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Agrigento – Maddalusa, tutti discutono di confini “intoccabili”. Ma possibile che nessuno abbia letto la circolare regionale sulla perimetrazione dei Parchi?

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Agrigento – Maddalusa, tutti discutono di confini “intoccabili”. Ma possibile che nessuno abbia letto la circolare regionale sulla perimetrazione dei Parchi?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Il procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo, ha posto una questione tanto semplice quanto difficile da contestare: chi amministra deve applicare la legge, assumendosi la responsabilità delle proprie decisioni e senza inseguire il consenso.

Ha ragione.

Il problema è che ad Agrigento, troppo spesso, negli ultimi decenni non si è saputo né fare politica né amministrare. E la vicenda di Maddalusa rischia di esserne una delle rappresentazioni più evidenti.

Perché oggi tutti parlano di abusivismo, demolizioni, confini della Zona A, riperimetrazione, Parco archeologico. Tutti sembrano avere improvvisamente certezze granitiche.

Eppure c’è un documento ufficiale della Regione Siciliana, in possesso di Report Sicilia, che riguarda proprio la materia delle perimetrazioni dei Parchi archeologici.

Una circolare che chi scrive, Giuseppe Di Rosa, conosceva già durante la campagna elettorale e sulla cui esistenza aveva fondato una posizione espressa allora sommessamente, senza trasformarla in uno slogan elettorale: riproporre nelle sedi competenti la questione della riperimetrazione del Parco, senza promettere sanatorie a nessuno.

Possibile che oggi, mentre mezza politica agrigentina discute proprio di questo, quella circolare sembri non averla letta nessuno?

Di Leo pone il problema della legalità. Ma la storia di Maddalusa non comincia oggi

Se esistono immobili abusivi per i quali devono essere eseguiti provvedimenti definitivi, la legge va applicata.

Se esistono sanzioni obbligatorie, vanno applicate.

E se la politica per decenni ha promesso ciò che non poteva mantenere, è giusto dirlo.

Ma proprio per questo bisognerebbe ricostruire tutta la storia.

A Maddalusa non si è costruito ieri mattina.

Per decenni si è costruito e abitato. Sono arrivati strade, energia elettrica, gas, rete telefonica, fibra ottica, numerazione civica e altri servizi. Esistono cittadini regolarmente iscritti nei registri anagrafici del Comune di Agrigento.

Non lo dice soltanto Report Sicilia: lo ha messo nero su bianco persino il Consiglio comunale nella mozione sulla Maddalusa, precisando correttamente che tutto ciò non costituisce riconoscimento della regolarità urbanistico-edilizia degli immobili.

E allora qualcuno dovrà pur rispondere.

Possibile che nessuno sapesse?

Se esistevano ordinanze di demolizione, perché non sono state eseguite?

Se dovevano essere applicate determinate sanzioni, perché non lo sono state?

Quali amministrazioni avrebbero dovuto intervenire?

Chi ha omesso di farlo?

E soprattutto: quante false speranze sono state alimentate dalla politica nel corso degli anni?

Se oggi si vuole finalmente applicare la legge, benissimo.

Ma la legalità non può avere memoria corta.

La circolare regionale che manca dal dibattito

Ed eccoci al documento.

Negli atti della Regione Siciliana esiste la circolare n. 5 dell’1 ottobre 2010 Circolare_n5 del 1.10.2010 del Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, avente ad oggetto le «Perimetrazioni dei parchi archeologici».

Successivamente intervenne anche la circolare n. 11 del 2 dicembre 2010, indicata come rettifica della precedente.

Non stiamo sostenendo che una circolare del 2010 consenta automaticamente di eliminare Maddalusa dalla Zona A.

Non lo abbiamo mai detto e non lo diciamo oggi.

Sarebbe intellettualmente scorretto trasformare un atto amministrativo in una sorta di bacchetta magica.

Poniamo invece una domanda molto più seria:

se esiste un documento della Regione che affronta proprio la materia della perimetrazione dei Parchi archeologici, è possibile discutere della presunta immodificabilità dei confini senza prima studiarlo, verificarne gli effetti, gli atti successivi e l’attuale efficacia giuridica?

È questo che chiediamo.

Non una sanatoria.

Una risposta.

Di Leo dice che la riperimetrazione “non può passare”: allora mettiamo tutte le carte sul tavolo

Il procuratore Di Leo ha espresso una posizione nettissima sulla riperimetrazione.

Una posizione autorevole e che merita la massima attenzione.

Ma proprio perché si tratta di una materia estremamente delicata, occorre che ciascuna istituzione intervenga nell’ambito delle proprie competenze.

Mettiamo allora sul tavolo tutti gli atti.

La normativa istitutiva del Parco.

Gli atti di perimetrazione.

