Di Rosa: «Ieri denunciare i problemi di Agrigento significava danneggiare la città. Oggi che governano loro, l’emergenza acqua diventa una battaglia nazionale. Chi pagherà i danni?». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
«Adesso la domanda va posta senza giri di parole: chi pagherà il danno economico e d’immagine che la crisi idrica sta provocando ad Agrigento e alle sue attività turistiche? E soprattutto: perché quando denunciavamo noi gli stessi problemi eravamo accusati di danneggiare la città, mentre oggi che a denunciarli sono esponenti e ambienti politici riconducibili a chi governa Agrigento tutto diventa improvvisamente legittimo?».
A intervenire è Giuseppe Di Rosa, che torna sulla gravissima situazione idrica agrigentina dopo le difficoltà registrate durante il ponte di Ferragosto, il caso della struttura ricettiva di piazza Pirandello costretta a fare i conti con cancellazioni e perdite economiche e la vicenda di Maddalusa, destinata ormai ad avere anche una ribalta televisiva nazionale.
«Quello che sta accadendo – afferma Di Rosa – rende ancora più evidente una contraddizione politica che qualcuno dovrebbe spiegare agli agrigentini».
«Durante il 2025 – ricorda Di Rosa – mentre Agrigento viveva l’anno della Capitale italiana della Cultura, io e altri cittadini abbiamo denunciato pubblicamente ciò che ritenevamo non funzionasse: carenza idrica, servizi, tombini, decoro e problemi quotidiani che rischiavano di ricadere proprio sull’immagine della città e sull’esperienza dei visitatori.
Non lo facevamo per danneggiare Agrigento. Era esattamente il contrario: denunciavamo i problemi perché ritenevamo che nasconderli non li avrebbe risolti.
Eppure durante la campagna elettorale il ragionamento utilizzato contro di me fu un altro: il problema non sarebbe stato ciò che accadeva, ma chi lo denunciava». Di Rosa richiama quindi il ruolo dell’attuale consigliera comunale Elvira Mangione, candidata alle ultime elezioni nella coalizione che sostiene il sindaco Michele Sodano.
«Ricordo bene – prosegue – gli incontri con esponenti e associazioni del settore extralberghiero e le contestazioni politiche rivolte nei miei confronti. Il messaggio che veniva fatto passare era che le nostre denunce avrebbero danneggiato l’immagine turistica di Agrigento.
In sostanza, chi raccontava i disservizi diventava il problema.
Oggi vorrei sapere se quella teoria vale ancora.»
Secondo Di Rosa, infatti, oggi il quadro politico è completamente diverso. «Oggi non siamo più in campagna elettorale. Oggi governano loro.
E oggi il problema dell’acqua viene denunciato pubblicamente, raccontato attraverso video e social network e portato all’attenzione dell’opinione pubblica ben oltre i confini della provincia. Ho visionato anche il video che ci è stato trasmesso, nel quale viene affrontato pubblicamente il tema della crisi idrica agrigentina e delle conseguenze per cittadini e territorio. Benissimo. È giusto denunciare. È quello che sostenevamo noi quando ci accusavano di danneggiare Agrigento.
Ma allora qualcuno deve avere il coraggio di spiegare perché ieri raccontare un rubinetto senz’acqua, un tombino o un disservizio significava, secondo alcuni, fare cattiva pubblicità alla città, mentre oggi gli stessi problemi possono essere mostrati pubblicamente e assumere addirittura una dimensione nazionale»
Di Rosa richiama quanto accaduto nelle ultime ore a una piccola struttura ricettiva di piazza Pirandello, praticamente davanti a Palazzo dei Giganti.
«Abbiamo una imprenditrice che denuncia otto prenotazioni cancellate nel periodo di Ferragosto, un danno economico che viene ormai stimato intorno ai 1.200 euro e soprattutto il timore di dovere cancellare le prenotazioni successive perché non può avere la certezza di garantire l’acqua ai propri clienti. Ci sono le immagini delle taniche dentro la struttura. C’è un rubinetto dal quale arriva pochissima acqua. Ci sono ospiti ai quali bisogna spiegare una situazione che nel 2026, in una città turistica, è semplicemente imbarazzante. E adesso chi paga? Chi paga le prenotazioni perse?
Chi paga se arriva una recensione negativa? Chi paga se quella recensione rimane per mesi sulle piattaforme internazionali e determina altre cancellazioni?
Chi risarcisce l’imprenditore che ha investito i propri soldi e si ritrova a pagare per un servizio che non riesce a garantire per responsabilità che non dipendono da lui?».
Per Di Rosa la questione assume una dimensione ancora maggiore con il caso Maddalusa.
«Per mesi abbiamo chiesto una soluzione. Abbiamo detto che non si possono lasciare cittadini senz’acqua e che il tema dell’abusivismo edilizio non può trasformarsi nella negazione di un bisogno essenziale alle persone.
Adesso il caso Maddalusa è arrivato a un livello di esposizione tale da interessare anche le televisioni nazionali.
Quale sarà il danno d’immagine per Agrigento?
E chi ne sarà responsabile? Chi ha denunciato il problema oppure chi, avendo responsabilità istituzionali, non è riuscito a risolverlo prima che diventasse un caso nazionale?» Di Rosa pone quindi una serie di domande direttamente politiche.
«Vorrei chiederlo soprattutto a chi durante la campagna elettorale spiegava agli operatori turistici che le nostre denunce avrebbero danneggiato la città. La colpa oggi è ancora di Giuseppe Di Rosa? Sono io che faccio cancellare le prenotazioni? Sono io che lascio le strutture ricettive senz’acqua? Sono io che costringo un gestore a mettere le taniche nelle camere?
Sono io che ho trasformato Maddalusa in un caso destinato alle televisioni nazionali?
Oppure finalmente possiamo riconoscere un principio elementare: a danneggiare Agrigento non è chi denuncia un problema, ma il problema quando non viene risolto?»
«La questione – conclude Giuseppe Di Rosa – non è impedire a qualcuno di denunciare. Al contrario.
Continuino a denunciare.
Lo facciano i consiglieri comunali, i deputati regionali e nazionali, i cittadini, gli imprenditori e la stampa.
Ma abbiano almeno la coerenza di riconoscere che quando lo facevamo noi non stavamo lavorando contro Agrigento.
Non si può sostenere che una denuncia sia “disfattismo” quando governa l’avversario e diventi invece una meritoria battaglia per i diritti quando al governo ci sono i propri amici politici.
Con una differenza enorme: oggi chi denuncia appartiene anche a un’area politica che ha responsabilità di governo della città.
Ed è proprio questa l’aggravante politica. Perché dall’opposizione si può denunciare un problema. Quando si governa, oltre a denunciarlo, quel problema bisogna risolverlo. Le immagini delle taniche nei B&B, le prenotazioni cancellate, gli imprenditori preoccupati per le recensioni e il caso Maddalusa che raggiunge l’attenzione nazionale non sono propaganda. Sono la realtà. E la realtà non cambia a seconda di chi tiene in mano il telefono per girare il video. Agrigento non viene danneggiata da chi racconta che manca l’acqua. Agrigento viene danneggiata quando l’acqua manca davvero. Aspetto quindi che qualcuno risponda alla domanda che lo scorso anno veniva rivolta a noi:
Chi sta danneggiando oggi l’immagine della città? E soprattutto, chi pagherà il conto alle attività che stanno perdendo clienti e credibilità per problemi che non hanno provocato?»
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Fonte: Sicilia24h
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