Agrigento – Scala dei Turchi, il “lei non sa chi sono io” dell’ex Deputato Donegani: Accesso vietato, lite con i volontari e minacce sulla gestione del sito. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Secondo quanto ricostruito da Report Sicilia, il dirigente regionale di Controcorrente avrebbe tentato di raggiungere la marna dal lato interdetto ai visitatori. Al richiamo del personale avrebbe reagito rivendicando il proprio ruolo politico e annunciando di voler «fare fare alla Scala dei Turchi la fine di Mondello». Necessario l’intervento telefonico del sindaco di Realmonte. Il Comune starebbe valutando una denuncia

REALMONTE – Un ingresso dal lato interdetto, l’invito dei volontari a rispettare le regole, una lunga discussione e poi quella frase che, se confermata, avrebbe il sapore peggiore della politica: «Voi non sapete chi sono io».
È quanto sarebbe accaduto lunedì 24 agosto alla Scala dei Turchi, uno dei luoghi più conosciuti e delicati della Sicilia.
Protagonista dell’episodio sarebbe stato Michele Donato “Miguel” Donegani, già deputato nella XV legislatura dell’Assemblea regionale siciliana, oggi dirigente regionale di Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera.
La ricostruzione raccolta da Report Sicilia è dettagliata, ma riguarda un episodio sul quale riteniamo indispensabile che si pronuncino anche il diretto interessato e il Comune di Realmonte.
Secondo quanto ci è stato riferito, Donegani sarebbe arrivato alla Scala dei Turchi insieme alla consorte, raggiungendo il sito dal lato attualmente interdetto all’ingresso dei visitatori.
I volontari presenti avrebbero spiegato con cortesia che non era possibile accedere da quel punto e avrebbero invitato la coppia a raggiungere l’ingresso regolarmente presidiato, dove opera anche un agente della Polizia municipale, per acquistare il biglietto ed entrare nel rispetto delle procedure previste per tutti.
Le regole, del resto, risultano pubblicamente definite: l’accesso alla Scala dei Turchi è controllato e contingentato, il ticket costa sei euro e deve essere acquistato sul posto attraverso pagamento elettronico. La vigilanza è garantita anche dalla presenza della Polizia municipale e dei volontari.
Non si sarebbe trattato, dunque, di una decisione arbitraria del personale, ma della semplice applicazione delle disposizioni stabilite per proteggere il sito e garantire la sicurezza dei visitatori.
«Voi non sapete chi sono io»
A quel punto, però, sarebbe cominciata una lunga e accesa discussione.
Secondo la ricostruzione giunta alla nostra redazione, l’uomo avrebbe contestato le indicazioni ricevute e sarebbe progressivamente andato in escandescenza. Avrebbe quindi pronunciato la frase: «Voi non sapete chi sono io, sono l’ex deputato di Controcorrente Miguel Donegani».
Un’affermazione grave non perché pronunciata da un comune visitatore contrariato, ma perché attribuita a chi ha ricoperto un incarico parlamentare e continua a svolgere un ruolo politico regionale.
Essere stati deputati non costituisce un lasciapassare. Non consente di entrare da un accesso vietato, non esonera dall’acquisto del biglietto e, soprattutto, non autorizza a trattare i volontari come ostacoli da rimuovere.
Chi rappresenta o ha rappresentato le istituzioni dovrebbe essere il primo a rispettare le regole e il lavoro di coloro che, sotto il sole di agosto, presidiano uno dei beni naturalistici più preziosi della Sicilia.
Foto, video e quella frase sulla “fine di Mondello”
La tensione non si sarebbe fermata qui.
Donegani avrebbe iniziato a scattare fotografie e a realizzare alcuni video, continuando a contestare il sistema di accesso e la gestione del sito. Il personale avrebbe provato più volte a spiegargli che la Scala dei Turchi è un bene di proprietà comunale e che le modalità di fruizione vengono applicate indistintamente a tutti.
Ogni tentativo di riportare il confronto su toni ragionevoli sarebbe però risultato inutile.
L’ex deputato avrebbe ripetutamente gridato che avrebbe fatto «fare la fine di Mondello alla Scala dei Turchi e ai suoi gestori».
Una frase dal significato ancora da chiarire, ma che, pronunciata durante un alterco e accompagnata dalla rivendicazione del proprio peso politico, sarebbe stata percepita dai presenti come una minaccia nei confronti dell’attuale sistema di gestione.
Cosa intendeva Donegani parlando della “fine di Mondello”? A quale vicenda faceva riferimento? E soprattutto: quali iniziative avrebbe intenzione di intraprendere contro la Scala dei Turchi e contro chi oggi ne assicura il controllo?
Sono domande alle quali il dirigente regionale di Controcorrente dovrebbe rispondere pubblicamente.
Sarebbe intervenuto telefonicamente il sindaco
La situazione sarebbe diventata tanto delicata da rendere necessario persino l’intervento telefonico del sindaco di Realmonte, Alessandro Mallia, che avrebbe cercato di riportare la calma e di evitare che lo scontro degenerasse ulteriormente.
Sempre secondo le informazioni in nostro possesso, il primo cittadino e l’ufficio legale del Comune starebbero valutando con attenzione quanto accaduto e l’eventuale presentazione di una denuncia.
Sarà importante comprendere se il personale abbia predisposto una relazione di servizio, se l’episodio sia stato registrato dalle telecamere presenti nella zona e se esistano fotografie, video o testimonianze capaci di ricostruire integralmente l’accaduto.
Se questi elementi esistono, devono essere acquisiti e conservati. Non per alimentare una polemica politica, ma per accertare fatti avvenuti all’interno di un bene pubblico sottoposto a particolari misure di tutela.
Le regole valgono anche per gli ex deputati?
La questione va oltre il prezzo di un biglietto.
Qui non si discute di sei euro. Si discute del rapporto tra politica, istituzioni e cittadini. Si discute della pretesa, attribuita a un esponente politico, di utilizzare il proprio nome e il precedente incarico parlamentare davanti a volontari che stavano semplicemente svolgendo il proprio servizio.
Se la ricostruzione sarà confermata, ci troveremmo davanti alla rappresentazione plastica di un modo di intendere il potere: le regole valgono per tutti, salvo per chi ritiene di poter pronunciare il proprio nome come se fosse un’autorizzazione.
E proprio da un esponente di Controcorrente, movimento che dichiara di voler combattere privilegi, arroganza e vecchie logiche della politica, ci si aspetterebbe un comportamento diametralmente opposto.
Non si può predicare il rispetto delle regole quando riguarda gli avversari e poi contestarle quando impediscono a un proprio dirigente di entrare da un accesso interdetto.
Non si può denunciare quotidianamente l’arroganza del potere e poi, quando un volontario chiede di rispettare una procedura, replicare — secondo quanto riferito — con il più antico e insopportabile dei ritornelli: «Lei non sa chi sono io».
Donegani e Controcorrente chiariscano
Report Sicilia chiede formalmente a Miguel Donegani di fornire la propria versione dei fatti e di spiegare:
- da quale lato abbia tentato di accedere alla Scala dei Turchi;
- se fosse già in possesso del regolare biglietto;
- quale discussione abbia avuto con i volontari;
- se abbia rivendicato la propria qualifica di ex deputato e l’appartenenza a Controcorrente;
- che cosa intendesse con il riferimento alla “fine di Mondello”;
- per quale ragione abbia realizzato fotografie e video;
- se abbia successivamente chiarito l’accaduto con il sindaco di Realmonte.
Chiediamo inoltre al Comune di confermare o smentire l’intervento telefonico del sindaco e di chiarire se sia stata effettivamente avviata una valutazione legale.
Naturalmente siamo pronti a pubblicare integralmente la replica dell’ex parlamentare e quella di Controcorrente.
Ma una cosa deve essere chiara: alla Scala dei Turchi non possono esistere visitatori di serie A e visitatori di serie B. Da un lato i cittadini che fanno la fila, pagano il biglietto e rispettano le indicazioni; dall’altro coloro che pensano che un incarico politico passato o presente consenta di imboccare un accesso vietato e alzare la voce contro chi fa il proprio dovere.
La Scala dei Turchi appartiene alla comunità. Le regole stabilite per tutelarla devono valere per il turista sconosciuto, per il giornalista, per il sindaco, per il parlamentare e anche per l’ex deputato che ritiene necessario ricordare a tutti chi sia.
Adesso attendiamo risposte. E, soprattutto, attendiamo che siano i documenti, le relazioni di servizio e le eventuali registrazioni a dire con precisione cosa sia accaduto davvero quel pomeriggio sulla marna bianca di Realmonte.
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Fonte: Report Sicilia
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