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Agrigento – Danilo da stasera torna in strada. Altro che propaganda: Dopo le promesse del 23 giugno, dov’è il percorso annunciato dal Comune?

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Agrigento – Danilo da stasera torna in strada. Altro che propaganda: Dopo le promesse del 23 giugno, dov’è il percorso annunciato dal Comune?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 6 min

QUESTA NOTIZIA LA VOGLIAMO APRIRE COL VIDEO DEL SINDACO :

AGRIGENTO – Alla fine la domanda che Report Sicilia poneva da giorni ha avuto una risposta. Ed è probabilmente la peggiore possibile: Danilo da stasera sarà nuovamente senza una sistemazione. Tornerà in strada.

A comunicarlo pubblicamente è Anna Marino dei Volontari di Strada, la stessa realtà che fin dall’inizio ha seguito la vicenda e che già poche settimane dopo l’intervento dell’amministrazione aveva lanciato l’allarme.

E allora, arrivati a questo punto, a noi interessa una sola cosa: la notizia.

Non ci interessa entrare nelle polemiche sulla gestione delle strutture di accoglienza. Non ci interessa indicare a sacerdoti, associazioni o volontari chi debbano ospitare e per quanto tempo. E non ci interessa neppure partecipare alla discussione su chi dovrebbe gestire eventuali immobili comunali.

Report Sicilia fa informazione.

E la notizia oggi è questa: il 23 giugno il sindaco Michele Sodano e l’assessore Roberta Lala apparivano in un video annunciando alla città l’avvio di un percorso per sottrarre Danilo alla precarietà. Il 20 agosto Danilo, secondo quanto annunciato pubblicamente dai Volontari di Strada, torna senza una sistemazione.

Il 23 giugno il Comune annunciava molto più di un letto per venti giorni

Rivediamolo quel video.

Perché le parole hanno un significato, soprattutto quando vengono pronunciate da chi rappresenta un’istituzione.

Il sindaco ringraziava l’assessore Lala, spiegava che era stata trovata una sistemazione per l’emergenza e soprattutto annunciava un percorso successivo.

Sodano parlava della necessità di «intraprendere un percorso» che avrebbe dovuto portare Danilo fuori dalla grande situazione di precarietà.

Rivolgendosi direttamente a lui diceva:

«Stasera avrai un letto, avrai il cibo e speriamo in un percorso per il futuro di inserimento».

Non era dunque stato annunciato soltanto un posto letto temporaneo.

Era stato annunciato un percorso.

Ed è di quel percorso che oggi chiediamo conto.

Oggi Anna Marino scrive: «Da stasera Danilo sarà fuori in strada»

Nel post pubblicato oggi Anna Marino non lascia molto spazio alle interpretazioni:

«Da stasera Danilo sarà fuori in strada!!»

Marino riferisce inoltre che la permanenza nella struttura sarebbe terminata anche a causa di problemi legati al rispetto delle regole e alla gestione degli spazi comuni.

Su questo punto vogliamo essere altrettanto chiari.

Noi abbiamo raccolto nelle ultime ore informazioni da fonti direttamente a conoscenza della situazione. Ne tuteleremo integralmente l’identità e non pubblicheremo alcun elemento che possa consentirne l’individuazione.

Ci sono state riferite difficoltà durante la permanenza di Danilo nella struttura, comprese problematiche di convivenza.

Sono circostanze che non utilizzeremo per mettere Danilo alla gogna.

Ma neppure possiamo trasformare chi gli ha garantito temporaneamente un tetto nel responsabile del fatto che oggi quella sistemazione non possa continuare.

Doveva essere il privato a mantenerlo per sempre?

La domanda, allora, è persino banale.

Una struttura di accoglienza che apre le proprie porte davanti a un’emergenza deve forse trasformare quell’ospitalità temporanea in un’assistenza a tempo indeterminato e a proprie spese?

