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Agrigento – Caso Crosta, dopo la diretta spunta il foglio con Zingarello e Cavaleri Magazzeni: Dov’era fino a ieri?

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Agrigento – Caso Crosta, dopo la diretta spunta il foglio con Zingarello e Cavaleri Magazzeni: Dov’era fino a ieri?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 11 min

La scheda dell’ex vicesindaco sul portale comunale risulta aggiornata il 14 settembre. Il nuovo allegato reca la data manoscritta del 22 giugno, ma il file digitale è stato creato e pubblicato oggi. Adesso servono protocollo, allegati originari e cronologia informatica

Il caso Crosta si arricchisce di un nuovo capitolo che, anziché chiudere la vicenda, impone al Comune di Agrigento di fornire spiegazioni immediate, precise e documentate.

Ieri Report Sicilia ha pubblicato un approfondimento sulla dichiarazione patrimoniale di Giovanni Crosta disponibile sul portale istituzionale del Comune.

Dal confronto tra quel documento e le risultanze catastali acquisite dalla nostra testata emergeva che nella dichiarazione pubblicata online non comparivano due immobili dei quali Crosta risulterebbe comproprietario: la casa di contrada Zingarello e l’immobile di 11,5 vani situato in viale Cavaleri Magazzeni.

Durante la diretta di ieri sera abbiamo mostrato i documenti e ribadito una circostanza molto semplice: nel file che il Comune aveva reso disponibile ai cittadini quelle due proprietà non risultavano indicate.

Oggi, 14 settembre 2026, accade qualcosa che merita di essere ricostruito fino in fondo.

Nella scheda di Giovanni Crosta, all’interno della sezione “Amministrazione trasparente”, compare un nuovo allegato contenente proprio le due proprietà al centro della nostra inchiesta.

Il foglio riporta la data manoscritta del 22 giugno 2026. Tuttavia, il nuovo file digitale è stato creato il 14 settembre e la stessa scheda comunale indica come data dell’ultimo aggiornamento proprio il 14 settembre 2026.

A questo punto la domanda non è evitabile: dov’era questo documento fino a ieri?

Il nuovo allegato compare il 14 settembre

Gli screenshot realizzati da Report Sicilia documentano ciò che oggi appare sul portale del Comune.

Accanto al nome “Crosta Giovanni” si legge:

“Pubblicata il 01/07/2026 – Ultimo aggiornamento il 14/09/2026”.

Tra gli allegati è stato inserito un nuovo file denominato:

“Dich patr Crosta pagina 2 – 14092026120348”.

La sequenza contenuta nel nome del file sembra richiamare la data del 14 settembre 2026 e l’orario delle 12:03:48.

Anche i dati tecnici del PDF esaminato dalla nostra testata indicano che quel file digitale è stato creato il 14 settembre 2026 attraverso una scansione effettuata con una macchina Xerox VersaLink e successivamente elaborata con Adobe Acrobat.

Questo elemento deve essere interpretato correttamente.

La data di creazione del PDF non dimostra quando sia stato compilato il foglio cartaceo. Dimostra però che il documento digitale pubblicato oggi è stato prodotto oggi.

Il foglio cartaceo reca la data manoscritta del 22 giugno, mentre il relativo file viene digitalizzato e aggiunto separatamente sul portale quasi tre mesi dopo, soltanto in seguito agli articoli e alla diretta di Report Sicilia.

Perché?

Nel nuovo foglio ci sono proprio le due proprietà contestate

Il contenuto del documento comparso oggi è ancora più significativo della sua data di pubblicazione.

Nel file precedentemente disponibile sul portale comunale risultavano indicate proprietà in via Atenea, via Pindaro e via Europa.

Non comparivano la casa di contrada Zingarello e quella di viale Cavaleri Magazzeni.

Nel nuovo foglio pubblicato oggi risultano invece annotate:

  • una proprietà in viale Cavaleri Magazzeni, con una quota indicata nel 50 per cento;
  • una proprietà in contrada Zingarello, anch’essa con una quota indicata nel 50 per cento.

Si tratta esattamente dei due immobili individuati da Report Sicilia attraverso la documentazione catastale e indicati nell’articolo pubblicato ieri come assenti dalla dichiarazione patrimoniale disponibile sul sito comunale.

Oggi, dopo quell’articolo e dopo la nostra diretta, il foglio che contiene proprio quelle due proprietà compare come allegato separato.

Non sosteniamo che questo dimostri automaticamente un’integrazione successiva o un’alterazione della dichiarazione. Sosteniamo però che la coincidenza temporale e documentale renda indispensabile acquisire la cronologia completa degli atti.

La data scritta sul foglio non basta

Sul nuovo documento è riportata a penna la data del 22 giugno 2026, la stessa indicata sul foglio già pubblicato.

Ma una data manoscritta non basta, da sola, a dimostrare quando un documento sia entrato materialmente nella disponibilità dell’amministrazione.

A fornire una data certa devono essere il protocollo del Comune, l’elenco degli allegati associati, la scansione originaria, i registri informatici e le eventuali ricevute di consegna.

