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Agrigento – “Chiamateli Ganga”: Luigi e Andrea, padre e figlio con il vizio di mettere insieme la gente

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“Siamo i Ganga”: di padre in figlio, la passione per gli eventi diventa un affare di famiglia

Luigi e Andrea Gangarossa, due generazioni e la stessa voglia di creare occasioni capaci di mettere insieme persone, territorio, vino e sport. E adesso padre e figlio preparano qualcosa di nuovo: «Sarà duraturo e diverso»

«Siamo i Ganga». Lo dicono ridendo, quasi fosse uno slogan nato per caso. Ma dietro quelle tre parole c’è qualcosa di più: una storia di famiglia, due generazioni, la stessa inclinazione a stare in mezzo alla gente e soprattutto quella voglia, difficile da insegnare, di inventarsi qualcosa e provare a farla funzionare.

Da una parte Luigi Gangarossa, per tutti “Luigi Chardonnay”, volto conosciuto nel mondo del vino e dell’organizzazione di eventi. Dall’altra il figlio Andrea, che quella stessa energia l’ha portata soprattutto nello sport e nell’intrattenimento.

Ambiti diversi, stesso approccio. E soprattutto una storia che, per Luigi, ha un sapore particolare perché riporta inevitabilmente al rapporto con suo padre.

«Di padre in figlio mi sta benissimo. Questa cosa mi riempie di gioia in una maniera incredibile, quasi mi emoziona», racconta. «Io con mio padre avevo un rapporto stupendo, abbiamo lavorato insieme e adesso sto facendo la stessa cosa con Andrea».

Una sorta di passaggio di testimone che non riguarda soltanto il lavoro. Perché padre e figlio condividono anche quella particolare predisposizione a organizzare, coinvolgere, mettere insieme persone.

Luigi lo fa attraverso il vino e appuntamenti ormai consolidati. La sua estate, infatti, non è ancora terminata: il 22 agosto torna Gattopardo Wine, arrivato alla quinta edizione, costruito insieme agli altri componenti del gruppo organizzatore.

Andrea ha scelto invece soprattutto lo sport, tra gli organizzatori del Hooperking3x3. E i numeri dell’ultima iniziativa raccontano quanto anche un evento sportivo possa trasformarsi in un piccolo motore turistico.

«Quest’anno siamo arrivati a 400 atleti – racconta – e con loro sono arrivate le famiglie. Abbiamo riempito più di sei strutture ricettive per tutto il weekend. Nel nostro piccolo abbiamo creato turismo, turismo sportivo».

Un risultato che ha già fatto partire il conto alla rovescia verso la terza edizione, sulla quale Andrea promette diverse novità.

E Luigi, con orgoglio paterno, aggiunge subito un’altra caratteristica del figlio: «Attenzione, perché è anche un maestro dei cocktail».

La famiglia Gangarossa, però, non finisce qui. C’è anche Giovanni, il più giovane, oggi a Milano. E proprio mettendo insieme le diverse anime della famiglia potrebbe nascere il prossimo progetto.

Quale?

Qui padre e figlio si fermano. Sorridono. Qualcosa bolle in pentola, ma nessuno vuole rovinare la sorpresa.

«Stiamo progettando qualcosa insieme, anche con Giovanni. Qualcosa di diverso», anticipa Luigi.

Quando si prova a strappare almeno un’indicazione sul periodo, arriva soltanto un altro piccolo indizio: «Non sarà semplicemente un evento estivo o invernale. Vogliamo creare qualcosa di duraturo».

Poi di nuovo il sorriso e quella frase: «Siamo i Ganga».

Dietro l’ironia, però, emerge una riflessione che va oltre la famiglia Gangarossa e riguarda il modo di organizzare eventi in un territorio nel quale spesso è molto più semplice spiegare perché una cosa non si può fare che provare a realizzarla.

Per Luigi il segreto parte dalla fede e continua con due ingredienti molto terreni: passione e persone giuste.

«Bisogna metterci tanto impegno e tanta passione. Non sono necessariamente eventi che portano chissà quale guadagno. Per me, spesso, il guadagno è zero. Ma bisogna credere in quello che si fa e soprattutto circondarsi di persone che guardano nella stessa direzione».

Andrea sintetizza tutto in poche parole: «Il piacere di fare le cose».

Forse è proprio questo il punto di contatto più evidente tra le due generazioni. Luigi con il vino, Andrea con lo sport, Giovanni pronto a entrare nella partita. Linguaggi e mondi differenti, ma la stessa convinzione che un evento possa essere qualcosa di più di una serata: può muovere persone, riempire strutture ricettive, creare socialità e raccontare un territorio.

E se davvero il prossimo progetto sarà qualcosa di «duraturo e diverso», per ora bisognerà accontentarsi dello spoiler più piccolo possibile.

Lo stanno preparando i Ganga.

E, a quanto pare, di più non si può sapere.

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Fonte: AgrigentoOggi

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