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Mentre Agrigento soffre, la politica si assegna indennità da capoluogo. Una amministrazione che costa l’anno un miliardo delle vecchie lire

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Mentre Agrigento soffre, la politica si assegna indennità da capoluogo. Una amministrazione che costa l’anno un miliardo delle vecchie lire. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Ad Agrigento c’è una città che fatica, che conta i centesimi, che deve fare i conti ogni giorno con il caro vita, con i servizi che non funzionano e con famiglie che sempre più spesso arrivano a fine mese con il fiato corto. E c’è un Palazzo dei Giganti dove, invece, i numeri raccontano tutta un’altra storia.

La nuova amministrazione comunale ha infatti definito le indennità per sindaco, assessori e vertici del Consiglio comunale. E il dato che salta subito agli occhi è quello relativo al primo cittadino Michele Sodano: 6.273,89 euro al mese.

Una cifra che, per molti agrigentini, appare distante anni luce dalla realtà quotidiana. Lo stipendio del sindaco è composto da 4.596 euro di indennità base e da 1.677,89 euro finanziati attraverso il contributo regionale.

Ma non è soltanto il sindaco a beneficiare di cifre importanti. Il vicesindaco Giovanni Crosta percepirà 4.705,42 euro mensili, mentre al presidente del Consiglio comunale Giovanni Civiltà spettano 3.764,34 euro.

Per gli assessori con indennità piena si arriva a oltre 3.700 euro mensili considerando anche la quota regionale. A beneficiarne sono Roberta Lala, Maria Miccichè, Umberto Rumolo, Eleonora Maria Sciortino, Elisabetta Torregrossa e Raffaele Trano.

Ci sono poi le indennità dimezzate per Dario Cipolla e Giuseppe Riccobene, che ricevono 1.379 euro mensili, oltre alla relativa quota regionale. Ridotta della metà anche l’indennità del vicepresidente vicario del Consiglio comunale Marco Vullo, che percepirà 827,40 euro.

Tutto legittimo, naturalmente. Le somme sono previste dalla normativa e vengono determinate secondo criteri stabiliti dalla legge. Ma il problema non è soltanto giuridico. È soprattutto politico e, prima ancora, morale.

Perché mentre Palazzo dei Giganti mette nero su bianco le cifre delle indennità, fuori dalle stanze del potere c’è un pezzo di città che continua a fare i conti con difficoltà economiche, disoccupazione, precarietà e servizi pubblici spesso insufficienti.

Agrigento è una città nella quale non mancano le emergenze: dall’acqua ai rifiuti, dalle strade ai servizi, fino alle tante periferie che aspettano da anni risposte concrete. Una città che, nonostante la vetrina della Capitale italiana della Cultura 2025, non ha certo risolto i suoi problemi strutturali.

E proprio per questo la pubblicazione delle indennità rischia di suonare come uno schiaffo a chi vive una condizione economica difficile.

Il cittadino può legittimamente chiedersi: quali risultati accompagneranno queste cifre?

Perché se gli amministratori hanno diritto alle indennità previste dalla legge, è altrettanto legittimo pretendere che a fronte di queste somme arrivino efficienza, servizi, risposte e soprattutto risultati.

Il conto complessivo è tutt’altro che irrilevante: 30.934,40 euro al mese sono a carico del Comune, ai quali si aggiungono altri 10.987,23 euro finanziati con il contributo regionale. In totale, dunque, si supera quota 41 mila euro al mese.

Numeri che, moltiplicati per dodici mesi, raccontano un costo annuo superiore ai 500 mila euro.

Nessuno mette in discussione il diritto degli amministratori a essere remunerati. Ma in una città che da anni combatte contro povertà, emigrazione giovanile, disoccupazione e servizi carenti, sarebbe auspicabile che alla parola “indennità” fosse sempre affiancata quella più importante: “responsabilità”.

Perché guadagnare il massimo previsto dalla legge può essere perfettamente legittimo. Ma allora anche i cittadini hanno il diritto di pretendere il massimo in termini di impegno, trasparenza, efficienza e risultati.

E ad Agrigento, oggi più che mai, è proprio sui risultati che la nuova amministrazione dovrà essere giudicata.

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Fonte: Sicilia24h

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