La domanda decisiva è quindi questa: il 22 giugno il Comune ricevette una dichiarazione composta da più fogli, compreso quello contenente Zingarello e Cavaleri Magazzeni, oppure quel foglio è stato trasmesso o recuperato successivamente?

Se il documento era già agli atti dal 22 giugno, perché non venne pubblicato insieme al resto della dichiarazione?

Perché sul portale era disponibile soltanto il primo file?

Perché il foglio contenente le due proprietà viene digitalizzato e aggiunto soltanto il 14 settembre?

Se si è trattato di una semplice omissione dell’ufficio, il Comune lo dica apertamente e individui le responsabilità amministrative.

Se invece si è trattato di un’integrazione successiva, devono essere pubblicati la data, il protocollo e la comunicazione con cui l’integrazione è stata acquisita.

I segni cerchiati non dimostrano una numerazione

Sui due fogli sono presenti alcuni segni manoscritti cerchiati, ma non è possibile stabilire con certezza che si tratti di numeri di pagina.

Sul documento precedentemente pubblicato compare un segno che potrebbe somigliare a un “2” oppure a un “7”, senza però alcuna indicazione che lo colleghi formalmente alla paginazione.

Sul nuovo foglio è presente un altro segno cerchiato, anch’esso non identificabile con sicurezza e privo di un riferimento esplicito.

Per correttezza, Report Sicilia non attribuisce a queste annotazioni alcun significato specifico. Potrebbero essere richiami interni, segni di lavorazione o annotazioni prive di qualsiasi collegamento con la successione delle pagine.

Il punto dell’inchiesta non è quindi quel segno e non può essere fondato su interpretazioni grafiche incerte.

Il punto è un altro: il nuovo allegato contenente le due proprietà contestate compare sul portale il 14 settembre, mentre il foglio reca la data del 22 giugno.

Penna e modalità di compilazione appaiono differenti

Dal confronto visivo tra i due documenti emerge anche una diversa resa dell’inchiostro.

Il foglio già disponibile appare compilato prevalentemente con una penna blu. Il nuovo documento presenta invece un tratto più scuro, apparentemente nero, e una modalità di compilazione graficamente diversa in alcune parti.

Anche questo elemento deve essere trattato con prudenza.

Il diverso colore visibile può dipendere dall’utilizzo di penne differenti, dalle modalità di scansione, dalle impostazioni della macchina o dalla successiva elaborazione digitale. Non è quindi possibile affermare, sulla sola base delle immagini, che i due fogli siano stati compilati in momenti differenti.

La differenza, però, giustifica la richiesta di esaminare gli originali cartacei e di verificare quando ciascun foglio sia stato materialmente acquisito dal Comune.

Non servono supposizioni sulla grafia: servono il protocollo e i registri dell’ente.

Report Sicilia ha pubblicato ciò che il Comune mostrava

La comparsa del nuovo allegato non smentisce in alcun modo il lavoro svolto da Report Sicilia.

La nostra testata ha consultato il portale istituzionale, ha scaricato la dichiarazione patrimoniale allora disponibile e ne ha confrontato il contenuto con la documentazione catastale.

Nel file accessibile in quel momento le proprietà di Zingarello e Cavaleri Magazzeni non comparivano.

Non potevamo pubblicare un foglio che il Comune non aveva reso disponibile.

Oggi quelle proprietà appaiono in un documento nuovo, caricato separatamente e accompagnato dall’aggiornamento della scheda al 14 settembre.

Questo dimostra che la documentazione resa disponibile ai cittadini fino a ieri non coincideva con quella consultabile oggi.

La responsabilità di spiegare perché spetta al Comune, non a Report Sicilia.

Un errore durato quasi tre mesi?

Se il nuovo foglio faceva realmente parte della dichiarazione consegnata da Crosta il 22 giugno, ci troveremmo davanti a un’omessa pubblicazione durata quasi tre mesi.

Un’omissione non irrilevante, perché riguardava proprio due proprietà immobiliari sulle quali sono successivamente emerse questioni urbanistiche e amministrative.

Chi avrebbe dimenticato di scansionare o pubblicare il foglio?

Chi ha controllato il fascicolo?

Perché l’errore non è stato rilevato prima?

Perché è stato corretto soltanto dopo l’inchiesta di Report Sicilia?

Chi ha disposto l’aggiornamento del 14 settembre?

Esiste una nota interna che spiega l’accaduto?

Se si è trattato di un errore, il Comune deve ammetterlo e ricostruirlo documentalmente. La trasparenza non consiste soltanto nel caricare tardivamente un file, ma anche nello spiegare quando, perché e da chi sia stata corretta un’informazione pubblica incompleta.

Oppure è stata presentata un’integrazione?

Esiste naturalmente una seconda possibilità: che il foglio contenente Zingarello e Cavaleri Magazzeni sia stato acquisito o integrato in un momento successivo.

Anche in questo caso deve esistere una traccia amministrativa.

Quando sarebbe stata presentata l’integrazione?

Da chi?

Con quale nota?

Con quale protocollo?

