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Agrigento – Caso Crosta, Alonge rompe il silenzio: «Chiarisca subito con gli atti. In democrazia le regole valgono per tutti»

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Agrigento – Caso Crosta, Alonge rompe il silenzio: «Chiarisca subito con gli atti. In democrazia le regole valgono per tutti». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Il candidato sindaco e consigliere comunale interviene dopo gli articoli di Report Sicilia sull’immobile di contrada Zingarello: «Il ruolo di vicesindaco, le deleghe ricevute e l’appartenenza a Controcorrente rendono indispensabile un chiarimento documentale»

Il caso dell’immobile di contrada Zingarello attribuito al vicesindaco Giovanni Crosta entra ufficialmente nel dibattito politico cittadino.

Dopo gli approfondimenti pubblicati da Report Sicilia, interviene Dino Alonge, candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative e consigliere comunale di Agrigento, chiedendo a Crosta di fornire con la massima celerità non soltanto spiegazioni, ma soprattutto gli atti capaci di chiarire definitivamente la vicenda.

«Ho appreso dagli organi di stampa, in particolare da Report Sicilia, che il vicesindaco Crosta sarebbe proprietario di un immobile situato in contrada Zingarello che non risulterebbe in regola con la normativa urbanistica e di settore», dichiara Alongi.

Il consigliere richiama espressamente i principi del garantismo e della democrazia, evitando di formulare giudizi definitivi prima dell’esame della documentazione:

«Al fine di evitare considerazioni inutili e in linea con i nostri irrinunciabili valori di garantismo e democrazia, invito con la massima celerità Crosta a chiarire la vicenda, non soltanto con le parole, ma attraverso gli atti a corredo».

«Chiarisca situazione urbanistica, distanza dalla battigia e sanatoria»

Alonge elenca dettagliatamente i documenti e gli aspetti sui quali ritiene necessario ottenere risposte.

«Crosta chiarisca la situazione urbanistica dell’immobile, la distanza dalla battigia, l’esistenza di eventuali concessioni o richieste di sanatoria, il titolo di accatastamento, le utenze e, più complessivamente, tutto ciò che serve a fugare dubbi e insinuazioni».

Una richiesta che coincide con le domande formulate da Report Sicilia nei propri approfondimenti.

Crosta ha pubblicamente confermato l’esistenza dell’immobile, la comproprietà con la sorella, la sua realizzazione da parte del padre nei primi anni Ottanta e la presenza di una domanda di sanatoria presentata nel 1985.

Il vicesindaco sostiene inoltre che l’immobile non sia una residenza stabile, ma una casa utilizzata per le vacanze, e nega l’esistenza di una corrente utenza idrica.

Resta però da conoscere l’esito della domanda di sanatoria e da verificare la presenza degli eventuali titoli e nulla osta necessari. Le misurazioni cartografiche in possesso di Report Sicilia collocherebbero infatti l’immobile a circa 96 metri dalla battigia, quindi all’interno della fascia costiera dei 150 metri. Il dato dovrà essere confermato attraverso un accertamento tecnico ufficiale.

Il ruolo istituzionale e le deleghe affidate a Crosta

Il primo motivo che, secondo Alongi, rende indispensabile il chiarimento riguarda il ruolo istituzionale ricoperto da Crosta.

Il vicesindaco è titolare delle deleghe agli affari legali e generali, alla trasparenza e anticorruzione, alla Polizia municipale e sicurezza stradale, alle fiere e mercati, ai rapporti con il Consiglio comunale, al patrimonio, ai tributi e al personale.

«Il chiarimento è necessario innanzitutto per la carica ricoperta da Crosta nella giunta Sodano e per le deleghe affidategli, rispetto alle quali dovranno essere valutati eventuali profili di incompatibilità o di opportunità istituzionale», afferma Alonge.

La richiesta non equivale a una condanna anticipata. Pone però una questione politica: chi possiede deleghe alla trasparenza, all’anticorruzione e alla Polizia municipale deve essere il primo a fornire alla città tutti gli elementi necessari per dissipare qualsiasi dubbio.

L’appartenenza a Controcorrente e la coerenza chiesta a La Vardera

Il secondo motivo evidenziato da Alongi riguarda l’appartenenza politica del vicesindaco.

Crosta è stato eletto nella lista di Controcorrente, il movimento guidato in Sicilia da Ismaele La Vardera. Proprio La Vardera, ricorda Alonge, avrebbe recentemente utilizzato espressioni particolarmente dure nei confronti di una donna coinvolta in un’altra vicenda riguardante un immobile abusivo.

Per il consigliere comunale non possono esistere criteri differenti a seconda dell’identità o dell’appartenenza politica delle persone coinvolte:

«Il secondo motivo, altrettanto imprescindibile, nasce dall’appartenenza politica. Crosta è stato eletto nelle liste di Controcorrente, il cui principale esponente è Ismaele La Vardera. Lo stesso La Vardera ha recentemente apostrofato in maniera pesante una signora che possedeva, o risultava proprietaria, di un immobile abusivo».

Il riferimento chiama direttamente in causa la coerenza del movimento che il 5 e 6 settembre riunirà ad Agrigento i propri Stati generali per presentare «la Sicilia che cambieremo».

Se Controcorrente utilizza una linea rigorosa quando l’abusivismo riguarda altri cittadini, deve applicare lo stesso criterio anche quando la questione coinvolge un proprio dirigente e il vicesindaco della città.

«In democrazia le regole valgono per tutti»

Alonge chiude il proprio intervento con un principio che non dovrebbe richiedere ulteriori spiegazioni:

«In democrazia le regole valgono per tutti. È proprio dalla democrazia che attingiamo i nostri valori. A questo punto, a Crosta la parola e soprattutto i documenti».

La posizione del consigliere comunale è chiara: nessuna sentenza anticipata, ma neppure assoluzioni affidate a dichiarazioni politiche o interventi sui social.

Crosta può eliminare ogni dubbio rendendo pubblici il titolo edilizio, la documentazione catastale, il provvedimento conclusivo della domanda di sanatoria, l’eventuale nulla osta relativo al vincolo costiero e gli atti riguardanti le utenze e lo smaltimento delle acque reflue.

Dopo gli articoli di Report Sicilia, la richiesta di trasparenza non arriva più soltanto dal giornale. Entra ufficialmente nell’aula politica attraverso l’intervento di un consigliere comunale.

Adesso la parola passa a Crosta. Ma, come sottolinea Alonge questa volta dovranno parlare soprattutto i documenti.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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