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Agrigento – La Vardera torna sui suoi passi: Prima gli attacchi a Report Sicilia, poi chiede alla Regione di verificare la casa del suo vicesindaco

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Agrigento – La Vardera torna sui suoi passi: Prima gli attacchi a Report Sicilia, poi chiede alla Regione di verificare la casa del suo vicesindaco. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Il leader di Controcorrente annuncia una richiesta ispettiva inviata il 2 settembre. Ma se la nostra era una “campagna” e le informazioni erano false, perché adesso chiede accertamenti? Prima di impartire lezioni di coerenza, arrivino le scuse al nostro giornale

Prima Report Sicilia sarebbe stato artefice di una «campagna quasi quotidiana» contro Giovanni Crosta. Il nostro lavoro giornalistico sarebbe stato mosso da «astio» e finalità politiche. Le informazioni pubblicate sarebbero state false, il nostro giornale avrebbe costruito una «macchina del fango» e il suo editore sarebbe stato liquidato, con tono sprezzante, come «editore/giornalista/politico, non sappiamo più come definirla».

Adesso, però, Ismaele La Vardera torna sui propri passi e annuncia di avere chiesto alla Regione Siciliana una verifica urgente proprio sulla casa del suo vicesindaco Giovanni Crosta.

La richiesta, secondo quanto pubblicato, sarebbe stata trasmessa il 2 settembre al dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Urbanistica e al Servizio di vigilanza urbanistica.

Una domanda, allora, diventa inevitabile: se Report Sicilia aveva pubblicato falsità, perché La Vardera ha ritenuto necessario rivolgersi alla Regione chiedendo un’ispezione?

E ancora: se era tutto regolare, come sostenuto per giorni da Crosta e dai vertici politici di Controcorrente, che cosa dovrebbe accertare la Regione?

Prima gli insulti, poi gli accertamenti

La Vardera dichiara di avere avviato anche «un’indagine interna» al movimento e di avere inviato una lettera al vicesindaco, dal quale attenderebbe risposte «punto per punto».

È una scelta che, nei fatti, certifica almeno una cosa: le questioni sollevate da Report Sicilia non erano affatto campate in aria e meritavano verifiche.

Noi queste domande le abbiamo poste pubblicamente, assumendocene ogni responsabilità. Abbiamo mostrato documenti, fotografie, filmati e immagini che raccontano una realtà molto diversa da quella del semplice «rudere» disabitato descritta dal vicesindaco.

Abbiamo documentato l’utilizzo estivo dell’immobile attraverso fotografie riferibili a più anni. Abbiamo evidenziato le trasformazioni riscontrabili tra il 2021 e il 2026 e chiesto di conoscere i titoli eventualmente rilasciati per pavimentazioni, recinzioni, scale e altri interventi. Abbiamo chiesto se esistano autorizzazioni, comunicazioni edilizie, fatture e documentazione relativa all’impresa che avrebbe eseguito i lavori.

Abbiamo inoltre posto la questione decisiva della distanza dalla battigia e del regime di inedificabilità vigente nella fascia dei 150 metri.

Non ci siamo limitati agli articoli. Report Sicilia ha trasmesso una PEC al Comune di Agrigento, al sindaco, al segretario generale, alla Soprintendenza e al Nucleo ambientale dei Carabinieri, chiedendo controlli formali e mettendo a disposizione i collegamenti agli articoli e alle riprese effettuate.

Questi non sono insulti. Sono fatti, documenti e domande di interesse pubblico.

Quale verifica ha chiesto davvero La Vardera?

Dalla richiesta resa pubblica emerge che La Vardera domanda alla Regione di accertare l’esistenza della domanda di sanatoria del 1985, lo stato della pratica, gli atti compiuti dal Comune e le ragioni per le quali il procedimento sarebbe rimasto pendente per oltre quarant’anni.

Tutto legittimo. Ma non basta.

