Agrigento – Caso Crosta, la PEC era sul tavolo del Comune da quasi 48 ore: Sodano ha disposto il sopralluogo prima di difendere il Vicesindaco?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

L’esposto di Report Sicilia, inviato il 5 settembre alle 13:25, chiedeva controlli sui lavori apparentemente eseguiti tra il 2024 e il 2026, sulle utenze e sui reflui. Il 7 settembre, intorno a mezzogiorno, il sindaco ha difeso Crosta senza comunicare alcuna verifica tecnica: aveva già acquisito il fascicolo e disposto gli accertamenti?
La cronologia pone una questione alla quale il sindaco Michele Sodano deve rispondere.
Alle ore 13:25 del 5 settembre Report Sicilia ha trasmesso una PEC al Comune di Agrigento, al sindaco, al Segretario generale, al dirigente dell’Urbanistica, alla Soprintendenza e al Centro Anticrimine Natura dei Carabinieri.
La segnalazione non si limitava a discutere dell’immobile ereditato dal vicesindaco Giovanni Crosta o della domanda di sanatoria presentata dal padre oltre quarant’anni fa.
Chiedeva verifiche precise sui lavori apparentemente realizzati nell’ultimo quinquennio, con particolare riferimento alle trasformazioni che emergerebbero dal confronto tra le immagini storiche e quelle comprese tra il 2024 e il 2026.
Il 7 settembre, intorno alle ore 12, a meno di 48 ore dall’invio della PEC, Sodano ha diffuso una dichiarazione ufficiale nella quale ha difeso Crosta, sostenendo che non gli sarebbe contestato alcun reato né alcuna ipotesi di reato e definendolo uno dei migliori amministratori avuti da Agrigento.
Prima di formulare queste conclusioni politiche, il sindaco aveva già disposto un sopralluogo?
Aveva acquisito il fascicolo edilizio?
Aveva verificato l’esistenza dei titoli relativi ai lavori più recenti?
Oppure ha difeso il proprio vicesindaco basandosi esclusivamente sulla versione fornita dall’interessato?
«Nessun reato contestato» non significa che sia stato verificato tutto
La formulazione utilizzata dal sindaco richiede una precisazione essenziale.
Affermare che a una persona non sia attualmente contestato alcun reato non equivale a certificare che ogni opera sia regolare. Significa soltanto che, in quel momento e per quanto noto, non risulta formulata una contestazione penale.
Ma la PEC chiedeva proprio l’avvio degli accertamenti necessari a stabilire se gli interventi recenti siano stati autorizzati e se possano assumere rilevanza amministrativa, paesaggistica, ambientale o eventualmente penale.
Sodano ha verificato se tra il 2021 e il 2026 siano state presentate Cila, Scia, richieste di permesso di costruire o comunicazioni di cantiere?
Ha accertato se la Soprintendenza abbia rilasciato autorizzazioni paesaggistiche?
Ha confrontato le immagini storiche con lo stato attuale dell’immobile?
Ha chiesto chi abbia commissionato, eseguito e pagato i lavori?
Se questi controlli sono stati svolti, il sindaco comunichi date, uffici incaricati, numero di protocollo ed esito degli accertamenti.
Se non sono stati svolti, su quali elementi ha fondato la propria difesa?
La PEC parlava dei lavori recenti, non della responsabilità del padre
Report Sicilia non ha mai sostenuto che ereditare una casa abusiva costituisca automaticamente un reato. La questione dell’immobile costruito dal padre e della pratica di sanatoria presentata oltre quarant’anni fa è distinta da quella degli interventi apparentemente eseguiti in epoca recente.
Le fotografie e le riprese mostrano una costruzione curata, con spazi esterni sistemati, pavimentazioni, arredi e altri elementi che appaiono difficilmente conciliabili con la rappresentazione di un semplice “rudere”.
Dal confronto cronologico sembrerebbero inoltre emergere trasformazioni intervenute nell’ultimo quinquennio.
Le immagini non consentono da sole di stabilire se quei lavori siano regolari. Dimostrano, però, che esistono elementi concreti da verificare.
Sodano continua a parlare della costruzione realizzata dal padre. La PEC chiedeva invece di accertare che cosa sia stato fatto successivamente, quando e sulla base di quali titoli.
Spostare il discorso sull’eredità significa evitare il vero oggetto della segnalazione.
Il sindaco ha già inviato la Polizia locale?
La verifica potrebbe essere avviata rapidamente.
Il Comando della Polizia locale potrebbe effettuare un sopralluogo, documentare lo stato dei luoghi e confrontarlo con le planimetrie presenti nel fascicolo edilizio. Gli uffici potrebbero acquisire i titoli relativi ai lavori dell’ultimo quinquennio e verificare la corrispondenza tra le opere visibili e quelle eventualmente autorizzate.
È stato fatto?
Il sindaco ha impartito disposizioni per l’avvio degli accertamenti?
