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Agrigento, il punto non è la bicicletta: chi pretende le regole dagli altri dovrebbe essere il primo a dare l’esempio

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Agrigento, il punto non è la bicicletta: chi pretende le regole dagli altri dovrebbe essere il primo a dare l’esempio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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⏱️Tempo di lettura: 7 min

La discussione sulla bici di Elvira Mangione rischia di essere trascinata su un terreno che non è mai stato quello di Report Sicilia. Auto contro bicicletta? Inquinamento contro mobilità sostenibile? No. Il punto è molto più semplice e, politicamente, molto più serio: una consigliera comunale che richiama pubblicamente gli altri al rispetto delle regole dovrebbe essere la prima a tenere comportamenti che non lascino spazio neppure al dubbio.

AGRIGENTO – Forse bisogna cambiare completamente la domanda.

Non più soltanto:

Elvira Mangione poteva parcheggiare la bicicletta lì?

Perché, a ben vedere, il cuore politico della vicenda viene ancora prima.

La vera domanda è:

un consigliere comunale, proprio perché rappresenta le istituzioni, non dovrebbe essere il primo a dare l’esempio?

È questo ciò che Report Sicilia ha voluto evidenziare mettendo una accanto all’altra le due vicende.

Non una guerra alla bicicletta.

Non un’improbabile equivalenza tra una bici e un’automobile.

Non una battaglia contro la mobilità sostenibile.

Una questione di esempio e di coerenza.

Mangione aveva ragione sull’auto. Ed è proprio questo il punto

Quando Elvira Mangione pubblica la fotografia di un’automobile davanti al Palazzo di Città e ne contesta la presenza, noi non abbiamo difficoltà a riconoscerlo:

se quell’automobile era dove non doveva stare, Mangione aveva ragione.

Anzi, fa bene un consigliere comunale a richiamare l’attenzione sul rispetto delle regole.

È anche questo il compito di chi rappresenta i cittadini.

Ma proprio per questo motivo chi esercita quel controllo sugli altri assume su di sé una responsabilità ancora maggiore.

Perché non puoi chiedere agli altri comportamenti rigorosi e poi pretendere che nessuno possa interrogarsi sui tuoi.

Ed è qui che entra in gioco la fotografia del 30 giugno alle ore 12:56, con la bicicletta attribuita alla consigliera assicurata all’inferriata delle aiuole davanti al Palazzo di Città.

Anche se fosse consentito, resta una questione di esempio

Questo è il passaggio che vogliamo sottolineare con ancora maggiore chiarezza.

Immaginiamo persino che domani il Comune risponda:

«Sì, quella bicicletta poteva essere assicurata lì».

Ne prenderemmo atto.

La questione amministrativa sarebbe chiarita.

Ma rimarrebbe comunque il tema politico.

Perché un rappresentante delle istituzioni che pretende particolare attenzione dagli altri dovrebbe avere, prima degli altri, la sensibilità di evitare comportamenti che possano apparire disordinati, impropri o comunque discutibili davanti alla sede istituzionale che rappresenta.

Essere consigliere comunale non significa avere più libertà degli altri. Significa, semmai, avere una responsabilità in più.

Quella di dare l’esempio.

Non chiediamo alla consigliera meno degli altri. Le chiediamo qualcosa in più

È questa la differenza.

A un normale cittadino chiediamo di rispettare le regole.

A chi siede in Consiglio comunale chiediamo di rispettarle e, possibilmente, di rappresentarne pubblicamente lo spirito.

Perché un consigliere non è un cittadino qualsiasi quando esercita la propria funzione pubblica.

Vota regolamenti.

Controlla l’Amministrazione.

Interroga sindaco e assessori.

Denuncia ciò che non funziona.

Richiama pubblicamente gli altri a comportamenti corretti.

Tutto legittimo.

Ma proprio per questo deve accettare di essere sottoposto allo stesso metro — e politicamente persino a un metro più rigoroso — quando è il suo comportamento a essere osservato.

La Vardera parla di inquinamento. Ma non è questo il tema

Ismaele La Vardera ha scelto invece di spostare la discussione sulla contrapposizione fra automobile e bicicletta.

La bicicletta non inquina.

Certamente.

È preferibile utilizzare una bicicletta anziché un’automobile quando possibile.

Certamente.

Bisogna incentivare la mobilità sostenibile.

Certamente.

Ma nessuna di queste affermazioni risponde alla questione sollevata.

Nessuno ha criticato Mangione perché è arrivata al Comune in bicicletta.

Anzi.

Il problema nasce nel momento in cui una rappresentante delle istituzioni che aveva appena richiamato un altro cittadino al rispetto delle regole viene fotografata mentre utilizza l’inferriata delle aiuole davanti al Comune per assicurare il proprio mezzo.

La questione non è quanto inquini quella bicicletta.

La questione è quale esempio offre chi pretende comportamenti corretti dagli altri.

Le due fotografie raccontano proprio questo

Ecco perché Report Sicilia ha accostato le due immagini.

Non per dire:

«Un’automobile è uguale a una bicicletta».

Non lo è.

