Agrigento – Maddalusa, Sinistra Italiana scopre le carte: niente riperimetrazione, demolizioni e un piano per superare l’abusivismo. È questa la linea della Giunta Sodano?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Adesso il quadro politico sulla vicenda Maddalusa comincia a diventare molto più chiaro. E non si parla più soltanto di acqua.
Dopo la lettera aperta di Nino Cuffaro, che aveva sollecitato Michele Sodano e le forze progressiste a uscire dall’ambiguità sui confini del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, arriva una presa di posizione articolata di Sinistra Italiana – AVS, forza politica che sostiene l’attuale amministrazione comunale.
A firmarla sono Irene Fucà, consigliere comunale AVS, e Pasquale Cucchiara, segretario provinciale di Sinistra Italiana-AVS.
E questa volta le parole sono inequivocabili.
Nessuna riduzione della Zona A. Nessuna riperimetrazione determinata dalla presenza delle costruzioni abusive. Censimento degli immobili, acquisizioni e demolizioni dove ne ricorrano i presupposti, recupero delle aree liberate e un piano pluriennale per il progressivo superamento dell’abusivismo.
Una posizione politica legittima e finalmente chiara.
Ma proprio perché Sinistra Italiana fa parte dello schieramento che sostiene Michele Sodano, adesso nasce inevitabilmente un’altra domanda:
è questa anche la politica urbanistica dell’amministrazione comunale di Agrigento?
«Nessuna riduzione della Zona A»
Sinistra Italiana parte dalla storia della Valle dei Templi e sostiene che la tutela della Zona A sia stata costruita proprio per sottrarre il patrimonio archeologico e paesaggistico alla pressione edilizia.
Da qui il principio politico:
non possono essere le costruzioni abusive realizzate successivamente a determinare una modifica dei confini della tutela.
AVS considera dunque la Valle non un ostacolo allo sviluppo, ma un’infrastruttura culturale, ambientale ed economica sulla quale costruire il futuro di Agrigento.
E traduce questa impostazione in un impegno preciso: «Nessuna riduzione della Zona A e nessuna riperimetrazione determinata dalla presenza dell’abusivismo».
Almeno su questo, quindi, una componente della coalizione Sodano ha risposto alla domanda posta da Cuffaro.
Adesso manca la posizione ufficiale del sindaco.
Non soltanto niente sanatoria: un piano per le demolizioni
Ma il documento va molto oltre la contrarietà alla riperimetrazione.
Sinistra Italiana propone un vero piano pubblico pluriennale per il superamento progressivo dell’abusivismo nella Zona A.
Si dovrebbe partire dal censimento e dalla classificazione di tutti gli immobili, ricostruendone situazione urbanistica, edilizia, catastale e patrimoniale.
Successivamente, secondo la proposta, dovrebbero avere priorità scheletri edilizi, immobili abbandonati o degradati, seconde e terze case.
Poi un passaggio ancora più significativo:
acquisizione al patrimonio pubblico e successiva demolizione degli immobili per i quali ricorrano i presupposti di legge.
Le aree liberate dovrebbero quindi essere sottoposte a recupero ambientale e archeologico.
Non siamo più, dunque, davanti a una generica dichiarazione sulla legalità.
È una proposta politica precisa sulla futura trasformazione della Zona A.
Per le prime case una strada diversa, ma non una sanatoria
AVS introduce tuttavia una distinzione.
Per le abitazioni effettivamente utilizzate come prima casa propone un «percorso specifico», evitando automatismi e affrontando le situazioni socialmente più delicate attraverso tempi programmati e strumenti pubblici.
Attenzione però: il documento esclude che questa gestione possa trasformarsi in una sanatoria.
La prospettiva rimane quella del «progressivo superamento dell’abusivismo».
Ed è un’espressione sulla quale vale la pena soffermarsi.
Perché se questa diventasse la posizione dell’intera amministrazione Sodano, i residenti di Maddalusa avrebbero diritto di sapere esattamente cosa significhi.
Quali immobili?
Con quali tempi?
