Agrigento – Villa del Sole, dalle denunce del Codacons a Striscia la Notizia: Oggi che fine hanno fatto gli indignati?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Ci sono battaglie che resistono al tempo.
E ce ne sono altre che sembrano durare soltanto fino al giorno delle elezioni.
La vicenda della Villa del Sole rischia di appartenere a questa seconda categoria.
Perché oggi Agrigento ha il diritto di porsi una domanda semplice, ma scomoda.
Che fine hanno fatto il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, le associazioni e tutti quei movimenti che fino a pochi mesi fa organizzavano convegni, manifestazioni e dibattiti contro quello che definivano senza mezzi termini “lo scempio della Villa del Sole”?
Oggi quelle stesse forze politiche governano la città.
E il loro silenzio rischia di essere molto più rumoroso delle parole pronunciate quando sedevano all’opposizione.
La battaglia non nasce con la politica
È bene ricordarlo.
La storia della Villa del Sole non nasce con un convegno del Partito Democratico.
Non nasce con una manifestazione.
Non nasce con una campagna elettorale.
Nasce molto prima.
Quando quasi nessuno parlava della Villa del Sole, Giuseppe Di Rosa, nella qualità di responsabile regionale del Codacons per la Trasparenza negli Enti Locali, iniziò una lunga battaglia fatta di esposti, accessi agli atti, denunce pubbliche, conferenze stampa e continue segnalazioni agli organi competenti.
Furono interessate la Procura della Repubblica, la Soprintendenza, il Parco Archeologico, gli uffici regionali e, successivamente, anche la Procura regionale della Corte dei Conti.
Per anni il Codacons denunciò quella che riteneva una pesante trasformazione di uno dei luoghi simbolo della città, chiedendo verifiche sulla regolarità dell’intero procedimento amministrativo.
Mentre molti tacevano, altri studiavano gli atti.
Mentre molti osservavano, altri presentavano esposti.
Mentre la politica guardava da lontano, qualcuno aveva già scelto di esporsi personalmente.
Il caso arriva su Canale 5
Quella battaglia, però, non rimase confinata ad Agrigento.
Fu proprio Giuseppe Di Rosa a portare il caso all’attenzione della redazione di Striscia la Notizia.
L’inviata Stefania Petyx realizzò un servizio televisivo dedicato alla Villa del Sole, mostrando ai telespettatori di tutta Italia la costruzione realizzata all’interno dello storico giardino cittadino e raccogliendo le contestazioni avanzate dal Codacons.
Per la prima volta il caso usciva dai confini della provincia di Agrigento e diventava un tema di interesse nazionale.
Successivamente il Codacons presentò anche un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti.
Quando la politica iniziò ad occuparsi della Villa del Sole, quindi, quella vicenda era già finita sulle reti nazionali ed era già oggetto di numerose iniziative promosse dal Codacons.
Poi arrivarono i partiti
Solo successivamente arrivò la politica.
Arrivarono i comunicati.
Arrivarono le conferenze stampa.
Arrivarono i dibattiti.
Arrivarono le manifestazioni.
Arrivarono gli slogan.
Nel gennaio del 2024 il Circolo PD “Vittoria Giunti” organizzò il convegno dal titolo “Lo scempio della Villa del Sole: dalla devastazione alle prospettive di rinascita”.
Un titolo che parlava da solo.
“Scempio.”
“Devastazione.”
“Rinascita.”
Parole forti.
Parole che lasciavano intendere una totale contrarietà rispetto a quanto stava accadendo.
Attorno a quel tavolo sedevano esponenti politici, associazioni ambientaliste e rappresentanti di quell’area progressista che oggi governa Agrigento.
Anche il Movimento 5 Stelle espresse più volte forti perplessità.
Anche altre associazioni vicine a quell’area politica parteciparono alle iniziative pubbliche.
Sembrava una battaglia destinata a proseguire fino in fondo.
Poi arrivò il governo della città
Successivamente arrivarono le elezioni comunali.
Il Partito Democratico entrò nella maggioranza.
Il Movimento 5 Stelle divenne parte integrante del governo cittadino.
Alleanza Verdi e Sinistra entrò nella coalizione.
Le stesse forze politiche che avevano parlato di devastazione conquistarono Palazzo dei Giganti.
E diventò sindaco Michele Sodano.
Un sindaco che durante la campagna elettorale e negli anni precedenti aveva espresso la propria contrarietà rispetto alla vicenda Villa del Sole e che oggi guida proprio quella coalizione politica che aveva fatto della difesa del parco uno dei simboli della propria opposizione.
Ed è proprio qui che nasce la domanda più importante.
Sindaco Sodano, qual è oggi la posizione dell’Amministrazione?
