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Agrigento – Rifiuti di Canicattì dirottati da Gela a Catania, Corbo: “Inaccettabile, la Regione ci ripensi”

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Agrigento – Rifiuti di Canicattì dirottati da Gela a Catania, Corbo: “Inaccettabile, la Regione ci ripensi”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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La carenza di impianti di conferimento per i rifiuti siciliani accende ancora una volta lo scontro politico e amministrativo anche in provincia di Agrigento tra i Comuni e la Regione.

Da ultimo è il municipio di Canicattì a contestare con fermezza la decisione dell’assessorato regionale all’Energia di dirottare lo smaltimento dell’indifferenziato dalla discarica di Timpazzo a Gela (oggetto in queste settimane di una pesantissima inchiesta giudiziaria) verso l’impianto Tbm di Catania, gestito dalla Sicula Trasporti. Il sindaco Vincenzo Corbo, in una nota ha definito questo un trattamento ingiusto nei confronti del proprio territorio: “La Regione Siciliana usa due pesi e due misure quando si tratta di autorizzare il conferimento di rifiuti negli impianti dell’isola, agevolando probabilmente alcuni amministratori e penalizzandone altri”.

A scatenare la dura presa di posizione è stata la notifica del decreto numero 1308, con cui la Regione obbliga il comune agrigentino a scaricare la propria spazzatura nel capoluogo etneo: un provvedimento in netto e repentino contrasto con quanto stabilito solo pochi giorni prima, il 7 agosto, quando lo stesso assessorato, attraverso il decreto numero 1306, aveva confermato la destinazione della spazzatura indifferenziata presso l’impianto di Gela. Di fronte a questo rapido cambio di rotta, il primo cittadino ha inviato una formale protesta al presidente della Regione Renato Schifani, all’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni, al prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo e ai vertici della Srr Agrigento Provincia Est.

La ricostruzione della vicenda tracciata dall’amministrazione comunale evidenzia una situazione critica che dura da mesi. Nel suo messaggio ai vertici istituzionali, Corbo sottolinea che si tratta di “un provvedimento quello della Regione giunto dopo mesi di disservizi, respingimenti di autocompattatori e mancato rispetto degli impegni da parte del gestore della discarica di Gela nonostante il nostro ente fosse autorizzato a scaricare in contrada Timpazzo sino alla fine del prossimo mese di settembre.”

Oltre alle incongruenze burocratiche, la scelta di trasferire il conferimento a Catania comporta ripercussioni operative ed economiche che rischiano di travolgere le casse e l’organizzazione del comune. Come evidenziato da Corbo, “portare la spazzatura indifferenziata da Canicattì a Catania comporta oneri organizzativi, finanziari e logistici del tutto sproporzionati con tempi di percorrenza incompatibili con la regolarità del servizio stesso.” Le conseguenze di questo aggravio logistico rischiano di danneggiare sia i risultati ambientali raggiunti dalla comunità, sia l’equilibrio di bilancio dell’ente locale. Il sindaco rimarca infatti che “tutto ciò rischia di compromettere gravemente ed in maniera irreversibile la percentuale di raccolta differenziata pari al 70% raggiunta dall’ente con enormi sacrifici e di aggravare le già critiche condizioni economiche del comune di Canicattì che si trova in dissesto finanziario.”

Nel contestare l’operato degli uffici regionali, l’amministrazione lamenta la totale mancanza di ascolto rispetto alle posizioni espresse preventivamente dal territorio. Corbo precisa che “non si può non evidenziare la superficialità con la quale la Regione Siciliana ha trattato l’intera questione nonostante il nostro comune avesse da tempo dato parere negativo a trasferire in altri impianti se non in quello di Gela, le circa 10 tonnellate di rifiuti indifferenziati che conferisce a Timpazzo.”

La posizione di Canicattì resta dunque di netta chiusura rispetto alle disposizioni impartite con il nuovo decreto. L’amministrazione chiede un immediato passo indietro alle autorità regionali prima che la situazione degeneri sul piano gestionale e contabile. “Per questi motivi il comune di Canicattì contesta formalmente la decisione adottata dalla Regione e chiede la revoca o quantomeno la rivalutazione urgente del provvedimento con l’immediato ripristino del conferimento presso l’impianto di Gela”, conclude la nota firmata dal primo cittadino, aggiungendo in chiusura che “il comune si riserva ogni azione, anche legale, a tutela degli interessi della comunità canicattinese”.

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Fonte: Grandangolo Agrigento

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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