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Agrigento, milioni in cassa e un disavanzo sotto la voce «non vincolato»: Sodano chiarisca i conti e il rapporto con il centrodestra

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Agrigento, milioni in cassa e un disavanzo sotto la voce «non vincolato»: Sodano chiarisca i conti e il rapporto con il centrodestra. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Dalla relazione di fine mandato di Miccichè a quella di inizio mandato di Sodano, la stessa dicitura accompagna una quota disponibile negativa. I revisori avevano escluso dalla certificazione i dati provvisori del 2025. Il rendiconto definitivo è il documento che serve per conoscere la situazione reale del Comune. E intanto il sindaco, che accusava il predecessore sui conti, riceve i voti del centrodestra in Consiglio.

«I conti sono tutt’altro che a posto». Michele Sodano lo diceva pubblicamente rispondendo all’ex sindaco Franco Miccichè, che rivendicava di avere lasciato circa 44 milioni di euro in cassa. Sodano contestava il significato politico di quella cifra: avere liquidità in tesoreria, spiegava, non equivale ad avere denaro liberamente spendibile.

Su questo punto aveva ragione a chiedere precisione. Oggi, però, la stessa precisione va chiesta a lui. Perché la sua relazione di inizio mandato riporta una cassa di 49.438.077,84 euro all’11 giugno 2026, di cui 15.354.087,93 euro di cassa vincolata. E perché, accanto a quelle cifre, i documenti delle due amministrazioni mostrano una questione assai meno rassicurante del saldo di tesoreria: una quota disponibile negativa del risultato di amministrazione.

Sono dati che impongono spiegazioni pubbliche. Tanto più da parte di un sindaco che, dopo avere accusato duramente l’amministrazione precedente, oggi governa anche grazie ai voti del centrodestra in Consiglio comunale.

La cassa esiste. Ma da sola non dice se i conti sono in ordine

Miccichè parlava di circa 44 milioni in cassa; la verifica riportata nella relazione di Sodano registra quasi 49,4 milioni all’11 giugno. Le due cifre si riferiscono a momenti diversi e non sono direttamente confrontabili come se fossero la fotografia dello stesso giorno.

La relazione conferma comunque che una consistente liquidità in tesoreria esisteva. Non dimostra che fosse tutta spendibile. Né permette di concludere che la differenza tra cassa complessiva e cassa formalmente vincolata fosse a disposizione della nuova amministrazione per qualsiasi intervento: contano anche obbligazioni già assunte, residui, accantonamenti e regole di bilancio.

La domanda, quindi, non è soltanto «quanti soldi ci sono in cassa?». È quali risorse siano effettivamente disponibili, quali spese debbano essere coperte e quale sia il risultato definitivo della gestione 2025. È su questo terreno che lo scontro di agosto tra Sodano e Miccichè deve essere giudicato.

Ventimilioni e mezzo sotto la voce «non vincolato»

Nella relazione di fine mandato di Miccichè, la tabella relativa al 2025, indicato espressamente come preconsuntivo, espone una voce «Non vincolato» pari a –20.565.696,03 euro. La stessa impostazione compare nella relazione di inizio mandato di Sodano.

Occorre dirlo senza giri di parole: una quota disponibile negativa esprime un disavanzo di amministrazione, secondo i dati provvisori riportati. Non è una somma «non vincolata» che il Comune può spendere. È un valore negativo che richiede copertura secondo le regole contabili.

«Non vincolato» è la denominazione della riga del prospetto. Ma lasciarla senza una spiegazione chiara del suo segno negativo rischia di nascondere al lettore il dato sostanziale. Il cittadino vede prima una cassa di decine di milioni; poi incontra una voce dal nome apparentemente innocuo, sotto la quale compare un valore negativo superiore a 20 milioni. Quel valore va chiamato per ciò che rappresenta: disavanzo di amministrazione nei dati preconsuntivi 2025.

La dicitura è presente nel documento di Miccichè ed è ripresa in quello di Sodano. Non abbiamo elementi per affermare che qualcuno abbia scelto quelle parole con l’intenzione di ingannare. Possiamo però contestare il risultato: nessuna delle due amministrazioni ha reso sufficientemente comprensibile, in quel prospetto, il significato della cifra negativa.

Su questo punto Report Sicilia ha consultato professionalmente il dottor Salvatore Licari, revisore contabile. Licari richiama l’attenzione proprio sulla necessità di distinguere il risultato di amministrazione complessivo, che può apparire positivo, dalla sua parte effettivamente disponibile, che nel prospetto risulta negativa.

I revisori avevano lasciato fuori il pre consuntivo 2025

C’è un altro passaggio che impedisce di trattare i numeri del 2025 come definitivi.

Con il verbale del 2 aprile 2026, il Collegio dei revisori sospese la certificazione della relazione di fine mandato di Miccichè, indicando criticità, incongruenze e carenze documentali. Con il successivo verbale del 7 aprile rilasciò una certificazione parziale con annotazioni: i dati relativi agli esercizi dal 2020 al 2024 erano riconducibili a rendiconti approvati, mentre quelli del 2025 pre consuntivo restavano esclusi dalla certificazione.

Non è corretto dire che i revisori abbiano respinto definitivamente tutti i conti del Comune. È altrettanto scorretto usare la certificazione parziale per presentare il preconsuntivo 2025 come un rendiconto già verificato e approvato.

