Agrigento – AICA, chi sostiene ancora Danila Nobile? Dalla nomina contestata a Santa Rosa, adesso i sindaci devono assumersi la responsabilità della scelta. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

La presidente non si è autonominata: il CdA è stato scelto all’unanimità dall’Assemblea dei Comuni soci nel luglio 2025, nonostante le contestazioni di Report Sicilia sui requisiti. Poi l’estromissione della vecchia Consulta, la crisi finanziaria, il caos autobotti, Maddalusa, il canile e infine Santa Rosa, rifornita — secondo la stessa Nobile — per un «errore» del sistema. A febbraio i sindaci le confermavano «piena fiducia». Oggi quella fiducia esiste ancora? Non servono teorie su padrini o immunità: servono nomi, verbali, voti e una nuova Assemblea che valuti formalmente la permanenza dell’attuale governance.
AGRIGENTO – Chi sostiene ancora Danila Nobile?
È questa, dopo quanto accaduto negli ultimi mesi e soprattutto dopo il caso dell’autobotte arrivata alla parrocchia di Santa Rosa, la domanda politica che non può più essere elusa.
Non parleremo di padrini occulti.
Non attribuiremo appartenenze politiche che non siamo in grado di documentare.
Non scriveremo che qualcuno abbia concesso alla presidente di AICA una fantomatica «immunità».
Faremo qualcosa di molto più semplice.
Seguiremo gli atti.
Perché dagli atti emerge un dato incontestabile: Danila Nobile non si è autonominata presidente di AICA.
Il nuovo Consiglio di amministrazione venne nominato il 30 luglio 2025 dall’Assemblea dei sindaci dei Comuni soci. La stessa AICA comunicò ufficialmente l’insediamento del CdA composto da Danila Nobile, Giovanni Borsellino e Franco Puma. Azienda Idrica Comuni Agrigentini
E secondo la documentazione pubblicata allora da Report Sicilia, quella nomina avvenne all’unanimità, nonostante le contestazioni che avevamo sollevato sui requisiti della futura presidente. Report Sicilia.it
Ecco quindi il primo punto.
La storia della governance Nobile non è soltanto la storia di Danila Nobile. È anche la storia dei sindaci che l’hanno scelta, difesa e mantenuta alla guida dell’azienda.
Tutto cominciò dai requisiti contestati
Report Sicilia pose la questione prima ancora che questa governance iniziasse a lavorare.
Dall’esame del curriculum di Nobile, la nostra testata sostenne che non risultassero documentati nei termini previsti dall’avviso cinque anni di incarichi formali come amministratore o dirigente apicale nella pubblica amministrazione negli ultimi dieci anni.
Il curriculum mostrava invece numerose esperienze professionali in materia di consulenza, revisione, OIV, controllo e rendicontazione.
L’Assemblea arrivò a una conclusione diversa.
L’allora sindaco di Agrigento Francesco Miccichè sostenne la coerenza dei requisiti e l’Assemblea procedette alla nomina unanime. Report Sicilia.it
Va precisato, ancora una volta, che non risulta una pronuncia che abbia successivamente accertato l’illegittimità della nomina di Nobile.
Ma quella contestazione esisteva.
E i sindaci decisero ugualmente.
Per questo oggi non basta domandare alla presidente cosa abbia fatto.
Bisogna chiedere ai sindaci:
su quali verifiche documentali avete fondato quella scelta?
Due mesi dopo sparisce la vecchia Consulta
Poi arriva settembre 2025.
Ed esplode un’altra vicenda.
La Consulta delle associazioni prevista dall’articolo 48 dello Statuto di AICA aveva operato per circa tre anni.
Non era un circolo privato.
Era un organismo di partecipazione previsto dallo Statuto e dotato di funzioni che AICA stessa, nel successivo avviso di ricostituzione, avrebbe indicato come ascolto, informazione, controllo, concertazione, dibattito e vigilanza sugli obiettivi del Piano-Programma. Azienda Idrica Comuni Agrigentini
Quelle associazioni controllavano.