I vincoli archeologici e paesaggistici.

La circolare regionale n. 5/2010.

La successiva rettifica.

Gli eventuali provvedimenti successivi che ne abbiano modificato o superato il contenuto.

E siano Regione Siciliana, Parco Archeologico, Soprintendenza e tecnici competenti a spiegare pubblicamente quale sia oggi il quadro.

La domanda deve essere formalizzata:

esiste nell’ordinamento una procedura attraverso la quale può essere proposta e istruita una rideterminazione della perimetrazione?

Se sì, con quali presupposti?

Se no, quale norma o atto successivo la esclude?

Questo dovrebbe fare la politica: studiare gli atti e poi decidere, non costruire verità a colpi di comunicati.

Sinistra Italiana dice no alla riperimetrazione. Ma Sinistra Italiana governa Agrigento con Sodano

Intanto una parte della coalizione che sostiene Michele Sodano ha finalmente assunto una posizione inequivocabile.

Sinistra Italiana-AVS, attraverso Irene Fucà e Pasquale Cucchiara, ha scritto:

«Nessuna riduzione della Zona A e nessuna riperimetrazione determinata dalla presenza dell’abusivismo».

Posizione chiarissima e perfettamente legittima.

Secondo Sinistra Italiana, le costruzioni abusive realizzate negli anni non possono diventare il criterio attraverso il quale modificare la tutela archeologica e paesaggistica.

Ma c’è un elemento politico che non può essere ignorato: Sinistra Italiana fa parte dello schieramento che sostiene l’attuale amministrazione comunale.

Non stiamo quindi parlando della posizione di un partito esterno alla maggioranza.

E allora la domanda arriva direttamente al sindaco:

Michele Sodano condivide la posizione di Sinistra Italiana?

Per il sindaco di Agrigento i confini attuali sono politicamente intoccabili?

Ritiene inutile persino avviare una verifica sulla normativa e sulla circolare regionale?

Oppure ha una posizione differente?

Sarebbe opportuno saperlo prima del Consiglio comunale aperto.

E non c’è soltanto Sinistra Italiana: anche Legambiente distingue l’acqua dall’abusivismo

Ma attenzione, perché c’è un altro elemento che rende ancora più difficile continuare a confondere ogni questione.

Anche Legambiente, protagonista storica delle battaglie a tutela della Valle dei Templi e certamente non sospettabile di indulgenza nei confronti dell’abusivismo edilizio, ha distinto la tutela urbanistica e paesaggistica dalla necessità di garantire l’accesso all’acqua.

Ed è un passaggio politicamente importantissimo.

Lo stesso documento di Sinistra Italiana afferma:

«La tutela della Zona A non può tradursi nell’abbandono delle persone che oggi vi abitano».

E aggiunge che la questione dell’acqua deve essere affrontata «distinguendo il diritto fondamentale ai servizi essenziali dal riconoscimento della legittimità urbanistica degli immobili».

Esattamente.

È ciò che Giuseppe Di Rosa sostiene dall’inizio della vicenda.

Le case sono una cosa. Le persone sono un’altra.

Acqua, demolizioni e riperimetrazione: basta mettere tutto nello stesso calderone

Un immobile può avere un problema urbanistico.

Un provvedimento di demolizione, quando definitivo ed eseguibile, segue il proprio percorso.

La tutela archeologica e paesaggistica segue le proprie norme.

La riperimetrazione, se giuridicamente possibile, segue un altro procedimento ancora.

L’acqua serve alle persone.

Continuare a mescolare queste questioni produce soltanto paralisi.

E ormai non lo sostiene soltanto chi scrive.

Lo ha affermato il Consiglio comunale.

Lo sostiene Sinistra Italiana.

Lo ha evidenziato Legambiente.

Allora quale ulteriore giustificazione politica può esserci per continuare a lasciare irrisolta la questione dell’approvvigionamento idrico dei residenti?

C’è già una mozione approvata all’unanimità. Anche dai consiglieri vicini a Sodano

E qui arriviamo all’altro grande paradosso.

Il Consiglio comunale di Agrigento ha già votato all’unanimità una mozione sulla Maddalusa.

Un documento dettagliato che impegna sindaco e Giunta ad attivare, con la massima urgenza, ogni iniziativa consentita dall’ordinamento affinché venga garantito ai residenti il quantitativo minimo vitale di acqua potabile indicato nella mozione in 50 litri pro capite al giorno, anche attraverso modalità temporanee di approvvigionamento.

Il documento chiede inoltre al sindaco di intervenire nell’ambito dell’Assemblea dei sindaci di AICA, di richiedere all’ASP una relazione aggiornata sulla situazione igienico-sanitaria e, qualora ne ricorrano i presupposti sulla base delle risultanze tecniche e sanitarie, di adottare i provvedimenti contingibili e urgenti previsti dall’articolo 50 del Testo unico degli enti locali.

