Agrigento – Mosella, sequestrata l’intera Andiva: 250 mila euro sui conti, beni, mezzi e quote sotto vincolo. Il Comune dica ora come proseguiranno i lavori. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Non sono stati sequestrati semplicemente 250 mila euro. Il provvedimento eseguito dalla Squadra Mobile di Agrigento investe l’intera struttura societaria della Andiva S.r.l., l’impresa aggiudicataria dei lavori di manutenzione straordinaria della strada Mosella.
A chiarire definitivamente dimensioni e contenuti dell’operazione è adesso la nota ufficiale della Questura di Agrigento del 22 settembre 2026.
Il decreto, emesso dal Gip del Tribunale di Agrigento nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, dispone un sequestro preventivo, impeditivo e anticipatorio, in vista dell’eventuale confisca diretta e/o allargata.
Dentro il provvedimento finiscono la struttura societaria, i rapporti obbligatori, contrattuali e lavorativi, i beni aziendali e strumentali mobili e immobili, le quote societarie riconducibili agli indagati e le disponibilità finanziarie presenti sui conti correnti intestati alla società.
E questa precisazione cambia parecchio la dimensione della notizia.
250 mila euro sono soltanto i rapporti finanziari sequestrati
Va innanzitutto chiarito un dato.
I circa 250 mila euro non rappresentano il valore complessivo del sequestro.
La Questura specifica che quella cifra riguarda i rapporti finanziari riconducibili alla società sottoposti a vincolo.
Durante le operazioni sono stati infatti sequestrati anche computer, arredi d’ufficio, documentazione amministrativa e diversi automezzi.
A questi si aggiungono le quote societarie dei due soci: una pari al 60%, con valore nominale di 6 mila euro, e l’altra pari al 40%, con valore nominale di 4 mila euro.
Il provvedimento investe quindi, sostanzialmente, l’intera Andiva.
Terminate le formalità, precisa ancora la Questura, struttura societaria, beni e rapporti finanziari sequestrati sono stati messi nella disponibilità dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Agrigento, che ne ha assunto gestione e custodia.
Ed è proprio quest’ultimo passaggio a interessare direttamente Agrigento.
Perché Andiva non è una società qualsiasi.
È l’impresa che sta realizzando la Mosella.
l’appalto è da 3,3 milioni, l’intervento complessivo supera i 4,5 milioni
Anche sulle cifre dell’appalto è opportuno essere precisi.
La gara riguarda lavori per complessivi 3.320.965,13 euro, dei quali 3.251.447,67 euro soggetti a ribasso e 69.517,46 euro per costi della sicurezza.
L’intervento complessivamente finanziato ammonta invece a 4.508.625,71 euro.
Andiva si era aggiudicata la procedura con un ribasso del 32,2997% sull’importo posto a base d’asta di 3.251.447,67 euro.
Sono dati che adesso vengono richiamati direttamente anche dalla Questura.
E dunque non stiamo parlando di una vicenda marginale, ma della società alla quale è stata affidata l’esecuzione di una delle opere viarie più importanti attualmente in corso ad Agrigento.
la Questura: un “articolato quadro” investigativo
C’è poi un passaggio della nota ufficiale che merita particolare attenzione.
La Questura collega il sequestro all’attività investigativa già sfociata nel precedente intervento del 18 luglio 2026, quando era stata eseguita un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di Antonino Milioti e Dino Caramazza, indicati dagli investigatori come amministratori di fatto della società.
Nella stessa attività era stata disposta anche la sospensione dall’esercizio delle funzioni di direttore dei lavori nell’ambito delle procedure di appalto pubblico nei confronti del direttore dei lavori relativo all’intervento sulla Mosella.
Il nuovo sequestro, scrive la Questura, rappresenta quindi «un ulteriore sviluppo dell’attività investigativa» condotta dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento.
Ma è soprattutto la conclusione del comunicato ad avere un peso.
La Questura parla infatti di un «articolato quadro di ipotesi delittuose riguardanti la gestione di un appalto di estrema importanza per i collegamenti viari della città di Agrigento».
Parole che danno la misura di quanto l’inchiesta sulla Mosella sia ormai lontana dall’essere una vicenda marginale.
Naturalmente si tratta di ipotesi investigative e non di responsabilità definitivamente accertate. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
prima gli arresti, adesso il sequestro della società
Il quadro, però, continua ad allargarsi.
Prima le indagini.
Poi le misure cautelari.
Adesso il sequestro dell’intera società aggiudicataria.
Secondo l’impostazione accusatoria emersa nell’inchiesta, Andiva sarebbe stata una società costituita “ad hoc” e formalmente intestata a soggetti ritenuti dagli investigatori dei prestanome, mentre dietro la gestione effettiva avrebbero operato Milioti e Caramazza.