E se durante quella permanenza sorgono problemi di convivenza, chi ha offerto ospitalità deve essere obbligato a farsene carico per sempre?

Per noi la risposta è evidente.

Chi ha aperto una porta ha fatto la propria parte.

Il volontariato fa volontariato.

Le realtà religiose fanno accoglienza nei limiti delle proprie possibilità.

Le associazioni possono aiutare.

Ma la presa in carico sociale appartiene alle istituzioni competenti.

Ed è proprio l’amministrazione comunale che, il 23 giugno, aveva deciso di presentare pubblicamente alla città il proprio intervento e il percorso che sarebbe seguito.

Noi non vogliamo gestire case del Comune

Nel dibattito di queste ore vengono indicate anche possibili soluzioni attraverso immobili di proprietà comunale.

Non è il nostro mestiere stabilire quale immobile utilizzare, chi debba gestirlo o chi debba esservi ospitato.

Report Sicilia non vuole gestire case comunali. Vuole fare il giornale.

Non siamo un’associazione chiamata a sostituirsi ai Servizi Sociali.

Non siamo un ente gestore.

Non dobbiamo decidere chi abbia diritto a un alloggio e chi no.

Siamo interessati esclusivamente a verificare una promessa pubblicamente fatta da un’amministrazione.

Il 23 giugno ci avete detto che Danilo avrebbe avuto un letto per affrontare l’emergenza e che nel frattempo sarebbe stato costruito un percorso per il futuro.

Sono trascorsi quasi due mesi.

Quel percorso dov’è?

Dal video alla strada

Questa è la parte che nessun post può cancellare.

Il 23 giugno c’erano il sindaco, l’assessore e Danilo davanti alla telecamera.

Si parlava di solidarietà, di vicinanza agli ultimi, di un’amministrazione pronta a stare accanto a chi aveva maggiormente bisogno.

Il 20 agosto arriva invece l’annuncio dei Volontari di Strada:

Danilo torna senza una sistemazione.

Se nel frattempo il Comune ha fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità, lo documenti e lo spieghi.

Se Danilo ha rifiutato soluzioni concretamente offertegli, si dica anche questo, naturalmente nei limiti consentiti dalla tutela della sua privacy.

Se esiste già una nuova sistemazione, ancora meglio: saremo felici di pubblicare immediatamente la notizia.

Ma se non esiste, resta un fatto politicamente e amministrativamente rilevante: il percorso annunciato il 23 giugno non ha impedito che Danilo, il 20 agosto, si ritrovasse nuovamente senza una sistemazione.

L’aiuto vero si misura quando si spegne la telecamera

Non abbiamo mai contestato che l’intervento iniziale fosse utile.

Quella notte Danilo aveva bisogno di un letto e qualcuno glielo ha garantito.

Il problema è ciò che viene dopo.

Perché governare non significa soltanto intervenire nell’emergenza. Significa provare a costruire una soluzione quando l’emergenza finisce.

Ed è proprio qui che ritorna la domanda che avevamo già posto:

che fine ha fatto Danilo?

Adesso, purtroppo, una risposta l’abbiamo.

Da stasera, secondo quanto comunicato pubblicamente da chi lo sta seguendo, Danilo torna senza un tetto.

Sindaco Sodano, assessore Lala, noi non chiediamo altri video.

Chiediamo soltanto di sapere cosa sia accaduto al percorso annunciato il 23 giugno e quali interventi siano stati concretamente messi in campo in questi quasi due mesi.

Perché la solidarietà non si misura con le visualizzazioni di un post.

Si misura soprattutto il giorno in cui la telecamera non c’è più.

E la notizia, libera da tifoserie e propaganda, oggi è una sola: il 23 giugno l’amministrazione annunciava alla città un percorso per dare stabilità a Danilo; il 20 agosto viene annunciato che Danilo torna senza una sistemazione.

Tutto il resto sono spiegazioni che, se arriveranno, Report Sicilia pubblicherà.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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