Quella mozione l’hanno votata tutti.

Financo consiglieri politicamente vicini a Sodano e tre esponenti della sua stessa area politica.

Eppure siamo ancora qui.

Di Rosa della riperimetrazione aveva parlato prima che diventasse il tema del momento

A questo punto chi firma questo articolo deve fare anche una precisazione.

Giuseppe Di Rosa non scopre oggi il tema della riperimetrazione.

Durante la campagna elettorale per le amministrative aveva già parlato della possibilità di riproporre nelle sedi competenti la questione dei confini del Parco, proprio perché era già in possesso della documentazione regionale che oggi Report Sicilia porta all’attenzione dell’opinione pubblica.

Lo fece però sommessamente.

Senza trasformare Maddalusa in un serbatoio elettorale.

Senza andare in giro promettendo sanatorie.

Senza dire ai residenti: votatemi e vi sistemerò le case.

Per una ragione molto semplice: nessun candidato sindaco avrebbe potuto garantire l’esito di un procedimento che coinvolge autorità e competenze diverse dal Comune.

La posizione era un’altra: verificare gli strumenti esistenti, riaprire istituzionalmente la questione e chiedere agli organismi competenti di pronunciarsi.

Questa differenza oggi va ricordata.

Perché chiedere di verificare la possibilità di una riperimetrazione non equivale a promettere una sanatoria.

Un procedimento può essere avviato e concludersi positivamente.

Può essere avviato e concludersi negativamente.

Può risultare non più praticabile alla luce della normativa successiva.

Ma prima di dire che una strada non esiste, bisogna studiare tutte le carte.

E Di Rosa aveva posto anche un’altra priorità: la Regia Trazzera di Maddalusa

Ma durante la campagna elettorale c’era un secondo impegno che oggi assume un significato ancora maggiore.

L’immediata messa in sicurezza della Regia Trazzera di Maddalusa.

Una questione concreta, molto meno spendibile in termini di propaganda ma fondamentale per la sicurezza.

Perché, secondo la documentazione richiamata da Di Rosa, la Regia Trazzera risulta inserita nel piano di evacuazione della Protezione civile.

E allora qui non stiamo parlando di sanatorie.

Non stiamo parlando di riperimetrazione.

Non stiamo parlando di abusivismo.

Stiamo parlando di sicurezza pubblica.

Se una strada è individuata nella pianificazione di emergenza quale arteria funzionale all’evacuazione, deve trovarsi nelle condizioni di assolvere realmente quella funzione.

Una via di fuga non può essere tale soltanto sulla carta.

E quindi la domanda all’amministrazione Sodano è semplicissima:

in quali condizioni si trova oggi la Regia Trazzera di Maddalusa e può assolvere pienamente alla funzione prevista dalla pianificazione di Protezione civile?

Se necessita di interventi urgenti, cosa si sta aspettando?

Per mettere in sicurezza una strada non occorre riperimetrare il Parco.

Occorre amministrare.

A cosa servirà allora il Consiglio comunale aperto?

Il prossimo Consiglio comunale aperto sulla Maddalusa rischia, a questo punto, di trasformarsi nell’ennesima passerella se non verrà costruito attorno a domande precise.

A cosa servirà?

A votare un’altra mozione?

Ce n’è già una approvata all’unanimità.

A dire che l’acqua è indispensabile?

Lo sappiamo.

A raccontare che Maddalusa presenta una situazione urbanistica complicatissima?

Lo sappiamo da decenni.

A spiegare che esistono immobili abusivi?

Lo sanno anche i residenti.

Un Consiglio comunale aperto ha senso se produce risposte, impegni verificabili e atti.

Altrimenti rischia di essere soltanto un modo elegante per rinviare ancora.

Il 27 agosto portiamo la circolare in Consiglio

Allora facciamo una cosa semplice.

Al Consiglio comunale aperto si portino le carte.

Si porti la circolare regionale sulla perimetrazione dei Parchi.

Si porti la successiva rettifica.

Si portino gli atti istitutivi e quelli relativi ai confini del Parco.

Si porti la normativa intervenuta successivamente.

Si portino gli atti relativi alla Regia Trazzera e alla pianificazione di Protezione civile.

E si chieda formalmente agli organismi competenti:

la procedura di rideterminazione della perimetrazione esiste ancora?

Quali sono i presupposti?

Chi può promuoverla?

Quali valutazioni archeologiche e paesaggistiche sono necessarie?

Qual è oggi il valore della circolare regionale?

Se non è più applicabile, quale atto l’ha superata?

Sono domande.

Non sanatorie.

