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Agrigento, dall’articolo sul distacco ai messaggi privati e ai commenti ripetuti: Report Sicilia denuncia una pressione diventata personale

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Agrigento, dall’articolo sul distacco ai messaggi privati e ai commenti ripetuti: Report Sicilia denuncia una pressione diventata personale. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 11 min

Tutto è cominciato dopo un articolo che, paradossalmente, giudicava positivamente il distacco ad Agrigento di un graduato proveniente dalla Polizia Locale di Roma. Poi messaggi WhatsApp, accuse di «insinuazioni diffamatorie», messaggi cancellati e una serie di interventi sul sito anche sotto articoli che nulla avevano a che vedere con lui. Persino l’accusa di non avere scritto sull’aeroporto di Catania, quando Report Sicilia se ne era già occupata con un articolo firmato da Francesco Di Mare. Non pubblicheremo le conversazioni private: le abbiamo conservate e siamo pronti a mostrarle nelle sedi competenti.

AGRIGENTO – Criticare un giornale è un diritto. Contestare un articolo è un diritto. Chiedere una rettifica è un diritto. Anche usare toni durissimi, entro i limiti consentiti, fa parte del confronto pubblico.

Ma cosa accade quando, dopo essere stati citati in un articolo, la contestazione non rimane più circoscritta a quel contenuto e comincia a seguire una testata e chi la rappresenta attraverso messaggi privati, messaggi successivamente cancellati e interventi ripetuti sotto articoli che trattano argomenti completamente differenti?

È la domanda che Report Sicilia ritiene ormai necessario porre pubblicamente dopo quanto sta accadendo con un graduato della Polizia Locale, proveniente da Roma e distaccato ad Agrigento.

Precisiamo immediatamente un punto: non attribuiamo a nessuno il reato di stalking o di atti persecutori. Non spetta a un giornale formulare una simile qualificazione giuridica e non intendiamo farlo.

Possiamo però raccontare ciò che sta accadendo e affermare che consideriamo ormai insistente e preoccupante la sequenza di comportamenti che stiamo registrando.

E, soprattutto, possiamo conservarne la documentazione.

È quello che abbiamo fatto.

Tutto nasce da un articolo che diceva esattamente il contrario di un attacco

Per comprendere la vicenda bisogna partire dall’inizio.

Report Sicilia pubblicò un articolo dal titolo:

Polizia Locale, bene il distacco di un graduato da Roma. Ma resta una domanda: quando gli agenti impiegati in ruoli non istituzionali del Corpo torneranno alle funzioni di Polizia Locale?

Basterebbe leggere il titolo.

«Bene il distacco».

Non avevamo contestato l’arrivo del graduato.

Non ne avevamo messo in discussione professionalità o capacità.

Non avevamo chiesto che venisse mandato via.

La domanda giornalistica riguardava invece l’organizzazione della Polizia Locale di Agrigento e le scelte dell’Amministrazione comunale.

Se il Corpo ha necessità di personale al punto da ricorrere al distacco di un graduato proveniente da Roma, perché contemporaneamente alcuni appartenenti alla Polizia Locale vengono impiegati in compiti diversi dalle normali funzioni istituzionali del Corpo?

Era questa la questione.

Una domanda rivolta all’Amministrazione.

Eppure, dopo quell’articolo, qualcosa cambia.

Dall’articolo ai messaggi privati

Comincia un’interlocuzione privata attraverso WhatsApp.

Il confronto diventa progressivamente più acceso e soprattutto si allontana dall’originario oggetto dell’articolo.

A un certo punto ci viene contestato di avere formulato presunte «insinuazioni diffamatorie».

Una contestazione che prendiamo molto seriamente.

Proprio per questo sarebbe sufficiente indicare quale articolo, quale frase e quale circostanza sarebbero false.

Report Sicilia non ha mai avuto problemi a pubblicare una rettifica quando ne ricorrano i presupposti.

Ma il confronto prosegue in altra direzione.

Nelle conversazioni vengono chiamati in causa il sindaco, l’assessore e il segretario; si discute dell’Amministrazione Sodano e di questioni che vanno ormai ben oltre il distacco.

In uno dei messaggi ricevuti compare persino l’invito:

«Scrivi su tutto, se vuoi».

Non attribuiamo a questa frase significati che non possiamo dimostrare.

La riportiamo esclusivamente perché fa parte di una sequenza molto più ampia.

E diversi messaggi vengono successivamente cancellati

Durante queste conversazioni accade anche altro.

Diversi messaggi inviati dall’interlocutore risultano successivamente eliminati.

Nella chat rimangono le relative tracce: «Questo messaggio è stato eliminato».

Non pubblicheremo ciò che non possiamo più documentare testualmente e non attribuiremo al mittente frasi delle quali non possediamo il contenuto.

Il fatto verificabile è uno soltanto:

diversi messaggi sono stati inviati e successivamente cancellati.

Anche questo elemento è stato conservato.

Poi la contestazione arriva direttamente sul sito del giornale

La vicenda avrebbe potuto concludersi lì.

Non è accaduto.

