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Agrigento – La Regione Siciliana completa l’attuazione della Legge sul randagismo. L’assessore della Salute Marcello Caruso: “Regole certe per affidi, adozioni e re-immissioni sul territorio”

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Agrigento – La Regione Siciliana completa l’attuazione della Legge sul randagismo. L’assessore della Salute Marcello Caruso: “Regole certe per affidi, adozioni e re-immissioni sul territorio”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Un percorso dettagliato che disciplina la gestione dei cani randagi in Sicilia in tutte le fasi: dal recupero all’affido, fino all’adozione o, nei casi previsti, alla re-immissione sul territorio.
Lo prevede lo schema di decreto predisposto dall’assessorato della Salute e trasmesso lo scorso 17 luglio all’Assemblea Regionale Siciliana per il parere obbligatorio della VI Commissione. 
“Con questo provvedimento – dice l’assessore al ramo Marcello Caruso – completiamo il quadro attuativo della Legge regionale sul randagismo, rafforzando un modello fondato sulla responsabilità condivisa e sulla cura, con l’obiettivo di garantire a tutti i livelli una gestione efficace del fenomeno nel pieno rispetto del benessere degli animali, riconoscendoli come esseri senzienti e assicurando loro adeguate condizioni di tutela e qualità della vita, attraverso procedure chiare e un sistema di controlli puntuale”. 
Nel testo presentato all’ARS, l’affido è concepito come misura temporanea, convertibile in adozione dopo novanta giorni.
Previsti anche la semplificazione dell’iter e il puntuale aggiornamento della situazione anagrafica nelle banche dati.
La re-immissione sul territorio è consentita, invece, esclusivamente in seguito a una valutazione sanitaria condotta secondo criteri scientifici oggettivi e verificabili, in applicazione del principio di valutazione del rischio. 
Il decreto introduce, inoltre, un sistema coordinato di competenze tra Comuni, ASP, Città Metropolitane, Liberi Consorzi Comunali, Corpo Forestale, Garante dei diritti degli animali e associazioni animaliste, rafforzando la collaborazione istituzionale.
Infine, per garantire trasparenza ed efficacia amministrativa, viene istituito l’obbligo per i Comuni di presentare entro il 31 gennaio di ogni anno all’ASP competente e al Garante regionale una rendicontazione delle attività svolte, consentendo il monitoraggio costante del fenomeno e l’adozione di eventuali interventi correttivi.

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Fonte: Report Sicilia

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