Oggi Michele Sodano non è più un esponente dell’opposizione.
È il sindaco di Agrigento.
Guida una coalizione nella quale siedono il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e altre forze politiche che, fino a pochi mesi fa, organizzavano convegni, dibattiti e manifestazioni contro quello che definivano “lo scempio della Villa del Sole”.
Gli agrigentini hanno il diritto di conoscere quale sia oggi la posizione ufficiale dell’Amministrazione.
Il sindaco ritiene ancora che la Villa del Sole sia stata oggetto di uno “scempio”, come sostenevano gli attuali partiti di maggioranza?
Intende promuovere ulteriori verifiche sull’intero iter amministrativo?
Intende chiedere agli uffici comunali un approfondimento su tutti gli atti che hanno portato alla realizzazione dell’opera?
Oppure ritiene definitivamente conclusa quella vicenda?
Sono domande legittime.
Perché oggi Michele Sodano rappresenta quella stessa coalizione che, fino a pochi mesi fa, denunciava pubblicamente la devastazione della Villa del Sole.
Ed è proprio quando si governa che le battaglie di principio devono trasformarsi in atti amministrativi concreti.
Il silenzio degli indignati
Ed invece…
Silenzio.
Nessun nuovo convegno.
Nessuna manifestazione.
Nessun presidio.
Nessuna conferenza stampa.
Nessuna iniziativa pubblica.
Nessuna mobilitazione.
Nessuna presa di posizione dopo i recenti sviluppi giudiziari che hanno interessato anche figure tecniche coinvolte nell’opera.
Il silenzio è diventato assordante.
E pesa ancora di più perché arriva da chi aveva trasformato la Villa del Sole in uno dei simboli della propria opposizione politica.
Una battaglia di principio o una battaglia elettorale?
È inevitabile chiederselo.
Se quello era uno scempio nel 2024…
perché oggi non lo è più?
Se la devastazione indignava allora…
perché oggi non indigna più nessuno?
Se gli alberi abbattuti rappresentavano una ferita per la città…
perché oggi nessuno ne parla?
La tutela dell’ambiente non può cambiare colore politico.
Non può dipendere da chi governa.
Una battaglia ambientale è credibile soltanto se continua anche quando si amministra.
Altrimenti diventa inevitabile pensare che sia stata utilizzata soltanto come strumento di consenso.
Chi ha costruito davvero questa battaglia?
I fatti raccontano una storia precisa.
Prima arrivarono gli esposti del Codacons.
Prima arrivarono le denunce di Giuseppe Di Rosa.
Prima arrivarono gli accessi agli atti.
Prima arrivò Striscia la Notizia.
Prima arrivarono gli esposti agli organi competenti.
Successivamente arrivarono i partiti.
Organizzarono convegni.
Organizzarono manifestazioni.
Utilizzarono parole durissime.
Fecero propria una battaglia che altri avevano già costruito.
Poi conquistarono il governo della città.
E quella battaglia, improvvisamente, scomparve.
La coerenza si misura quando si governa
La Villa del Sole non appartiene al Partito Democratico.
Non appartiene al Movimento 5 Stelle.
Non appartiene ad Alleanza Verdi e Sinistra.
Non appartiene alle associazioni.
Non appartiene al Codacons.
Non appartiene a Report Sicilia.
Appartiene agli agrigentini.
Ed è agli agrigentini che oggi devono essere date delle risposte.
Perché chi ha parlato di “devastazione” ha il dovere morale e politico di spiegare perché oggi non utilizzi più quelle stesse parole.
E il sindaco Michele Sodano, che rappresenta quella coalizione e quella maggioranza, non può sottrarsi a questo confronto.
Non bastano più gli slogan.
Non bastano più i convegni.
Non bastano più le fotografie delle manifestazioni.
Oggi servono atti.
Servono decisioni.
Serve una posizione ufficiale.
Perché la coerenza è il primo dovere di chi governa.
Se quelle battaglie erano autentiche, questo è il momento di dimostrarlo.
Se invece sono servite soltanto a raccogliere consenso, sfruttando il lavoro, gli esposti e le denunce di chi per anni ha combattuto quasi in solitudine questa vicenda, allora gli agrigentini hanno il diritto di sapere se la Villa del Sole sia stata utilizzata come una causa da difendere o semplicemente come un trampolino politico.
Perché le battaglie civili non possono essere usate fino al giorno delle elezioni per poi essere archiviate una volta conquistato il governo della città. La credibilità della politica si misura proprio su questo: avere il coraggio di difendere gli stessi principi quando si amministra, non soltanto quando si sta all’opposizione.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

















