Al momento stai visualizzando Agrigento – Fondazione Pirandello, tutti parlano di cambio di metodo. Ma dov’è l’avviso pubblico per scegliere il nuovo CdA?

Agrigento – Fondazione Pirandello, tutti parlano di cambio di metodo. Ma dov’è l’avviso pubblico per scegliere il nuovo CdA?

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Sport
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento – Fondazione Pirandello, tutti parlano di cambio di metodo. Ma dov’è l’avviso pubblico per scegliere il nuovo CdA?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 10 min

il nuovo cda della fondazione teatro pirandello

Sodano rivendica la fine delle spartizioni politiche, ma i quattro componenti comunali risultano scelti direttamente dal Sindaco. Curricula prestigiosi non bastano a dimostrare la discontinuità: il vero cambiamento sarebbe stato consentire a tutti i professionisti interessati di candidarsi e confrontare pubblicamente competenze e progetti

Il sindaco Michele Sodano ha presentato il nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Luigi Pirandello come il simbolo di un cambiamento radicale.

«Addio alle spartizioni politiche».

«Niente lottizzazioni».

«Quattro top player».

Espressioni impegnative, accompagnate dalla presentazione di quattro professionisti con esperienze e curricula certamente importanti: Osvaldo Lo Iacono, Silvia Giambrone, Giuseppe Innocente e Maricetta Lombardo.

Report Sicilia non mette in discussione le loro qualità.

Il problema è un altro e riguarda il metodo utilizzato.

Come sono stati individuati?

Il Comune ha pubblicato un avviso?

È stata aperta una manifestazione d’interesse?

È stato consentito ad altri professionisti di presentare il proprio curriculum e un progetto per il Teatro?

È stata effettuata una valutazione comparativa?

Quali criteri sono stati stabiliti prima di scegliere i quattro nomi?

Se il Sindaco ha individuato personalmente i componenti attraverso una scelta fiduciaria, esattamente come facevano le precedenti amministrazioni, dov’è il cambiamento tanto annunciato?

Sul sito del Comune non troviamo l’avviso

Abbiamo cercato sul sito istituzionale del Comune di Agrigento e tra gli atti pubblicamente rintracciabili.

Al momento non abbiamo trovato un avviso pubblico o una manifestazione d’interesse finalizzati alla selezione dei quattro componenti del nuovo CdA.

Se l’avviso esiste ed è stato regolarmente pubblicato, l’Amministrazione ne indichi immediatamente il collegamento, la data, il numero di protocollo, le candidature ricevute e i criteri attraverso i quali sono stati individuati i prescelti.

In caso contrario, la conclusione politica sarebbe semplice: i componenti sono stati scelti direttamente dal Sindaco, attraverso una prerogativa prevista dallo Statuto, senza una procedura pubblica comparativa.

Una modalità probabilmente legittima.

Ma identica, nella sostanza, a quella utilizzata nel passato.

La legittimità non coincide con il cambiamento

Occorre evitare il solito equivoco.

Report Sicilia non sta sostenendo che la nomina sia illegittima.

Una scelta può essere perfettamente conforme allo Statuto e rimanere, sul piano politico, uguale a quelle precedenti.

Se lo Statuto attribuisce al Sindaco il potere di designare quattro componenti, Sodano può esercitarlo.

Ma se vuole rivendicare un cambio di metodo non basta cambiare i nomi.

Avrebbe potuto scegliere volontariamente la strada della trasparenza:

  • pubblicare un avviso;
  • indicare requisiti professionali precisi;
  • consentire la presentazione delle candidature;
  • acquisire curricula e progetti;
  • nominare una commissione di valutazione;
  • rendere pubblici i criteri e gli esiti della comparazione;
  • motivare la scelta finale.

In questo modo la città avrebbe potuto verificare non soltanto la qualità delle persone nominate, ma anche la superiorità delle loro proposte rispetto alle altre candidature.

Il cambiamento non consiste nell’affermare di avere scelto i migliori.

Consiste nel dimostrare attraverso quale procedimento siano stati individuati.

Chi ha deciso che fossero i quattro migliori?

Sodano li ha definiti “top player”.

Benissimo.

Ma rispetto a chi?

Quali altri curricula sono stati esaminati?

Quante candidature sono state valutate?

Quali requisiti dovevano possedere gli aspiranti componenti del CdA?

Era necessaria un’esperienza nella gestione di fondazioni culturali?

È stato chiesto un progetto sulla sostenibilità economica del Teatro?

Sono state valutate competenze amministrative, giuridiche e contabili oltre a quelle artistiche?

Chi ha attribuito i punteggi?

Esiste una relazione istruttoria?

Se nessun avviso è stato pubblicato e nessuna selezione comparativa è stata effettuata, non possiamo sapere se i quattro nominati siano davvero i migliori disponibili.

Possiamo soltanto sapere che sono i quattro professionisti scelti da Michele Sodano.

È una differenza sostanziale.

Prima sceglievano gli altri, adesso sceglie Sodano?

