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Agrigento – Autobotti, emergono i documenti: “AICA doveva organizzare il servizio. Adesso cittadini e autotrasportatori pagano il prezzo di scelte sbagliate”

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Agrigento – Autobotti, emergono i documenti: “AICA doveva organizzare il servizio. Adesso cittadini e autotrasportatori pagano il prezzo di scelte sbagliate”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

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Le carte approvate dall’ATI Idrico e dai sindaci raccontano una vicenda che oggi assume contorni ancora più inquietanti. Mentre cittadini, imprese turistiche e autotrasportatori vivono una delle peggiori crisi idriche degli ultimi anni, dai documenti ufficiali emerge che lo stesso sistema di governance aveva già individuato responsabilità, obiettivi e perfino la necessità di dotarsi di un parco di autobotti.

Le immagini dei documenti in possesso di Report Sicilia raccontano una storia diversa da quella che oggi viene rappresentata.

Nella Convenzione di Gestione tra ATI Idrico e AICA, all’articolo 1, tra le cosiddette “altre attività idriche”, è espressamente prevista la vendita e il trasporto di acqua mediante autobotti o altri mezzi su gomma.

Un passaggio che viene ribadito anche dal Direttore Generale dell’ATI Idrico.

“Il trasporto con autobotti compete anche ad AICA”

In uno dei documenti ufficiali si legge infatti che:

“L’attività di trasporto di acqua potabile con autobotte non ricade nelle attività inerenti al Servizio Idrico Integrato ma può essere effettuata anche da AICA come ‘altre attività idriche’ previste dall’articolo 1 della Convenzione di Gestione.”

Lo stesso dirigente precisa inoltre che, nella fase iniziale, AICA aveva dichiarato di non essere ancora in grado di svolgere direttamente tale servizio, motivo per cui era stata consentita agli utenti la possibilità di rivolgersi agli autobottisti privati.

Successivamente, però, con le modifiche regolamentari approvate nel maggio 2026, AICA ha previsto che l’utente possa rivolgersi direttamente all’azienda oppure agli operatori economici autorizzati.

Sempre nello stesso documento viene inoltre chiarito un altro aspetto fondamentale.

Il trasporto su gomma non rientra nel Servizio Idrico Integrato svolto in regime di monopolio, ma costituisce un’attività distinta.

Le delibere dei sindaci: “Nessuna ulteriore proroga”

Ancora più significativa appare la deliberazione dell’Assemblea Territoriale Idrica dell’8 luglio 2026.

L’atto, approvato dai rappresentanti dei Comuni della provincia, conferma la volontà di concedere soltanto una proroga temporanea agli attuali rapporti con gli autobottisti.

Nel documento si legge chiaramente che:

  • la proroga del contratto ponte dura sei mesi;
  • alla scadenza non saranno concesse ulteriori proroghe;
  • AICA dovrà nel frattempo incrementare i punti di approvvigionamento;
  • dovrà perfezionare le contrattualizzazioni degli utenti;
  • dovrà organizzarsi autonomamente per il servizio.

Una scelta che oggi, alla luce delle difficoltà già evidenti nel garantire il servizio, viene contestata dagli stessi autotrasportatori.

“Volevano acquistare appena 14 autobotti”

Tra i documenti emerge anche un altro elemento.

ATI e AICA avevano comunicato di voler reperire finanziamenti per acquistare 14 autobotti destinate a coprire l’intero fabbisogno provinciale.

Una previsione che oggi appare del tutto insufficiente secondo gli operatori del settore.

Gli autotrasportatori sostengono infatti che il fabbisogno reale sia enormemente superiore e che immaginare di sostituire integralmente decine di imprese private con appena quattordici mezzi rappresenti una valutazione del tutto distante dalla realtà operativa della provincia.

Gli autotrasportatori: “Hanno sottovalutato tutto”

Le accuse rivolte ai vertici di AICA e ATI sono pesanti.

Secondo gli operatori, le attuali difficoltà sarebbero il risultato di una programmazione inadeguata e di un confronto mai realmente instaurato con chi il servizio lo svolge quotidianamente.

Gli autotrasportatori parlano di:

  • mancata conoscenza del reale fabbisogno idrico del territorio;
  • incapacità di programmare il passaggio al nuovo sistema;
  • assenza di un dialogo costruttivo con le imprese del settore;
  • decisioni assunte unilateralmente;
  • atteggiamenti ritenuti, in alcuni casi, improntati a una posizione di superiorità nei confronti degli operatori.

Secondo la categoria, tutto questo avrebbe prodotto conseguenze dirette su cittadini, imprese, strutture ricettive e sull’intero sistema economico della provincia.

“Ora qualcuno si assuma le responsabilità”

Gli autotrasportatori ritengono che la responsabilità della situazione non possa essere attribuita a chi materialmente trasporta l’acqua.

A loro avviso, occorre invece verificare le scelte compiute dagli organi di governo di AICA e dell’ATI Idrico, che negli ultimi mesi hanno definito il nuovo assetto del servizio.

Nel frattempo la vicenda è destinata ad approdare sul tavolo della Cabina di Regia per l’Emergenza Idrica istituita presso la Prefettura di Agrigento, dove le parti auspicano un confronto imparziale.

L’auspicio degli operatori è che la Prefettura ascolti tutte le componenti coinvolte — AICA, ATI Idrico, Comuni e autotrasportatori — per accertare le cause della crisi e individuare una soluzione che garantisca ai cittadini un servizio essenziale senza scaricare sulle imprese private responsabilità che, secondo la categoria, appartengono alla programmazione e alla gestione del sistema idrico provinciale.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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