Agrigento – Maddalusa, Ferragosto con le taniche: Mentre la città è in vacanza, i residenti continuano a cercare l’acqua. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

La protesta non si ferma neppure il 15 agosto. Famiglie costrette ancora una volta a riempire bidoni e contenitori. Dopo mesi di emergenza, mozioni, tavoli istituzionali e promesse, resta l’immagine più difficile da spiegare: cittadini residenti ad Agrigento che devono organizzarsi per procurarsi un bene essenziale.
AGRIGENTO – Ferragosto, per molti, significa mare, vacanze, pranzi in famiglia e qualche ora di spensieratezza. A Maddalusa, invece, anche il 15 agosto può significare mettersi in fila con bidoni e contenitori per procurarsi l’acqua.
Le immagini che arrivano dai residenti raccontano più di tanti comunicati. Un gruppo di cittadini si ritrova per riempire i propri recipienti e mostra cartelli di protesta. Nel collage diffuso campeggia una frase che riassume perfettamente il loro stato d’animo:
“Mentre tutti sono al mare a divertirsi, noi, anche a Ferragosto, veniamo a riempire i bidoni per dare acqua ai nostri cari! Grazie AICA, sindaco ed autorità competenti”.
È una fotografia politicamente pesantissima, soprattutto perché non arriva all’inizio dell’emergenza. Arriva dopo settimane e settimane di denunce, riunioni, interventi pubblici, un tavolo in Prefettura, un’ordinanza comunale per alcune categorie di soggetti fragili e persino una mozione approvata dal Consiglio comunale.
Eppure, a Ferragosto, siamo ancora qui.
Il problema urbanistico non può cancellare le persone
Report Sicilia lo ripete da tempo: sulla situazione urbanistica degli immobili dovranno pronunciarsi gli organismi competenti, applicando le norme e assumendosi ciascuno le proprie responsabilità.
Ma la questione dell’acqua e quella urbanistico-edilizia non possono essere confuse fino al punto da trasformare l’assenza di un servizio essenziale in una sorta di sanzione indiretta collettiva.
A Maddalusa vivono cittadini iscritti all’anagrafe del Comune di Agrigento. Persone che pagano tributi, famiglie, anziani, bambini e soggetti fragili.
Ed è proprio questo uno degli elementi che rende ancora più difficile comprendere ciò che sta accadendo.
La stessa mozione approvata dal Consiglio comunale aveva messo nero su bianco la necessità di assicurare il quantitativo minimo vitale di 50 litri pro capite al giorno, richiamando la legge regionale siciliana n. 19 del 2015, e aveva chiesto al sindaco e alla Giunta di attivare con la massima urgenza ogni iniziativa consentita dall’ordinamento.
Non una sanatoria. Non il riconoscimento della regolarità degli immobili.
Acqua.
E allora, dopo tutto questo tempo, chi deve intervenire?
È la domanda che oggi torna inevitabilmente al sindaco Michele Sodano, all’assessore competente Giuseppe Riccobene, ad AICA e, più complessivamente, a tutte le istituzioni coinvolte.
Perché il tempo delle dichiarazioni sembra ormai essersi consumato.
Se esiste uno strumento amministrativo che consente di garantire temporaneamente il minimo vitale, lo si utilizzi.
Se non esiste, si dica pubblicamente quale norma lo impedisce.
Se AICA ritiene di non poter intervenire, spieghi con precisione perché.
Se il Comune ritiene di avere esaurito le proprie possibilità, dica quali atti abbia adottato e quali risposte abbia ricevuto.
I cittadini hanno diritto almeno a sapere chi sta dicendo no e sulla base di quale disposizione.
Non è più sufficiente assistere al continuo rimpallo delle competenze.
Un Ferragosto che dovrebbe interrogare Palazzo dei Giganti
C’è qualcosa di profondamente stridente nell’immagine di cittadini che, mentre buona parte della città trascorre il Ferragosto al mare, si riuniscono con i contenitori per procurarsi l’acqua necessaria alle proprie famiglie.
E non serve esasperare i toni per comprenderne la gravità.
Quelle fotografie sono già abbastanza.
Sono persone vere, non pratiche amministrative. Sono cittadini agrigentini, non numeri dentro un fascicolo. E possono esistere tutte le controversie urbanistiche, amministrative e giudiziarie del mondo, ma nessuna di queste dovrebbe consentire alla politica di dimenticare la dimensione umana del problema.
Dopo mesi di emergenza, vedere ancora famiglie costrette a riempire bidoni a Ferragosto rappresenta il segno evidente che la soluzione finora adottata non è stata sufficiente.
La legalità si applica, ma si governa anche l’emergenza
Anche su questo occorre essere chiari.
Chiedere acqua per le persone non significa chiedere una sanatoria edilizia.
Se vi sono immobili abusivi, gli uffici e le autorità competenti devono applicare la legge. Se esistono provvedimenti da eseguire, si assumano le conseguenti determinazioni. Se esistono responsabilità pregresse, vengano accertate.
Ma un’amministrazione comunale deve contemporaneamente affrontare le conseguenze igienico-sanitarie e sociali prodotte dalla mancanza prolungata di acqua.
Le due questioni non possono continuare ad essere sovrapposte ogni volta che bisogna trovare una giustificazione all’immobilismo.
Dai palazzi alle taniche: questa è la distanza che oggi va colmata
I residenti che hanno diffuso le immagini parlano di «assenza delle funzioni dello Stato», di diritto all’acqua negato e di una gestione istituzionale che considerano insufficiente.
Sono valutazioni durissime, delle quali naturalmente rispondono gli autori.
Ma resta il fatto oggettivo che documentano: anche a Ferragosto ci sono cittadini di Agrigento impegnati a procurarsi personalmente l’acqua.
Ed è questo il punto sul quale la politica dovrebbe interrogarsi.
Non servono altre passerelle, altri tavoli senza conseguenze o altre dichiarazioni di principio.
Servono atti.
Serve dire ai cittadini chi farà arrivare l’acqua, come e quando.
Perché dopo tutto quello che è accaduto a Maddalusa, la domanda non può più essere se quelle abitazioni presentino o meno problemi urbanistici: quella vicenda seguirà il percorso previsto dalla legge.
La domanda immediata è un’altra:
quanto tempo ancora dovremo vedere cittadini residenti ad Agrigento andare in giro con taniche e bidoni per poter bere, lavarsi e garantire un minimo di igiene alle proprie famiglie?
Oggi è Ferragosto.
Per loro, evidentemente, è soltanto un altro giorno senz’acqua.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