Il Sindaco sostiene che il nuovo CdA non sia frutto di lottizzazione politica.

Ma il punto non riguarda soltanto l’eventuale appartenenza partitica dei componenti.

La lottizzazione non si combatte sostituendo ai nomi scelti dai vecchi riferimenti politici quelli scelti dal nuovo Sindaco e dai suoi alleati.

In passato, secondo le ricostruzioni politiche che hanno accompagnato le diverse governance, sulle nomine avrebbero inciso gli ambienti riconducibili a Roberto Di Mauro, Riccardo Gallo o Calogero Pisano.

Oggi decide Sodano.

Ma se il procedimento rimane fiduciario, chiuso e privo di una comparazione pubblica, il sistema non cambia.

Cambiano soltanto coloro che esercitano il potere di scelta.

Prima decidevano loro.

Oggi decide il Sindaco con la propria area politica.

Domani deciderà un altro.

È davvero questa la rivoluzione promessa?

Giulio Cinque vicepresidente con un CdA controllato da Sodano

La vicenda diventa ancora più interessante osservando ciò che è accaduto dopo l’insediamento.

Il CdA è composto da cinque membri.

Quattro sono stati scelti da Sodano.

Il quinto, Giulio Cinque, era già presente nella precedente governance ed è il componente designato dal presidente della Regione Renato Schifani.

Il nuovo Consiglio ha eletto presidente Osvaldo Lo Iacono e vicepresidente proprio Giulio Cinque, indicato dalla stampa come espressione di Forza Italia e vicino all’area politica di Riccardo Gallo.

Cinque non è stato nominato vicepresidente direttamente da Sodano.

Ma quattro componenti su cinque sono stati scelti dal Sindaco.

Senza il consenso della maggioranza sodaniana, la sua elezione difficilmente sarebbe stata possibile.

Anche questo dimostra perché il metodo conta più degli slogan.

Il CdA presentato come estraneo alle spartizioni politiche ha consegnato la vicepresidenza al rappresentante nominato dalla Regione e ricondotto a una precisa area del centrodestra.

La gratuità non è una novità introdotta da Sodano

Anche la gratuità del nuovo CdA è stata presentata come elemento qualificante.

Ma lo Statuto vigente della Fondazione, approvato dal Consiglio comunale nel 2021, già stabilisce che la nomina dei componenti sia a titolo gratuito. Il testo statutario è pubblicato sul sito della Fondazione.

Anche il precedente Consiglio operava gratuitamente.

Quindi:

  • la gratuità non rappresenta una novità;
  • il potere fiduciario di scelta dei componenti comunali non è cambiato;
  • non risulta, allo stato della nostra ricerca, una procedura pubblica comparativa;
  • un componente della precedente governance è rimasto ed è diventato vicepresidente.

Dov’è, esattamente, la discontinuità?

Per adesso la vediamo nei nomi e nei curricula.

Non nel sistema di selezione.

Il direttore generale non viene nominato formalmente dal Sindaco

Adesso si apre la partita più importante: la scelta del direttore generale.

Anche su questo occorre essere precisi.

Lo Statuto non attribuisce formalmente la nomina al Sindaco.

Il direttore generale viene nominato dal Consiglio di amministrazione tra persone dotate di comprovata esperienza nella gestione e organizzazione di spettacoli e di enti analoghi.

Ma chi controlla il CdA?

Quattro componenti su cinque sono stati scelti da Michele Sodano.

Formalmente deciderà il Consiglio.

Politicamente il peso del Sindaco sarà evidente.

Per questo chiediamo fin d’ora:

il nuovo direttore generale verrà individuato attraverso una procedura pubblica?

Sarà pubblicato un avviso?

Verranno stabiliti requisiti e criteri preventivi?

Saranno resi noti i curricula ricevuti?

La scelta verrà motivata attraverso una valutazione comparativa?

Oppure il CdA controllato dai componenti nominati da Sodano individuerà fiduciariamente la persona gradita al Sindaco e alla sua maggioranza politica?

Nel 2026 una manifestazione d’interesse era già stata pubblicata

Non si può neppure sostenere che una procedura pubblica sia impossibile o estranea al funzionamento della Fondazione.

Nell’aprile 2026 la Fondazione Teatro Pirandello aveva pubblicato una manifestazione d’interesse per l’incarico di direttore generale.

L’avviso precisava correttamente che non si trattava di un concorso e che non sarebbe stata formata una graduatoria, ma consentiva comunque agli interessati di presentare la propria candidatura e il proprio curriculum.

È un precedente importante.

La nuova governance farà almeno la stessa cosa?

Se Sodano vuole davvero dimostrare che il metodo è cambiato, chieda al CdA di pubblicare immediatamente un nuovo avviso per il direttore generale.

Un avviso aperto, trasparente e adeguatamente pubblicizzato.

La procedura dovrà rendere conoscibili i requisiti, le esperienze valutate e le motivazioni della scelta.

In caso contrario, torneremo alla selezione fiduciaria compiuta dentro una stanza.

Chi sceglierà il direttore artistico?