La questione non riguarda soltanto una vecchia istanza di condono. Occorre stabilire innanzitutto quali parti dell’immobile siano state eventualmente sanate, quali siano rimaste abusive e se, per la loro collocazione, possano essere sanate.

Occorre verificare la distanza effettiva dalla battigia e acquisire il parere della Soprintendenza. Soprattutto, bisogna accertare se dal 2021 al 2026 siano stati realizzati nuovi lavori, con quali titoli edilizi e da quale impresa.

Perché La Vardera non formula pubblicamente anche queste domande?

Perché continua a parlare soltanto di una pratica pendente dal 1985, quando Report Sicilia ha sollevato anche il tema delle opere molto più recenti?

La richiesta alla Regione servirà ad accertare integralmente la situazione urbanistica oppure rischia di trasformarsi in un modo per spostare l’attenzione su una pratica vecchia di quarant’anni, lasciando sullo sfondo tutto ciò che sarebbe accaduto successivamente?

Noi non affermiamo che qualcuno voglia coprire qualcosa. Poniamo una domanda politica e giornalistica che nasce dalla contraddizione evidente tra gli attacchi rivolti al nostro giornale e la successiva decisione di chiedere gli stessi accertamenti che noi invochiamo da giorni.

La Vardera dice di avere fiducia in Crosta: su quali elementi?

C’è un altro passaggio che merita attenzione. La Vardera dichiara di avere fiducia nell’operato del vicesindaco, pur volendo «vederci chiaro».

Ma la fiducia politica dovrebbe fondarsi sui documenti.

Crosta ha già consegnato a La Vardera il titolo edilizio dell’immobile? Ha prodotto il provvedimento conclusivo della sanatoria? Ha mostrato il nulla osta della Soprintendenza? Ha documentato la regolarità delle opere più recenti? Ha chiarito definitivamente la situazione relativa all’approvvigionamento idrico e agli scarichi?

Se questi documenti esistono, vengano pubblicati. Se non esistono, su che cosa si basa la fiducia già annunciata da La Vardera?

Non servono dichiarazioni rassicuranti. Servono gli atti.

Adesso arrivino le scuse a Report Sicilia

Prima ancora di presentarsi come garante della trasparenza, Ismaele La Vardera dovrebbe compiere un gesto semplice: chiedere scusa a Report Sicilia.

Dovrebbero farlo anche quanti, in questi giorni, hanno insultato il nostro giornale e accusato il suo editore di avere costruito una campagna personale contro Crosta.

Dovrebbe farlo soprattutto la pagina ufficiale di Controcorrente, che ha definito il nostro lavoro una «campagna quasi quotidiana» realizzata da «un editore politico cui ancora non va giù la sconfitta».

Parole che nulla avevano a che vedere con il merito delle notizie pubblicate e che miravano esclusivamente a screditare chi poneva domande scomode.

Oggi è lo stesso leader di Controcorrente a chiedere alla Regione di verificare quelle questioni. Non può pretendere che questo passaggio venga dimenticato.

La Vardera dovrebbe inoltre ricordare che l’arroganza non sostituisce i documenti, gli insulti non cancellano i fatti e le minacce di querela non rispondono alle domande.

Report Sicilia non ha chiesto trattamenti di favore né condanne anticipate. Ha chiesto che la legge venga applicata allo stesso modo a tutti, compreso chi ricopre la carica di vicesindaco e detiene deleghe delicate come trasparenza, anticorruzione, patrimonio e Polizia municipale.

Chiaro, onorevole La Vardera?

Adesso chieda scusa al nostro giornale, richiami la pagina ufficiale di Controcorrente e tutti coloro che hanno trasformato una vicenda urbanistica documentata in un’aggressione personale contro Report Sicilia.

Poi renda pubblica integralmente la richiesta inviata alla Regione e allarghi gli accertamenti alle opere realizzate negli ultimi anni.

La coerenza non è una parola da utilizzare nelle interviste. È un comportamento. E vale per gli avversari esattamente quanto deve valere dentro casa propria.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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