La contestazione si è infatti trasferita direttamente sul sito di Report Sicilia.

Nel pannello di amministrazione della testata risultano numerosi commenti riconducibili allo stesso nominativo, alcuni riproposti più volte e pubblicati sotto articoli differenti.

Ed è questo uno degli aspetti che più ci induce oggi a rendere pubblica la situazione.

Perché non si discute più soltanto dell’articolo sulla Polizia Locale.

Si passa all’aeroporto.

Poi all’acqua.

Poi al caso Di Giovanni.

Poi direttamente a Giuseppe Di Rosa, alla sua formazione e alla sua precedente attività lavorativa.

La domanda sorge spontanea:

cosa c’entra tutto questo con l’articolo che aveva dato origine alla contestazione?

«Voi cancellate il mio commento e io lo riscrivo»

Particolarmente significativa è la vicenda dei commenti pubblicati sotto un articolo relativo all’aeroporto di Catania.

Il commentatore contesta la scelta della testata di moderare alcuni suoi interventi e afferma sostanzialmente:

«Voi cancellate il mio commento e io lo riscrivo».

E i commenti, effettivamente, vengono riproposti.

Chiunque può criticare Report Sicilia.

Ma deve essere chiaro un principio altrettanto elementare: la libertà di espressione non attribuisce a nessuno il diritto di imporre a una testata privata la pubblicazione illimitata e ripetuta dello stesso commento.

Report Sicilia modera il proprio sito.

Può pubblicare una critica.

Può rispondere.

Può eliminare contenuti ripetitivi, fuori tema o ritenuti non compatibili con le proprie regole editoriali.

Questo non impedisce a nessuno di manifestare altrove il proprio pensiero.

Ci accusa di non avere scritto dell’aeroporto. Ma Report Sicilia ne aveva già scritto

Ed è proprio sulla questione dell’aeroporto che emerge uno degli episodi più emblematici.

Tra i commenti pubblicati sul sito viene contestato a Report Sicilia:

«Perché pubblicate questo articolo solo dopo 10 giorni dalla chiusura dell’aeroporto di Catania?»

La contestazione prosegue sostenendo che il giornale non si sarebbe occupato adeguatamente dei disagi subiti dai siciliani e dai turisti rimasti coinvolti nella situazione.

Fino alla conclusione:

«Report Sicilia, pessima informazione!!!»

Critica legittima?

Certamente.

Ma c’è un problema: Report Sicilia dell’aeroporto aveva già scritto.

La testata aveva già affrontato la vicenda in un precedente articolo a firma del giornalista Francesco Di Mare.

Nessuno è obbligato a leggere ogni articolo pubblicato da Report Sicilia.

Ma prima di intervenire ripetutamente sul sito di un giornale accusandolo di non essersi occupato di un determinato fatto, forse sarebbe opportuno controllare se quel giornale ne abbia effettivamente scritto.

Perché altrimenti accade qualcosa di paradossale:

si accusa Report Sicilia di non avere informato su una vicenda della quale Report Sicilia aveva già informato i propri lettori.

Ed è a questo punto che la domanda cambia.

Siamo davvero davanti a una serie di puntuali contestazioni giornalistiche oppure, dopo essere stato citato nell’articolo sul distacco, il rapporto con Report Sicilia si è trasformato in una contestazione sistematica della testata, qualunque sia l’argomento affrontato?

Dall’aeroporto all’acqua. E pochi minuti dopo al caso Di Giovanni

Gli ultimi interventi rendono la sequenza ancora più evidente.

Il 18 agosto, alle 21:13, sotto un articolo riguardante la crisi idrica compare un commento nel quale si legge:

«Quando Picarella era assessore, a casa mia l’acqua non è arrivata per 24 giorni. Oggi Picarella, a che titolo parla?»

Sei minuti dopo, alle 21:19, il commentatore è sotto un altro articolo.

Questa volta si tratta della vicenda Di Giovanni.

E il destinatario diventa direttamente Giuseppe Di Rosa.

«Dovresti comprare un manuale di Diritto del Pubblico Impiego»

Nel commento pubblicato sotto l’articolo sul caso Di Giovanni leggiamo:

«Caro Di Rosa, dovresti comprare un manuale che tratta di Diritto del Pubblico Impiego».

Fin qui potrebbe essere una contestazione, magari sarcastica, delle nostre conclusioni giuridiche.

Ma subito dopo il discorso si sposta sulla persona.

Viene richiamato il percorso scolastico di Di Rosa con la frase:

«non avendo tu studiato, o meglio, avendo conseguito il Diploma presso il Liceo Artistico Michelangelo…»

Si passa poi alla sua precedente attività nella Pubblica amministrazione e alla sua condizione di pensionato.

Infine compare il post scriptum:

«Se non capisci cosa vuol dire barbino, chiamami così te lo spiego».

Non abbiamo intenzione di interpretare pubblicamente questa frase né di costruirci sopra accuse.

Ma abbiamo il diritto di domandarci cosa abbiano a che fare il diploma, la pensione e la persona di Giuseppe Di Rosa con una discussione sul diritto del pubblico impiego.