Anche per il direttore artistico lo Statuto stabilisce una competenza precisa.

Non viene nominato direttamente dal Sindaco e neppure, formalmente, dal CdA.

È il direttore generale a nominare e revocare il direttore artistico, dopo avere sentito il Consiglio di amministrazione, individuandolo tra personalità teatrali rinomate e di comprovata competenza. L’incarico del direttore artistico cessa insieme a quello del direttore generale e può essere riconfermato.

La catena decisionale è dunque questa:

Sodano sceglie quattro componenti del CdA.

Il CdA nomina il direttore generale.

Il direttore generale, sentito il CdA, sceglie il direttore artistico.

Il Sindaco non firma direttamente tutte le nomine.

Ma il sistema costruito attorno ai suoi quattro componenti gli garantisce un’influenza politica evidente sull’intera governance.

Per spezzare questa catena fiduciaria serve trasparenza già a partire dalla scelta del direttore generale.

Curricula prestigiosi, metodo vecchio

Nessuno mette in discussione il valore professionale dei nuovi componenti.

Ma la qualità individuale non può essere utilizzata per evitare la domanda sul procedimento.

Anche le vecchie amministrazioni potevano sostenere di avere scelto persone competenti.

Anche i precedenti sindaci potevano esibire curricula e riconoscimenti.

Il punto non è stabilire se Lo Iacono, Giambrone, Innocente e Lombardo siano bravi.

Il punto è sapere perché siano stati scelti proprio loro e se altri professionisti siano stati messi nella condizione di proporsi.

Un’amministrazione realmente innovativa non dovrebbe chiedere ai cittadini un atto di fede sulla bontà delle proprie scelte.

Dovrebbe pubblicare il percorso che ha condotto a quelle scelte.

Il cambiamento sarebbe stato un avviso pubblico

Cambiare metodo avrebbe significato pubblicare un avviso sul sito del Comune e della Fondazione.

Un avviso attraverso il quale invitare professionisti, artisti, esperti culturali, amministratori e persone con competenze gestionali a presentare:

  • il curriculum;
  • le esperienze maturate;
  • le eventuali incompatibilità;
  • una dichiarazione sugli incarichi politici ricoperti;
  • un progetto per il rilancio del Teatro;
  • una proposta sulla sostenibilità economica della Fondazione;
  • idee sull’inclusione dei giovani e delle scuole;
  • una visione sui rapporti con il territorio.

Il Sindaco avrebbe mantenuto il potere finale di nomina previsto dallo Statuto.

Ma lo avrebbe esercitato dopo un confronto pubblico e documentato.

Questa sarebbe stata discontinuità.

La selezione fiduciaria, invece, lascia invariato il meccanismo.

Sodano pubblichi gli atti della selezione

Report Sicilia rivolge alcune domande precise al Sindaco e alla Fondazione:

  1. È stato pubblicato un avviso per raccogliere le candidature al nuovo CdA?
  2. Quanti curricula sono stati esaminati?
  3. Chi li ha proposti o trasmessi?
  4. Quali criteri sono stati utilizzati per scegliere i quattro componenti?
  5. Esiste una relazione comparativa?
  6. Le nomine sono state precedute da incontri politici?
  7. Perché non è stata aperta una manifestazione d’interesse?
  8. Il nuovo direttore generale sarà selezionato mediante avviso pubblico?
  9. I curricula dei candidati verranno resi conoscibili?
  10. Quali garanzie verranno adottate affinché la scelta del direttore artistico non sia soltanto l’ultimo passaggio di una catena fiduciaria?

Sono domande semplici.

Se il metodo è davvero nuovo, sarà altrettanto semplice rispondere.

Sono cambiati i nomi, non il sistema

Per adesso il dato politico è questo.

Prima i componenti della Fondazione venivano scelti attraverso il potere fiduciario delle amministrazioni e delle aree politiche di riferimento.

Oggi quattro componenti vengono scelti fiduciariamente da Sodano.

Il CdA così formato nominerà il direttore generale.

Il direttore generale, sentito lo stesso CdA, sceglierà il direttore artistico.

Il nuovo corso nasce quindi attraverso lo stesso meccanismo verticale del passato.

Sono cambiate le persone chiamate a decidere.

Non è cambiato il modo in cui il potere viene esercitato.

E allora la domanda finale è inevitabile:

prima sceglievano Di Mauro, Gallo, Pisano o le amministrazioni a loro vicine; oggi scelgono Sodano e i suoi alleati. Ma per i cittadini e per la trasparenza, cosa è cambiato realmente?

Il cambiamento non si proclama durante una conferenza stampa.

Si dimostra rinunciando, almeno in parte, alla comodità delle scelte discrezionali e aprendo le porte alla partecipazione.

Finché non vedremo avvisi pubblici, criteri preventivi, curricula comparati e motivazioni trasparenti, potremo dire soltanto questo:

sono cambiati i nomi.

Il sistema, invece, è rimasto esattamente al proprio posto.

Leggi anche: Altre notizie su Sport

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento