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Agrigento – Il Fawar Folk Fest porta il mondo in piazza Cavour e Neja accende Favara catapultandola negli anni ’90.

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Il Fawar Folk Fest porta il mondo in piazza Cavour e la special guest Neja accende Favara: la Festa di San Giuseppe fa un salto negli anni ’90

Angelo Jay

Favara, nelle sere di festa, cambia respiro.

È la Festa di San Giuseppe, una tradizione che attraversa le generazioni e continua a vivere tra la gente. Ma questa notte il cuore della città batte più forte. La Notte Bianca accende il centro, il folklore porta il mondo in piazza. E poi arriva lei: Neja, icona della dance degli anni ’90.

Il mio viaggio parte da qui

Accendo la telecamera mentre le luci del palco illuminano il cuore di Favara. Mi fermo un istante.

Intorno sento l’attesa, le voci, i sorrisi, gli sguardi verso il palco. Un’energia che ti trascina dentro la festa, fino a viverla davvero.

Poco prima che salga sul palco, raggiungo Neja.

Mi accoglie con un sorriso sincero, capace in un attimo di sciogliere ogni distanza.

Parla con naturalezza e dopo pochi minuti l’intervista cambia forma. Tutto diventa spontaneo.

Una chiacchierata tra amici, dove si parte dalla musica e, quasi senza accorgersene, si arriva alla vita.

Neja mi parla delle persone che continuano a scriverle e di chi le ha confidato che «nei momenti difficili della loro vita» quella musica le ha aiutate ad andare avanti.

Ed è qui che arriva una frase che vale più di qualsiasi classifica, disco o successo:

«Per me questa è la vittoria più grande.»

Perché forse è proprio questo che rende una canzone eterna: non il tempo che passa, ma ciò che riesce a lasciare dentro di noi.

Le chiedo allora cosa vorrebbe che restasse nel cuore di chi continua ad ascoltarla.

La risposta arriva semplice:

«Un po’ di leggerezza, però con consapevolezza.»

Poi sale sul palco.

Le luci si accendono e Neja cambia energia.

 

Bastano le prime note e piazza Cavour fa un salto negli anni ’90. Lei canta, balla, trascina il pubblico e sotto il palco generazioni diverse si ritrovano dentro le stesse canzoni e sotto un pioggia di festosi coriandoli.

È la magia della musica: per qualche minuto il tempo non passa. Torna.

Poi l’ultima nota si spegne.

Neja scende dal palco, ma quell’energia resta nell’aria.

Ed è proprio guardando quella piazza che una sua frase acquista un significato ancora più forte:

«Porto tutti i sorrisi delle persone che sono sotto il palco.»

E forse è proprio questo che mi resta del nostro incontro: dietro l’icona degli anni ’90, una donna che continua a trovare nei sorrisi del pubblico la parte più vera del suo successo.

Il folklore porta il mondo in piazza

Prima che la dance accendesse piazza Cavour, il palco aveva già fatto incontrare mondi lontani.

Il Fawar Folk Fest unisce Sicilia, Messico ed Ecuador con Fabaria Folk, Tierra Mistizia,Takiwan e Gergent: colori e tradizioni diverse, un solo abbraccio tra i popoli.

 

Dietro questo incontro ci sono Giuseppe Trupia, presidente del Fabaria Folk, e Valentina Cammilleri, coreografa del gruppo, impegnati nella crescita dei giovani e nell’accoglienza delle delegazioni internazionali. Una tradizione che passa alle nuove generazioni e continua a portare nel mondo l’anima della Sicilia.. Nella seconda serata, il festival porta sul palco anche Neja, special guest dell’evento.

A dare anima alla serata la speaker Teresa Impollonia, che con eleganza e calore accompagna il pubblico fino all’attesa per Neja.

Le radici restano San Giuseppe

Dietro le luci e la musica resta il cuore più antico della festa: San Giuseppe.

A Favara, questa tradizione vive nella devozione, nelle famiglie e nei gesti tramandati da generazioni, come la Minestra di San Giuseppe.

Più di un piatto: un simbolo di condivisione, una porta aperta, un modo semplice per dire “qui c’è posto anche per te”.

“Questo è quello che merita Favara”

Quando la musica si abbassa, la piazza resta ancora accesa di emozione.

Ed è proprio in quel momento che sul palco arriva Gerlando Stuto, direttore artistico della Festa di San Giuseppe, vice presidente dell’associazione San Giuseppe-presieduta da Roberto Cipolla-, organizzatrice della festa di San Giuseppe.

Davanti a una piazza piena, il suo ringraziamento diventa quasi un abbraccio a tutta Favara.

Poi arrivano le parole che racchiudono il senso della serata:

«Questo è quello che merita Favara.»

Poche parole, ma dentro ci sono l’amore per Favara, l’orgoglio di una piazza piena e il cuore di chi ha reso possibile questa festa.

E la festa non finisce qui.

Il 28 agosto piazza Cavour  accoglierà  Gli Audio 2, il 29 agosto Fred De Palma, mentre il 31 agosto sarà Francesco Renga a chiudere il grande cartellone.

Spengo la telecamera.

La musica resta nell’aria, le voci si confondono tra la gente e, per qualche istante, il tempo sembra quasi sospeso. Mi guardo intorno e penso che forse le feste che restano davvero nel cuore sono proprio queste: quelle capaci di riportarti indietro con un ricordo, mentre una città continua a guardare avanti.








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Fonte: Sicilia On Press

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