E La Vardera porti questa domanda alla Regione

Anche Ismaele La Vardera, che ha portato la vicenda all’Assemblea regionale siciliana, potrebbe trasformare il confronto politico in qualcosa di molto concreto.

Invece di limitarsi alla contrapposizione fra chi vuole e chi non vuole modificare i confini, si chieda ufficialmente alla Regione:

qual è oggi la disciplina applicabile alla rideterminazione delle perimetrazioni dei Parchi archeologici siciliani e quale valore conservano gli atti regionali del 2010?

La risposta della Regione sarebbe assai più utile di cento post su Facebook.

Anche la sinistra dovrebbe ricordare la propria storia

E c’è infine un passaggio che merita di essere ricordato quando si tenta di attribuire tutte le responsabilità del passato esclusivamente a una parte politica.

Nino Cuffaro, proveniente dalla storia della sinistra agrigentina, nella lettera aperta indirizzata a Sodano ha scritto:

«I precedenti delle forze di sinistra degli anni ’80 e ’90 non sono certo un esempio da seguire».

Una frase importante.

La storia urbanistica di Agrigento non comincia con Sodano.

Non comincia con Miccichè.

E soprattutto non appartiene a un solo colore politico.

Se vogliamo ricostruire le responsabilità, facciamolo fino in fondo.

Chi amministrava?

Chi avrebbe dovuto demolire?

Chi non lo ha fatto?

Chi ha consentito che determinate situazioni si consolidassero?

Chi ha promesso?

Chi ha illuso?

Chi ha chiuso gli occhi?

Nomi, atti e date.

La legalità vale anche quando si ricostruisce la storia.

Ma oggi il sindaco si chiama Michele Sodano

Dopo quarant’anni di responsabilità politiche, amministrative e istituzionali, però, arriva sempre il momento di tornare al presente.

E oggi il sindaco di Agrigento è Michele Sodano.

Non può limitarsi a spiegare ciò che hanno sbagliato quelli che c’erano prima.

Adesso tocca a lui.

Dica chiaramente se condivide la posizione di Sinistra Italiana sulla riperimetrazione.

Chieda alla Regione di pronunciarsi formalmente sulla circolare.

Intervenga sulla Regia Trazzera se, come indicato nella pianificazione di emergenza richiamata da Di Rosa, costituisce un’infrastruttura funzionale all’evacuazione e necessita di messa in sicurezza.

E soprattutto affronti la questione dell’acqua distinguendola finalmente dall’abusivismo, come chiedono ormai anche forze e associazioni che sulla difesa della Valle dei Templi non hanno mai fatto sconti.

Possibile che quella circolare l’abbia letta soltanto qualcuno che oggi non governa?

Ed eccoci alla domanda finale.

Il procuratore parla di riperimetrazione.

La politica parla di riperimetrazione.

La Vardera ne parla all’ARS.

Sinistra Italiana dice che non bisogna modificare la Zona A.

Legambiente difende la Valle ma distingue la tutela urbanistica dal diritto delle persone all’acqua.

Il Consiglio comunale si prepara a discuterne ancora.

Eppure esiste un documento regionale che riguarda proprio la materia delle perimetrazioni.

Giuseppe Di Rosa, che firma questo articolo, quella circolare l’aveva già durante la campagna elettorale.

Ne aveva parlato senza farne un cavallo di battaglia e senza promettere l’impossibile, sostenendo semplicemente che avrebbe riproposto la riperimetrazione agli organismi competenti perché fossero questi a valutarla.

Contemporaneamente aveva indicato come intervento immediato la messa in sicurezza della Regia Trazzera di Maddalusa, anche in ragione della funzione attribuitale nella pianificazione di evacuazione della Protezione civile.

Oggi Report Sicilia non chiede che quella circolare venga utilizzata per dimostrare una tesi già scritta.

Chiede esattamente il contrario.

Leggetela.

Studiate ciò che è intervenuto dopo.

Chiedete alla Regione quale valore abbia oggi.

Dite pubblicamente se esista o meno una strada amministrativamente percorribile.

E se non esiste, spiegate perché.

Poi teniamo finalmente separate le questioni.

Le demolizioni si affrontino con le norme sulle demolizioni.

La tutela della Valle con le norme sulla tutela archeologica e paesaggistica.

La riperimetrazione con gli strumenti che l’ordinamento eventualmente consente.

La Regia Trazzera con gli interventi necessari alla sicurezza.

L’acqua con gli strumenti previsti per tutelare le persone e la salute pubblica.

Perché mettere tutto nello stesso calderone serve soltanto a non decidere nulla.

E Michele Sodano oggi non è più un candidato che può raccontare cosa farebbe se diventasse sindaco.

È il sindaco di Agrigento.

Adesso deve scegliere.

E soprattutto deve amministrare.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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