Per quale motivo il foglio reca la data del 22 giugno?

Il Comune ha chiesto a Crosta di completare la dichiarazione dopo la pubblicazione degli articoli?

L’ex vicesindaco ha spontaneamente trasmesso il documento?

Oppure l’ufficio sostiene di avere semplicemente recuperato una pagina già presente nel fascicolo cartaceo?

Sono ipotesi differenti e non possono essere confuse. Il Comune deve dire quale corrisponda alla realtà e deve provarlo attraverso gli atti.

Il Comune pubblichi il protocollo originario

Per chiudere ogni discussione è sufficiente rendere pubblica la documentazione amministrativa completa.

Chiediamo al Comune di Agrigento di pubblicare:

  • il numero e la data del protocollo originario;
  • il numero degli allegati acquisiti insieme alla dichiarazione;
  • la scansione integrale effettuata al momento della ricezione;
  • l’eventuale distinta dei documenti consegnati;
  • la cronologia delle modifiche apportate alla scheda di Crosta;
  • la data e l’ora di caricamento di ciascun file;
  • i log informatici relativi all’aggiornamento del 14 settembre;
  • l’eventuale richiesta di integrazione;
  • l’eventuale comunicazione con cui Crosta avrebbe trasmesso ulteriori documenti;
  • il nominativo dell’ufficio responsabile della pubblicazione.

Se il foglio era già agli atti il 22 giugno, il protocollo e l’elenco originario degli allegati lo dimostreranno.

Se invece è stato acquisito dopo, emergerà la data effettiva dell’integrazione.

Non servono comunicati politici. Servono documenti amministrativi.

La questione urbanistica resta aperta

Il nuovo allegato, anche se venisse accertato come parte originaria della dichiarazione patrimoniale, non risolve le questioni edilizie sollevate da Report Sicilia.

Per la casa di contrada Zingarello devono ancora essere mostrati il titolo edilizio, l’esatta consistenza delle parti eventualmente sanate, i pareri della Soprintendenza e lo stato delle opere per le quali risulterebbe pendente una pratica.

Per la casa di viale Cavaleri Magazzeni occorre chiarire se esista una concessione edilizia in sanatoria oppure soltanto una domanda di condono ancora da definire.

La presenza dei due immobili nel foglio comparso oggi potrebbe incidere sulla questione della completezza della dichiarazione patrimoniale, ma non dimostra la regolarità urbanistica delle proprietà.

Una dichiarazione patrimoniale non è una concessione edilizia.

Una domanda di condono non è una sanatoria.

Per dimostrare la regolarità degli immobili occorrono i relativi titoli e i provvedimenti conclusivi.

Si conservino immediatamente documenti e dati informatici

Chiediamo al sindaco Michele Sodano, al Segretario generale, al responsabile della Trasparenza e agli uffici competenti di disporre l’immediata conservazione di tutta la documentazione cartacea e digitale relativa alla dichiarazione patrimoniale di Giovanni Crosta.

Devono essere preservati:

  • gli originali cartacei;
  • il fascicolo completo;
  • il protocollo e i relativi allegati;
  • le prime scansioni;
  • i file successivamente prodotti;
  • i metadati;
  • la cronologia delle modifiche;
  • i log di pubblicazione;
  • le comunicazioni interne;
  • le eventuali richieste di integrazione;
  • le trasmissioni provenienti da Crosta o da altri soggetti.

Report Sicilia non sta affermando che qualcuno abbia alterato, sostituito o retrodatato un documento.

Sta chiedendo che vengano conservati e mostrati tutti gli elementi necessari a escluderlo e a ricostruire con certezza ciò che è accaduto.

Dopo la diretta spunta il foglio decisivo

I fatti documentabili, allo stato, sono questi.

Il 13 settembre Report Sicilia pubblica l’articolo sulle due proprietà che non compaiono nella dichiarazione patrimoniale disponibile online.

La sera la questione viene affrontata durante una diretta.

Il 14 settembre la scheda comunale di Giovanni Crosta risulta aggiornata.

Nella stessa giornata compare un nuovo allegato contenente proprio le proprietà di contrada Zingarello e viale Cavaleri Magazzeni.

Il foglio reca la data manoscritta del 22 giugno, ma il relativo PDF viene creato il 14 settembre.

Nessuno di questi elementi dimostra, isolatamente, un comportamento illecito. Nel loro insieme, però, impongono una spiegazione pubblica e documentata.

Dov’era questo foglio fino a ieri?

Era già nel fascicolo del Comune?

Perché non era stato pubblicato?

Chi lo ha digitalizzato il 14 settembre?

Chi ne ha disposto il caricamento?

Esiste un protocollo del 22 giugno che ne dimostri l’acquisizione insieme agli altri documenti?

Oppure si tratta di un’integrazione successiva?

Il Comune risponda pubblicando il fascicolo originario, gli allegati e la cronologia del sistema.

Perché, dopo gli articoli e la diretta di Report Sicilia, il foglio contenente esattamente Zingarello e Cavaleri Magazzeni non può semplicemente comparire sul portale come se nulla fosse accaduto.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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