

E allora Maddalusa diventa il simbolo di un Paese che riesce a mobilitare un esercito per verificare qualche struttura ricettiva, ma che impiega anni per garantire un diritto fondamentale come l’acqua.

E se quel paradossale e abnorme perimetro del Parco non fosse così vergognoso oggi non staremo qui a parlare di case abusive.

Un paradosso tutto italiano. E, purtroppo, tutto agrigentino.

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Fonte: Sicilia24h

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