È stato individuato il responsabile del procedimento?
La segnalazione è stata assegnata a un ufficio?
È stato fissato un sopralluogo?
Il Comune ha chiesto alla Soprintendenza di partecipare?
La PEC domandava espressamente la comunicazione del numero di protocollo, del responsabile del procedimento e dell’ufficio incaricato. Report Sicilia attende ancora risposte documentate.
Crosta detiene proprio la delega alla Polizia municipale
Esiste, inoltre, una delicatissima questione di indipendenza.
Crosta è vicesindaco e detiene, tra le altre, la delega alla Polizia municipale. Il Corpo potenzialmente chiamato a controllare l’immobile opera quindi all’interno dell’amministrazione guidata da Sodano ed è politicamente affidato proprio al proprietario del bene da verificare.
Non si mette in dubbio la professionalità del comandante e degli agenti. Proprio per tutelarla, però, Crosta dovrebbe astenersi formalmente da qualsiasi interlocuzione con il Comando e rimettere almeno temporaneamente la delega.
Il sopralluogo dovrebbe essere esterno o congiunto, con la partecipazione della Soprintendenza e del Centro Anticrimine Natura dei Carabinieri. Ogni attività dovrebbe essere protocollata, fotografata e sottratta a qualsiasi possibile interferenza.
Sodano ha adottato queste precauzioni prima di difendere pubblicamente il vicesindaco?
Acqua e reflui: la dichiarazione del sindaco apre altre domande
Sodano ha richiamato anche la cessazione della fornitura idrica che Crosta avrebbe richiesto nel 2015.
Ma la PEC chiedeva di verificare l’intera situazione delle utenze e degli scarichi.
Che cosa è stato esattamente disattivato nel 2015?
L’immobile è collegato alla rete fognaria?
È stato richiesto un allaccio alla nuova rete di Cannatello-Zingarello?
Esiste un sistema autonomo di smaltimento dei reflui?
È autorizzato?
Da dove proveniva l’acqua durante i periodi nei quali l’immobile sarebbe stato utilizzato?
Dove venivano convogliate le acque nere?
Report Sicilia ha raccolto testimonianze, da verificare, relative alla frequentazione estiva della casa e ha pubblicato immagini di feste e momenti conviviali. Anche un utilizzo temporaneo produce reflui e presuppone una fonte di approvvigionamento idrico.
Il distacco del contatore non risponde dunque alle domande poste: rende ancora più necessario chiarire come siano stati assicurati acqua e smaltimento durante l’utilizzo dell’immobile.
Sodano risponda con atti, non con giudizi sul giornale
Nella sua dichiarazione ufficiale il sindaco ha trovato anche lo spazio per attaccare Giuseppe Di Rosa e definire Report Sicilia una “surreale testata giornalistica” che diffonderebbe ricostruzioni false e distorte.
Non ha trovato, invece, lo spazio per comunicare se la PEC sia stata protocollata, se il fascicolo sia stato acquisito e se sia stato disposto il sopralluogo.
L’attacco è stato trasmesso agli organi d’informazione non come opinione personale di Michele Sodano, ma come dichiarazione ufficiale del sindaco di Agrigento.
È una circostanza istituzionalmente gravissima.
Sodano indichi quali notizie sarebbero false e produca i documenti che le smentirebbero. Soprattutto, spieghi quali verifiche abbia effettuato tra le 13:25 del 5 settembre e le 12 circa del 7 settembre prima di assumere pubblicamente la difesa di Crosta.
Intervengano Prefetto e Procura
Di fronte a questa linea difensiva e alla sovrapposizione dei ruoli, Report Sicilia chiede l’intervento del Prefetto e della Procura della Repubblica.
Il Prefetto valuti le misure necessarie per assicurare l’indipendenza degli accertamenti, l’astensione di Crosta e la piena autonomia degli organi comunali chiamati a effettuare le verifiche.
La Procura valuti l’immediata acquisizione e cristallizzazione dei fascicoli cartacei e informatici, dei protocolli, dei metadati e delle eventuali pratiche edilizie e paesaggistiche presentate nell’ultimo quinquennio.
Non si afferma che siano già avvenute manipolazioni. Si chiede di impedire preventivamente qualsiasi possibile interferenza e di eliminare ogni dubbio sull’integrità degli atti.
Se tutto è regolare, basterà poco per dimostrarlo: un sopralluogo, il fascicolo edilizio e i permessi.
Fino a quel momento Sodano non può sostituire i controlli con una difesa politica anticipata né liquidare come “false” le domande di un giornale.
La PEC è stata inviata il 5 settembre alle 13:25. Il sindaco ha parlato il 7 settembre intorno a mezzogiorno.
In quelle quasi 48 ore ha fatto controllare l’immobile oppure ha soltanto deciso di difendere Crosta e attaccare Report Sicilia?
Agrigento attende una risposta documentata.
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Fonte: Report Sicilia
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