Ed è soprattutto legittimo domandarsi cosa abbia a che fare tutto questo con quell’articolo originario sul distacco da Roma.

Una precisazione indispensabile: non è il vigile della vicenda dell’autista

È necessario ribadirlo per evitare qualsiasi confusione.

Il graduato al quale si riferisce questa vicenda non è l’appartenente alla Polizia Locale coinvolto nella precedente interlocuzione con Giuseppe Di Rosa sulla questione dell’agente utilizzato come autista del sindaco e della relativa autorizzazione.

Sono due persone differenti.

Sono due vicende completamente differenti.

E Report Sicilia non intende sovrapporle.

Gli screenshot non li pubblicheremo

Abbiamo deciso anche un’altra cosa.

Non pubblicheremo gli screenshot delle conversazioni private.

Non intendiamo trasformare Report Sicilia nel luogo di una lite personale.

Non pubblicheremo neppure dati personali, indirizzi email, IP o altri elementi presenti nel pannello di amministrazione del giornale che non abbiano ragione di essere diffusi.

Questo, però, non significa che la documentazione non esista.

Esiste. Ed è stata conservata.

Disponiamo dei messaggi.

Delle date.

Degli orari.

Della sequenza delle conversazioni.

Delle tracce dei messaggi successivamente eliminati.

Dei commenti arrivati sul sito.

Della loro successione temporale.

E degli articoli sotto i quali sono stati pubblicati.

Siamo disponibili a mostrare integralmente questa documentazione nelle sedi competenti.

Non chiediamo ai lettori di fare da giudici

Ed è proprio per questo che abbiamo scelto di non pubblicare tutto.

Non vogliamo costruire un processo mediatico.

Non chiediamo ai lettori di stabilire se esista un reato.

Non chiediamo al Comune di condannare preventivamente un proprio appartenente alla Polizia Locale.

E non utilizziamo il termine “stalking” per attribuire una fattispecie penale che soltanto l’autorità giudiziaria potrebbe eventualmente accertare.

Diciamo invece una cosa precisa:

Report Sicilia considera la reiterazione di questi comportamenti ormai insistente, personale e preoccupante.

Se dovesse continuare, la documentazione potrà essere consegnata integralmente alle autorità competenti.

Saranno eventualmente loro a valutare se siamo ancora all’interno di una dialettica aspra oppure se siano stati oltrepassati altri confini.

Adesso chiediamo al Comune e ai vertici della Polizia Locale se ritengano tutto questo normale

Rimane inevitabilmente una questione istituzionale.

Parliamo di un appartenente alla Polizia Locale distaccato presso il Comune di Agrigento.

E la sequenza che stiamo raccontando è iniziata proprio dopo la pubblicazione di un articolo che aveva citato quel distacco, peraltro giudicandolo positivamente.

Per questo rivolgiamo pubblicamente una domanda al sindaco, all’Amministrazione comunale e ai vertici competenti:

ritengono normale che una vicenda nata da un articolo giornalistico sull’organizzazione della Polizia Locale abbia assunto questi contorni?

Ritengono opportuno acquisire la documentazione e comprendere cosa stia accadendo?

Noi siamo disponibili a mostrarla.

Non chiediamo provvedimenti sommari.

Non chiediamo sanzioni sulla base della nostra versione.

Chiediamo semplicemente che chi ne ha titolo possa vedere tutto e farsi una propria valutazione.

Noi continueremo a scrivere

Una cosa, però, deve essere chiarissima.

Report Sicilia continuerà a occuparsi della Polizia Locale.

Continuerà a scrivere dell’Amministrazione Sodano.

Continuerà a parlare di acqua, rifiuti, aeroporto, personale comunale, incarichi, distacchi e atti amministrativi.

Continueremo a fare domande anche quando quelle domande danno fastidio.

E continueremo ad accettare critiche e repliche.

Quello che non accetteremo è che una domanda giornalistica rivolta all’Amministrazione si trasformi progressivamente in una questione personale nei confronti della testata e di chi la rappresenta.

La sequenza, oggi, è abbastanza chiara:

dopo l’articolo sul distacco sono arrivati i messaggi privati; poi le accuse di «insinuazioni diffamatorie»; diversi messaggi risultano successivamente cancellati; quindi sono iniziati gli interventi ripetuti sul sito; è arrivata l’affermazione secondo cui, se un commento viene cancellato, verrà riscritto; Report Sicilia è stata accusata di non avere scritto dell’aeroporto quando ne aveva già scritto con un articolo firmato da Francesco Di Mare; infine la contestazione si è spostata sotto altri articoli fino ad arrivare direttamente alla formazione e alla persona di Giuseppe Di Rosa.

Gli screenshot non li pubblichiamo.

Non perché non esistano.

Perché preferiamo mostrarli, se necessario, a chi istituzionalmente ha titolo per valutarli.

Noi non abbiamo intenzione di alimentare uno scontro.

Ma neppure di far finta che nulla stia accadendo.

Criticare Report Sicilia è un diritto. Fare domande è il nostro. E continueremo ad esercitarlo.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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