Quale futuro per le prime abitazioni?
Quali sarebbero gli «strumenti pubblici» destinati alle famiglie?
Sono domande enormi, che non possono restare confinate in un post politico.
Maddalusa come «laboratorio»
Ancora più ambizioso è ciò che Sinistra Italiana immagina per il futuro della contrada.
Maddalusa dovrebbe diventare un «laboratorio» di una nuova politica territoriale.
L’area oggi occupata dagli insediamenti dovrebbe essere progressivamente trasformata in un sistema integrato fra archeologia, costa, dune, foce dell’Akragas, paesaggio e mobilità lenta.
Il progetto ipotizzato comprende recupero del paesaggio, tutela delle dune, valorizzazione archeologica, percorsi pedonali e ciclabili, accessibilità pubblica, servizi culturali e turistici e nuova occupazione collegata alla manutenzione del territorio e al turismo sostenibile.
Una visione politica precisa.
Ma inevitabilmente sorge la domanda: dove si collocano, dentro questa Maddalusa del futuro, le famiglie che a Maddalusa vivono oggi?
AVS parla di un percorso particolare per le prime case. Adesso occorre spiegare concretamente quale.
E sull’acqua finalmente viene riconosciuto un principio fondamentale
C’è però un passaggio del documento che Report Sicilia considera particolarmente importante.
Sinistra Italiana scrive:
«La tutela della Zona A non può tradursi nell’abbandono delle persone che oggi vi abitano».
E aggiunge che la questione dell’acqua deve essere affrontata «distinguendo il diritto fondamentale ai servizi essenziali dal riconoscimento della legittimità urbanistica degli immobili».
È esattamente la distinzione sulla quale da mesi insiste Giuseppe Di Rosa.
Acqua e sanatoria sono due cose diverse.
Dare acqua a una persona non significa rendere legittimo un fabbricato eventualmente abusivo.
Su questo, dunque, un’altra forza politica che sostiene Michele Sodano arriva finalmente a una conclusione chiarissima.
Ma AVS limita la soluzione alle prime case
C’è tuttavia una differenza importante rispetto alla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 15 luglio.
Quella mozione impegnava sindaco e Giunta a garantire ai residenti della contrada Maddalusa il minimo vitale indicato in 50 litri pro capite al giorno.
Sinistra Italiana propone invece una soluzione transitoria che garantisca l’accesso all’acqua alle abitazioni «effettivamente utilizzate come prima casa», all’interno di un piano per il progressivo superamento dell’abusivismo.
Le due formulazioni non sono necessariamente coincidenti.
Ed è un punto che merita un chiarimento politico.
Perché se una persona è residente a Maddalusa, il criterio deve essere la residenza della persona oppure la qualificazione dell’immobile come prima casa?
E chi dovrebbe effettuare questa verifica?
Sono questioni concrete, perché dall’una o dall’altra interpretazione dipende chi riceverà l’acqua e chi resterà escluso.
E Sodano cosa pensa?
Arriviamo così al punto politico centrale.
Sinistra Italiana non è un’associazione esterna all’amministrazione.
È una forza dello schieramento che sostiene Michele Sodano.
Per questo il documento firmato da Fucà e Cucchiara non può essere trattato come una semplice opinione nel dibattito cittadino.
Una componente della coalizione di governo sta dicendo pubblicamente:
no alla riperimetrazione;
no alla sanatoria determinata dalla presenza dell’abusivismo;
sì a un piano pluriennale per superare l’edilizia abusiva;
sì alle acquisizioni e alle demolizioni quando previste dalla legge;
trattamento specifico per le prime abitazioni;
trasformazione progressiva di Maddalusa attraverso recupero ambientale, archeologico e paesaggistico.
È una piattaforma politica.
Adesso Michele Sodano dovrebbe dire se la condivide.
Il 27 agosto non basterà più dire «deciderà la Regione»
Il Consiglio comunale aperto convocato per il prossimo 27 agosto assume quindi un’importanza ancora maggiore.