Chiedevano.
Contestavano.
Studiavano gli atti.
Evidentemente non erano lì per applaudire.
A settembre 2025 la precedente composizione venne azzerata attraverso la decadenza delle associazioni per il mancato possesso o mancata dimostrazione dei requisiti richiesti.
Subito dopo AICA avviò la procedura per ricostituire la Consulta.
La nostra interpretazione fu durissima: era stato eliminato un organismo diventato scomodo per la governance?
AICA respinse integralmente questa ricostruzione.
Ed è importante ricordare cosa accadde dopo.
Quando Report Sicilia contestò la Nobile, i sindaci fecero quadrato
Non fu soltanto la presidente a risponderci.
Intervenne direttamente l’Assemblea dei sindaci.
E lo fece con parole inequivocabili.
L’Assemblea espresse una «ferma e unanime condanna» nei confronti di alcuni articoli di Report Sicilia, definì prive di riscontro le nostre contestazioni e sostenne che gli atti relativi alla Consulta fossero stati adottati nel rispetto dello Statuto e in coerenza con gli indirizzi forniti dalla stessa Assemblea.
Ma soprattutto espresse «piena solidarietà» alla presidente Danila Nobile, riconoscendole impegno e correttezza. Azienda Idrica Comuni Agrigentini
Questo è un fatto.
Ed è forse la prima risposta alla domanda:
«Chi ha sostenuto politicamente e istituzionalmente Nobile?»
In quella fase, pubblicamente, l’Assemblea dei sindaci dei Comuni soci.
Febbraio 2026: ancora «piena fiducia»
Passano pochi mesi.
Cominciano a circolare ipotesi di sfiducia al CdA.
E cosa fanno i sindaci?
Il 16 febbraio 2026 l’Assemblea interviene nuovamente.
Questa volta le parole sono persino più chiare:
«piena fiducia nell’operato della Presidente Dott.ssa Danila Nobile».
L’Assemblea esprime apprezzamento per il lavoro svolto e conferma la volontà di proseguire insieme alla presidente nel percorso di riorganizzazione dell’azienda. Giornale Centro Sicilia
Non serve quindi cercare complotti.
Esiste un documento.
A febbraio 2026 i sindaci hanno confermato pubblicamente la fiducia a Nobile.
La domanda è un’altra:
la confermerebbero oggi?
Poi arriva il terremoto delle autobotti
Il 9 maggio cambia il sistema.
Ed esplode il problema delle autobotti.
Questa volta a chiedere le dimissioni della presidente non è Report Sicilia.
È un sindaco socio.
Vincenzo Corbo, sindaco di Canicattì.
Corbo contesta le nuove modalità del servizio, denuncia il rischio di un’emergenza sociale e accusa la presidente, nella sua ricostruzione, di avere agito senza un adeguato coinvolgimento dei sindaci dell’ATI.
Arriva a chiedere le «dimissioni immediate» della Nobile. La Sicilia
Quindi qualcosa dentro il fronte dei sindaci comincia evidentemente a incrinarsi.
Ma Nobile resta.
Poi arriva Maddalusa
E arriviamo al problema che Report Sicilia racconta ormai da mesi.
Maddalusa.
Famiglie che non possono più essere rifornite secondo le modalità utilizzate precedentemente.
Regole.
Contratti.
Vincoli urbanistici.
AICA.
ATI.
Comune.
Prefettura.
COC.
Consiglio comunale aperto.
Mozioni.
Pareri.
Mesi di discussioni.