Nelle tabelle del 2025 compaiono cifre diverse

Il confronto tra i prospetti riprodotti nelle relazioni fa emergere differenze che il Comune dovrebbe spiegare con un documento di riconciliazione:

Voce del pre consuntivo 2025 Primo valore Altro valore riportato
Fondo di cassa €43.948.723,52 €43.412.283,21
Residui attivi €216.932.695,77 €218.104.849,58
Risultato di amministrazione €176.286.217,59 €178.761.218,99
Fondo pluriennale vincolato, spese correnti €9.897.112,90 €8.997.112,90

La differenza tra i due risultati di amministrazione supera 2,4 milioni di euro. Questi scostamenti non provano la scomparsa di denaro: potrebbero dipendere da aggiornamenti, rettifiche o prospetti formati in momenti diversi. Ma proprio per questo servono la data, la versione e la spiegazione di ogni cifra. I cittadini non devono essere lasciati a scegliere da soli quale tabella considerare attendibile.

Il rendiconto 2025 è la risposta che manca

Secondo le informazioni in possesso di Report Sicilia, al 21 settembre 2026 il rendiconto della gestione 2025 non risulta ancora presentato al Consiglio comunale per l’approvazione. Chiediamo all’amministrazione di indicare immediatamente se sia stato predisposto, trasmesso ai revisori, depositato o presentato, con le relative date e gli atti.

Il termine ordinario previsto dall’articolo 227 del Testo unico degli enti locali per l’approvazione del rendiconto da parte del Consiglio è il 30 aprile dell’anno successivo, salvo proroghe applicabili al singolo ente. Non possiamo quindi indicare il 31 maggio come scadenza generale, né attribuire a Sodano l’origine di un ritardo maturato prima del suo insediamento.

Da quando governa, però, spetta all’amministrazione Sodano chiarire lo stato dell’iter e portare i dati definitivi davanti al Consiglio e alla città. Fino ad allora, il preconsuntivo resta provvisorio e permane una reale incertezza sulla consistenza finanziaria risultante dal rendiconto 2025.

«Non presenta squilibri»: Sodano spieghi come concilia questa frase con il disavanzo

La relazione di inizio mandato sottoscritta da Sodano si conclude affermando che la situazione finanziaria e patrimoniale del Comune «non presenta squilibri». La frase richiede una spiegazione puntuale alla luce della quota disponibile negativa riportata nelle tabelle e dell’assenza, allo stato delle informazioni disponibili, del rendiconto 2025 approvato.

Un disavanzo di amministrazione non equivale automaticamente al dissesto dell’ente. Non autorizza, da solo, a dire che il Comune sia fallito. Obbliga però a spiegare l’entità del disavanzo definitivo, la sua origine, le misure di copertura e la compatibilità di quelle misure con gli equilibri di bilancio.

È questo il chiarimento che chiediamo al sindaco, al dirigente finanziario e agli organi di controllo. Qual è il dato definitivo? Quale percorso di ripiano è previsto? E su quali verifiche si fonda l’affermazione conclusiva secondo cui non vi sarebbero squilibri?

Dopo le accuse, i voti del centrodestra

La questione contabile ha anche una conseguenza politica. Ad agosto Sodano attribuiva alla precedente amministrazione le difficoltà della città e respingeva con durezza la rappresentazione offerta da Miccichè. Oggi il sindaco, che dispone di una pattuglia consiliare limitata, ottiene voti anche dalle forze del centrodestra. Una recente variazione di bilancio è stata approvata all’unanimità dai 21 consiglieri presenti.

Un voto favorevole a un provvedimento non dimostra, da solo, l’esistenza di un patto segreto con il centrodestra di Roberto Di Mauro. Rende però legittima una domanda politica, soprattutto dopo lo scontro pubblico sui conti: su quali obiettivi e su quali impegni si regge questa collaborazione?

Se Sodano ritiene ancora che l’amministrazione precedente abbia lasciato conti «tutt’altro che a posto», lo dica nei documenti e indichi gli atti con cui intende intervenire. Se invece la sua valutazione è cambiata, spieghi che cosa l’ha fatta cambiare. E se il rapporto con il centrodestra è diventato un’intesa politica stabile, ne renda pubblici contenuti e responsabilità.

I cittadini non devono attendere eventuali nomine in Giunta per capire chi sostiene il sindaco e per fare che cosa. Hanno diritto di saperlo adesso.

Documenti e risposte, non slogan

Report Sicilia chiede la pubblicazione del rendiconto 2025 non appena disponibile, dei relativi pareri e di una spiegazione delle differenze tra i prospetti. Chiede inoltre che la quota disponibile negativa venga indicata ai cittadini con il suo significato contabile, senza lasciare che la sola parola «non vincolato» attenui la percezione del disavanzo di amministrazione.

Questo articolo, insieme ai documenti su cui si fonda, sarà trasmesso alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, alla Procura regionale della Corte dei conti, alla Procura della Repubblica di Agrigento, al presidente della Regione Siciliana e all’assessore regionale delle Autonomie locali, affinché ciascuno valuti i fatti nell’ambito delle proprie competenze. La trasmissione non equivale all’affermazione che siano stati commessi illeciti.

Sodano chiedeva verità a Miccichè. È una richiesta che oggi rivolgiamo anche a lui: quanto vale il disavanzo definitivo del Comune, come sarà coperto e quale accordo politico sostiene la sua amministrazione?

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE CITATA NELL’ARTICOLO :

RELAZIONE_INIZIO_MANDATO_Agrigento_+09.09.2026

1.relazione+fine+mandato+Sindaco+07+04+2026

2.24239+2026+Verbale+Sospensione+Certificazione

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4.riscontro+08+04++relazione+revisori+(1)_signed

 

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Fonte: Report Sicilia

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