Le abbiamo accostate per porre un’altra domanda:

«Il metro utilizzato per giudicare gli altri viene applicato anche a se stessi?»

Nella prima situazione c’è una consigliera che osserva il comportamento altrui e lo denuncia.

Nella seconda c’è il comportamento della consigliera sottoposto all’osservazione del giornale.

Questo è il confronto.

Non quattro ruote contro due.

Predicare una regola e dare l’esempio.

Un consigliere dovrebbe evitare persino l’apparenza del privilegio

C’è poi un principio politico che dovrebbe essere elementare.

Chi ricopre un incarico pubblico dovrebbe evitare che possa nascere nei cittadini anche soltanto la sensazione che esistano comportamenti tollerati agli amministratori e contestati agli altri.

Per questo avevamo provocatoriamente scritto:

«Piazza Pirandello, da domani parcheggio per biciclette?»

La provocazione conserva tutto il suo significato.

Se quella recinzione può essere utilizzata, benissimo.

Lo facciano tutti.

Se non può esserlo, nessuno dovrebbe farlo.

Ma una consigliera comunale dovrebbe porsi una domanda ancora prima:

è questo il comportamento che voglio indicare come esempio ai cittadini?

Prima di fotografare gli altri bisogna essere pronti a essere fotografati

È forse questa la sintesi dell’intera vicenda.

Mangione ha fotografato un comportamento altrui che riteneva sbagliato.

Legittimamente.

Ma quando si sceglie di trasformare il rispetto delle regole in un tema pubblico, bisogna essere pronti ad accettare che lo stesso controllo venga esercitato sul proprio comportamento.

Non può funzionare diversamente.

Chi fotografa gli altri deve essere pronto a essere fotografato.

Chi chiede coerenza deve dimostrarla.

Chi pretende rispetto delle regole deve dare l’esempio.

E chi rappresenta un’istituzione dovrebbe farlo ancora di più.

Poi sono arrivati gli attacchi al giornale

Invece di discutere questo principio, una parte della reazione social si è concentrata su Report Sicilia.

Negli screenshot dei commenti compaiono definizioni come «ridicoli», «giornalino», «articolo imbarazzante», fino a espressioni ben più volgari sul nostro modo di fare giornalismo.

Qualcuno ci invita persino ad «andare a zappare la terra».

È legittimo considerare inutile il nostro articolo.

È legittimo criticarlo.

È legittimo sostenere che esistano problemi infinitamente più importanti ad Agrigento.

Ma insultare il giornale non modifica le fotografie.

E soprattutto non cancella il principio che abbiamo sollevato.

Un rappresentante delle istituzioni deve dare l’esempio oppure no?

Una domanda giornalistica non diventa illegittima perché riguarda una consigliera

Ed è questo l’aspetto che preoccupa maggiormente.

Perché sembra quasi che sottoporre il comportamento di un consigliere comunale allo stesso controllo che il consigliere pretende sugli altri diventi improvvisamente un’aggressione.

Non è così.

È esattamente il contrario.

Chi sceglie di ricoprire una carica pubblica accetta che i propri comportamenti connessi alla vita pubblica possano essere osservati, discussi e criticati.

Report Sicilia non ha chiesto privilegi.

Ha chiesto coerenza.

E continuiamo ad aspettare Sodano

Rimane infine un fatto politicamente curioso.

Avevamo rivolto la questione al sindaco Michele Sodano e all’Amministrazione comunale.

Ha risposto Ismaele La Vardera.

Il sindaco, invece, continua a non chiarire.

E allora la domanda amministrativa resta:

quell’inferriata può essere utilizzata dai cittadini per assicurare le biciclette?

Ma oggi aggiungiamo quella politicamente più importante:

Sindaco Sodano, ritiene che chi rappresenta il Comune debba essere il primo a dare l’esempio quando chiede agli altri il rispetto delle regole?

Perché è questo il punto.

Non ci interessa vincere la battaglia della bicicletta

Report Sicilia non vuole dimostrare a tutti i costi che Mangione abbia commesso una violazione.

Se il Comune accerterà che quel comportamento era perfettamente consentito, lo scriveremo senza alcun problema.

Ma questo non cancella il tema che abbiamo sollevato.

Una consigliera comunale sceglie pubblicamente di richiamare un cittadino al rispetto delle regole.

Benissimo.

Da quel momento, però, deve aspettarsi che qualcuno possa chiedere a lei la stessa precisione nei comportamenti.

Non perché si chiami Mangione.

Non perché appartenga a Controcorrente.

Ma perché siede nel Consiglio comunale della città.

Ed essere rappresentante delle istituzioni non concede una corsia preferenziale.

Comporta una responsabilità maggiore.

Per questo, dopo video, polemiche, ironie e insulti, la nostra conclusione è persino più semplice di quella iniziale:

il problema non è la bicicletta.

Il problema non è neppure soltanto stabilire se si potesse parcheggiare lì.

Il problema è capire se chi chiede agli altri di rispettare le regole sia disposto, per primo, a dare l’esempio.

Perché le istituzioni acquistano credibilità soprattutto così.

Non soltanto indicando agli altri ciò che devono fare, ma cominciando da se stessi.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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