Agrigento, buche e cantieri abbandonati: Sapete cosa sono e dove si trovano? Prima che accada l’irreparabile, intervenite. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Le immagini documentano almeno due situazioni pericolose: carreggiate ristrette, scavi transennati da reti ormai deteriorate e ostacoli collocati in mezzo alla strada. All’amministrazione chiediamo sopralluoghi immediati, atti formali e interventi risolutivi. Non basta sostenere che si tratti di problemi ereditati: oggi la responsabilità di amministrare e mettere in sicurezza la città spetta a chi governa.
AGRIGENTO – Sapete cosa sono? Sapete dove si trovano? Sapete da quanto tempo cittadini, automobilisti e motociclisti sono costretti a convivere con queste situazioni?
Le fotografie che pubblichiamo non hanno bisogno di molte spiegazioni. Documentano almeno due distinti punti della città nei quali la sicurezza stradale sembra affidata a reti arancioni, paletti, segnali provvisori e transenne che, con il trascorrere del tempo, si sono piegati, deteriorati o addirittura adagiati sull’asfalto.
In una strada molto trafficata una barriera occupa una parte consistente della corsia, obbligando i veicoli a spostarsi verso il centro della carreggiata. Nelle immagini si vedono automobili e motocicli transitare accanto all’ostacolo. In un’altra zona, invece, le reti poste intorno a uno scavo risultano in parte collassate e invadono la sede stradale. Poco distante, un’altra protezione appare ormai ridotta a un ammasso di plastica e paletti attorno a un’apertura presente sull’asfalto.
Queste sarebbero misure temporanee di sicurezza. Ma quando il provvisorio dura troppo, si deteriora e diventa esso stesso un ostacolo, la protezione rischia di trasformarsi in un ulteriore pericolo.
Cosa si aspetta per intervenire?
La domanda rivolta all’amministrazione comunale è semplice: cosa si aspetta che accada?
Non è necessario attendere un incidente per accorgersi che una transenna collocata su una corsia, una rete abbattuta o uno scavo lasciato aperto possono rappresentare un rischio, soprattutto nelle ore serali, in condizioni di scarsa visibilità oppure per chi viaggia su due ruote.
Non stiamo sostenendo che un incidente sia inevitabile. Ci auguriamo, naturalmente, che non accada mai nulla. Ma amministrare significa anche prevenire, individuare i rischi e rimuoverli prima che provochino conseguenze.
Se, invece, dovesse verificarsi un grave incidente, quale spiegazione verrebbe fornita all’autorità giudiziaria? Si direbbe che il problema esisteva già prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione? Che lo scavo era stato realizzato da Aica, da una ditta incaricata o da un altro soggetto?
Sarebbe una risposta sufficiente dopo avere conosciuto la situazione e non essere intervenuti con la necessaria tempestività?
Basta con il ritornello dei problemi ereditati
Invitiamo sin da adesso il sindaco, gli assessori e l’intera amministrazione a non ricorrere al consueto ritornello dei “problemi lasciati dalla precedente amministrazione”.
È possibile che alcuni dissesti, alcuni lavori e alcune criticità siano precedenti all’insediamento della nuova Giunta. Ma chi viene eletto non riceve soltanto una fascia, un ufficio e un’indennità: riceve anche i problemi della città e il dovere di affrontarli.
Chi amministra oggi deve rendere conto delle decisioni assunte oggi, dei controlli effettuati oggi e degli interventi sollecitati oggi. Dopo l’insediamento, conoscere una situazione di pericolo e limitarsi ad attribuirla al passato non costituisce una soluzione.
I cittadini non chiedono a questa amministrazione di riscrivere la storia. Chiedono di governare Agrigento.
Servono sopralluoghi, verbali e atti di indirizzo
Il Comune deve innanzitutto censire gli scavi e le interruzioni presenti sulle strade comunali, verificando per ciascuno di essi:
- chi abbia eseguito i lavori;
- quando sia stato aperto il cantiere;
- quale autorizzazione sia stata rilasciata;
- chi abbia l’obbligo di custodirlo e mantenerlo in sicurezza;
- entro quale termine debba essere ripristinata la carreggiata;
- se le transenne e la segnaletica rispettino ancora le condizioni minime di sicurezza;
- se siano state contestate eventuali inadempienze.
Quando gli interventi riguardano la rete idrica o fognaria, l’amministrazione deve adottare formali atti di indirizzo e attivare gli uffici competenti affinché Aica, le imprese incaricate o qualunque altro soggetto responsabile provvedano immediatamente alla messa in sicurezza e al completo ripristino dell’asfalto.
Non bastano telefonate, interlocuzioni informali o rassicurazioni. Occorrono note protocollate, diffide, termini precisi, sopralluoghi della Polizia locale e degli uffici tecnici, contestazioni e, quando previsto, interventi sostitutivi con successivo recupero delle somme.
Dove, invece, la competenza e la responsabilità ricadono direttamente sul Comune, non c’è neppure un altro soggetto da sollecitare: bisogna intervenire.
La rete arancione non può diventare un elemento permanente della città
Una rete da cantiere può delimitare temporaneamente uno scavo; non può diventare parte dell’arredo urbano. Un segnale provvisorio può accompagnare un intervento per il tempo necessario; non può rimanere sulla carreggiata fino a deteriorarsi. Una buca non può essere considerata risolta soltanto perché qualcuno le ha sistemato intorno quattro paletti.
Quelle protezioni ormai cedute dimostrano che il tempo è trascorso. E se il Comune conosce il problema, deve verificare perché il ripristino definitivo non sia stato ancora eseguito.
Non è una questione politica, né un attacco preconcetto alla nuova amministrazione. È una domanda di sicurezza e di responsabilità istituzionale.
L’amministrazione risponda alla città
Report Sicilia chiede quindi al sindaco e agli assessori competenti di comunicare pubblicamente:
- se conoscano le situazioni documentate;
- chi sia responsabile dei lavori;
- da quanto tempo gli scavi siano presenti;
- quali atti siano stati adottati;
- quando verranno rimossi gli ostacoli;
- entro quale data sarà ripristinata definitivamente la pavimentazione.
Le fotografie costituiscono una segnalazione pubblica. Da questo momento nessuno potrà sostenere di non sapere.
Non vogliamo raccontare domani un incidente che poteva essere evitato. Vogliamo raccontare oggi che l’amministrazione ha effettuato i sopralluoghi, individuato i responsabili, adottato gli atti necessari e messo in sicurezza le strade.
È per questo che siete stati eletti: non per spiegare di chi fosse la colpa ieri, ma per assumervi la responsabilità di governare oggi.
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Fonte: Report Sicilia
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