Una delle questioni investigate riguarda proprio la nascita della nuova società e il contesto dei controlli antimafia che avevano interessato altre realtà imprenditoriali.
Sono tutte circostanze che dovranno trovare conferma nel procedimento giudiziario.
Ma oggi esiste un dato che non è più un’ipotesi: Andiva è stata sequestrata ed è amministrata da un soggetto nominato dal Tribunale.
resta anche il capitolo dei presunti 400 mila euro
Sul tavolo rimane inoltre una delle contestazioni più delicate dell’intera inchiesta.
Secondo la Procura, nell’ambito dell’appalto sarebbe stato alterato il computo metrico relativo alla bitumazione della strada, con una differenza superiore a 400 mila euro e con l’ipotesi che la stazione appaltante potesse essere indotta in errore ottenendo un vantaggio economico.
Ed è bene ricordare chi sia la stazione appaltante:
il Comune di Agrigento.
Proprio per questo la vicenda giudiziaria non può essere considerata qualcosa che riguarda esclusivamente Procura, indagati e imprese.
Esiste parallelamente una questione amministrativa enorme.
Report Sicilia sulla Mosella aveva cominciato a fare domande molto prima
Per Report Sicilia questa storia non comincia con il sequestro del 22 settembre.
E neppure con gli arresti di luglio.
Già nel dicembre 2025 avevamo acceso i riflettori sull’appalto della Mosella, sugli atti amministrativi e sulle procedure, ponendo interrogativi quando ancora non esistevano arresti, interdizioni o sequestri.
Non significa avere anticipato le conclusioni della magistratura e sarebbe scorretto confondere il lavoro giornalistico con quello della Procura.
Significa un’altra cosa: gli atti amministrativi erano pubblici e potevano essere letti prima che arrivasse la magistratura.
Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto.
Oggi alcune di quelle vicende sono diventate oggetto di un’inchiesta che la stessa Questura definisce relativa a un “articolato quadro di ipotesi delittuose”.
adesso il problema è anche del Comune
A questo punto, però, non basta più raccontare ciò che sta facendo la magistratura.
Bisogna sapere cosa sta facendo il Comune di Agrigento.
Perché la situazione oggi è molto semplice.
Il Comune è la stazione appaltante.
Andiva è l’impresa aggiudicataria.
L’intera società è stata sottoposta a sequestro.
Un amministratore giudiziario ne ha assunto gestione e custodia.
L’opera complessivamente finanziata vale oltre 4,5 milioni di euro.
E i lavori devono essere completati.
Il sequestro, proprio perché accompagnato dalla nomina dell’amministratore giudiziario, non comporta automaticamente la cessazione dell’attività dell’impresa. Ma è esattamente per questo che l’amministrazione comunale dovrebbe spiegare cosa accadrà adesso.
sindaco Sodano, la città deve sapere come continuerà la Mosella
Servono risposte molto concrete.
Il cantiere sta continuando regolarmente?
Il Comune ha già avuto interlocuzioni con l’amministratore giudiziario?
Il contratto prosegue alle condizioni originarie?
Qual è oggi lo stato di avanzamento dei lavori?
Il cronoprogramma può ancora essere rispettato?
Quali verifiche sono state effettuate sulle lavorazioni già eseguite, anche alla luce delle contestazioni contenute nell’inchiesta?
E soprattutto: esiste qualche rischio per il finanziamento dell’opera?
Non sono domande rivolte alla magistratura.
Sono domande rivolte all’amministrazione comunale.
Le responsabilità penali saranno stabilite, eventualmente, dai giudici.
La responsabilità di tutelare l’opera pubblica e gli interessi della città appartiene invece alla stazione appaltante.
Ed è questa la differenza.
250 mila euro fanno notizia, ma i 4,5 milioni sono il problema di Agrigento
La notizia di oggi è certamente il sequestro dei rapporti finanziari per circa 250 mila euro.
Ma fermarsi a quella cifra significherebbe raccontare soltanto una parte della storia.
È stata sequestrata l’intera struttura societaria dell’impresa che sta realizzando la Mosella.
Sono stati sequestrati beni, automezzi, computer, documentazione, rapporti finanziari e quote societarie.
La gestione è passata a un amministratore giudiziario.
E la Questura parla ufficialmente di un’indagine che riguarda un «appalto di estrema importanza per i collegamenti viari della città di Agrigento».
Adesso, quindi, mentre Procura e Squadra Mobile continueranno a fare il proprio lavoro, il Comune deve fare il suo.
Perché i 250 mila euro sono una questione giudiziaria.
I 4,5 milioni della Mosella e il completamento della strada sono una questione che riguarda tutta Agrigento.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