Nino Cuffaro ha già chiesto al sindaco di non rifugiarsi dietro la competenza regionale sulla perimetrazione.
Sinistra Italiana adesso ha messo sul tavolo la propria proposta.
A questo punto Sodano difficilmente potrà limitarsi a dire che la decisione finale appartiene ad altri enti.
Una cosa è la competenza amministrativa a modificare un confine.
Altra cosa è la posizione politica del sindaco di Agrigento.
Sodano deve dire alla città se considera gli attuali confini intoccabili.
Deve dire cosa pensa delle demolizioni prospettate da una forza che sostiene la sua amministrazione.
Deve dire quale futuro immagina per le prime case.
E soprattutto deve spiegare cosa intende fare, nell’immediato, per l’acqua.
E La Vardera?
Il documento mette inevitabilmente in difficoltà anche Ismaele La Vardera e Controcorrente.
Non basta chiedere al centrodestra, che governa la Regione, di assumersi la responsabilità della decisione.
Adesso una forza dello stesso campo progressista ha scelto.
Sinistra Italiana dice no alla riperimetrazione.
E allora anche La Vardera dovrebbe chiarire la propria posizione senza lasciare zone grigie:
gli attuali confini della Zona A devono rimanere esattamente quelli oppure no?
Perché il tema non può ridursi a stabilire chi abbia materialmente il potere di firmare.
La politica serve prima di tutto a scegliere.
Il centrosinistra accusa il centrodestra, ma la storia di Maddalusa non comincia oggi
Nel documento c’è infine un attacco politico durissimo.
Secondo Sinistra Italiana, il centrodestra agrigentino avrebbe alimentato per troppo tempo una «vana aspettativa di sanatoria», trasformando un problema urbanistico e sociale in una «promessa elettorale permanente».
È una tesi politica precisa, della quale Fucà e Cucchiara si assumono la responsabilità.
Ma la storia di Maddalusa attraversa decenni di amministrazioni e di politica agrigentina.
Ed è stato lo stesso Nino Cuffaro, proveniente dalla storia politica della sinistra cittadina, a ricordare appena poche ore fa che «i precedenti delle forze di sinistra degli anni ’80 e ’90 non sono certo un esempio da seguire».
Forse, quindi, prima di dividere quarant’anni di storia tra innocenti e colpevoli, sarebbe utile ricostruirla attraverso gli atti.
Chi governava?
Chi amministrava?
Chi proponeva modifiche?
Chi prometteva?
Chi non decideva sulle pratiche?
Chi sapeva dell’espansione dell’insediamento?
E soprattutto: chi ha consentito che nel 2026 Agrigento arrivasse ancora a discutere di un problema vecchio di decenni?
Almeno adesso una parte della maggioranza ha parlato
Una cosa, comunque, va riconosciuta a Sinistra Italiana: ha preso posizione.
Si può essere d’accordo oppure no, ma Fucà e Cucchiara hanno scritto cosa vogliono fare della Zona A e quale futuro immaginano per Maddalusa.
Ed è molto più di quanto finora abbiano fatto altri.
Adesso, però, quella posizione produce conseguenze politiche.
Perché Sinistra Italiana sostiene Michele Sodano.
E dunque la domanda non può più essere soltanto:
«Cosa pensa AVS di Maddalusa?»
Adesso la domanda è:
«Sindaco Sodano, è questo il progetto della sua amministrazione per Maddalusa?»
Niente riperimetrazione, progressivo superamento dell’abusivismo, acquisizioni e demolizioni nei casi previsti dalla legge, trattamento specifico delle prime case e progressiva restituzione delle aree al patrimonio archeologico e paesaggistico.
Se sì, lo dica chiaramente ai residenti.
Se no, spieghi in cosa la sua posizione differisce da quella di una forza politica che sostiene la sua Giunta.
Perché il 27 agosto i residenti non hanno bisogno di altre formule.
Hanno bisogno di sapere quale futuro politico questa amministrazione abbia deciso per Maddalusa.
E, prima ancora del futuro, resta una domanda molto più urgente:
quando avranno l’acqua?
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

