Agrigento – Caso Crosta, Sodano costretto alla revoca: La Vardera coerente, il Sindaco ne esce inaffidabile e impreparato. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

La rimozione potrebbe essere formalizzata nelle prossime ore. Non sarebbe una prova di coraggio, ma l’inevitabile conclusione di una crisi gestita malissimo
Giovanni Crosta sarebbe ormai prossimo alla rimozione dalla giunta comunale di Agrigento. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, la decisione sarebbe maturata dopo un lungo confronto tra Michele Sodano e Ismaele La Vardera e potrebbe essere formalizzata già domani con un atto sindacale.
Fino alla firma e alla pubblicazione dell’atto, Crosta rimane assessore e vicesindaco. Ma la notizia conferma ciò che Report Sicilia sostiene dall’inizio: la sua permanenza al vertice dell’amministrazione era diventata politicamente insostenibile.
Sodano, però, arriva alla possibile revoca soltanto dopo avere difeso Crosta, attaccato il giornale e tentato di tamponare il caso togliendogli esclusivamente la delega alla Polizia municipale. Gli aveva lasciato la carica di vicesindaco e persino le deleghe alla Trasparenza e anticorruzione e agli Affari legali.
Altro che prudenza. È stata indecisione.
La Vardera ha dimostrato coerenza
Questa storia consegna un dato politico inequivocabile: Ismaele La Vardera ha dimostrato coerenza.
Quando gli elementi pubblicati da Report Sicilia hanno messo in discussione aspetti essenziali della versione fornita da Crosta, La Vardera non si è voltato dall’altra parte. Ha chiesto chiarimenti, ha interessato gli uffici regionali, ha preteso un passo indietro e infine ha dichiarato Crosta fuori da Controcorrente.
Ha applicato a un uomo del proprio movimento lo stesso rigore invocato nei confronti degli avversari. È questo che distingue la legalità intesa come principio dalla legalità utilizzata soltanto come arma politica.
Su questa vicenda La Vardera è stato realmente controcorrente.
Sodano ne esce politicamente inaffidabile
Il giudizio su Michele Sodano è completamente diverso.
Il sindaco aveva costruito la propria campagna elettorale sulla trasparenza, sulla legalità e sul cambiamento. Alla prima vera crisi riguardante un uomo della sua amministrazione ha reagito con una difesa d’ufficio, schierandosi contro il giornale che chiedeva documenti e controlli.
Sodano non ha guidato gli eventi: li ha subiti.
Non ha disposto immediatamente tutte le verifiche necessarie, non ha eliminato subito ogni possibile conflitto d’interessi e ha creduto che fosse sufficiente trasferire una sola delega per risolvere una questione riguardante la permanenza stessa di Crosta nella giunta.
La possibile revoca non nasce quindi da una scelta tempestiva del sindaco. Arriva soltanto quando il caso è diventato ingestibile, Controcorrente ha rotto con Crosta e la Soprintendenza ha chiuso negativamente il procedimento paesaggistico.
Questa gestione restituisce l’immagine di un sindaco politicamente inaffidabile e impreparato ad affrontare il ruolo che ricopre. Un sindaco non può navigare a vista, cambiare posizione sotto la pressione degli eventi e intervenire soltanto quando non rimangono alternative.
Le offese richiedono delle scuse
Rimane una questione morale che l’eventuale revoca non potrà cancellare.
Nel suo primo post e negli interventi successivi Crosta aveva offeso Giuseppe Di Rosa e delegittimato Report Sicilia, parlando di “macchina del fango” e annunciando querele.
Il giornale aveva posto domande precise e chiesto la pubblicazione degli atti. Oggi proprio i documenti ufficiali confermano la fondatezza di quegli interrogativi.
Crosta dovrebbe chiedere pubblicamente scusa a Di Rosa e alla redazione. Anche Sodano dovrebbe farlo, perché invece di verificare immediatamente ha scelto di difendere il proprio vice e attaccare chi aveva portato alla luce il caso.
La rimozione non chiuderà gli accertamenti
L’eventuale uscita di Crosta dalla giunta non potrà chiudere la vicenda amministrativa.
Dovranno proseguire gli accertamenti sull’immobile di contrada Zingarello e sui lavori apparentemente realizzati negli ultimi anni. Il Comune dovrà verificare l’esistenza dei titoli edilizi e paesaggistici, individuare committenti e impresa esecutrice e compiere tutti gli adempimenti previsti qualora emergessero irregolarità.
La Vardera esce da questa storia coerente con gli impegni assunti. Sodano ne esce indebolito, politicamente inaffidabile e impreparato.
L’eventuale revoca potrà allontanare Crosta dalla giunta. Non potrà cancellare il modo disastroso con cui Michele Sodano ha affrontato il primo vero banco di prova della sua amministrazione.
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Fonte: Report Sicilia
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