Ancora oggi si sta valutando attraverso un parere legale se possa esistere un «servizio complementare», cioè se trasportatori autorizzati possano acquistare acqua da una fonte ufficiale e consegnarla nelle zone non servite senza che ciò equivalga alla stipula di un contratto ordinario del servizio idrico integrato. La Sicilia
Intanto AICA continua a indicare sul proprio sito una regola precisa: il servizio autobotte può essere richiesto dagli utenti contrattualizzati oppure da chi abbia presentato istanza di nuovo allaccio o contratto per aree non servite; in assenza di queste condizioni, il servizio non può essere fornito. Azienda Idrica Comuni Agrigentini
Ed è qui che arrivano i casi che oggi pretendono una spiegazione.
Prima il canile
Report Sicilia ha documentato il rifornimento mediante autobotte di una struttura utilizzata come canile nell’area Maddalusa-Babbaluciaro e ha successivamente ricostruito il collegamento della struttura con l’associazione Aronne, presieduta dal consigliere comunale Sandro Fanara.
Lo dicemmo allora e lo ripetiamo:
bene che gli animali abbiano avuto acqua.
La domanda era un’altra.
Con quale titolo era stata fornita?
Quale utenza?
Quale contratto?
Quale procedura?
E soprattutto:
perché quella modalità non poteva essere applicata, laddove giuridicamente possibile, anche alle famiglie?
Noi continuiamo ad attendere una risposta pubblica e documentale capace di chiudere definitivamente la questione.
E dopo quello che è successo a Santa Rosa la domanda diventa inevitabile:
presidente Nobile, anche l’autobotte del canile partì per errore?
Se no, allora spiegateci con quale titolo partì.
Poi arriva Santa Rosa
26 settembre 2026.
Report Sicilia documenta con fotografie e video l’arrivo di un’autobotte alla parrocchia di Santa Rosa.
E ancora una volta precisiamo:
il problema non è avere dato acqua alla chiesa.
Hanno fatto bene.
Il problema sono le regole.
Perché Santa Rosa si trova al centro della stessa gigantesca questione della regolarità urbanistica che sta condizionando l’accesso al servizio in altre aree.
Poche ore dopo arriva la spiegazione della presidente.
Nobile sostiene che la pratica della chiesa fosse sospesa e non positivamente acquisita ma che, attraverso due codici temporanei generati al momento della richiesta, fosse stato possibile attivare ugualmente il servizio sostitutivo.
Il sistema, secondo la sua ricostruzione, non avrebbe recepito la sospensione.
Risultato?
L’autobotte è partita.
Nobile ha annunciato verifiche interne e ha confermato che la pratica è stata successivamente bloccata. La Sicilia
E questa sarebbe la spiegazione?
Un errore.
Dopo mesi nei quali ai cittadini vengono spiegati regolamenti, vincoli, impossibilità, controlli e procedure rigidissime, un’autobotte sarebbe riuscita ad arrivare proprio dove quelle regole avrebbero dovuto impedirlo perché il sistema non si sarebbe accorto della sospensione. La Sicilia
Un errore può certamente accadere.
Ma per Report Sicilia liquidare tutto con la parola “errore” sarebbe offensivo per l’intelligenza dei cittadini se non fosse accompagnato immediatamente dalla documentazione che consenta di ricostruire l’intera procedura.
Perché un’autobotte non è una riga di software.
Qualcuno riceve la richiesta.
Qualcuno programma il servizio.
Un mezzo viene caricato.
Un autista riceve una destinazione.
Il camion parte.
Arriva.
Scarica l’acqua.
E allora vogliamo sapere esattamente dove comincia e dove finisce l’errore.
E torniamo ancora al canile
Perché Santa Rosa riapre inevitabilmente quella vicenda.
Se il sistema ha consentito erroneamente il rifornimento della parrocchia, cosa accadde con il canile?
Stesso errore?
Altra procedura?
Fornitura regolare?
Contratto?
Ticket?
Autorizzazione?
Basta pubblicare gli atti.
Se tutto è regolare, Report Sicilia sarà il primo a scriverlo.
Ma il silenzio non può essere la risposta.
Agosto: persino Controcorrente chiede il passo indietro
Nel frattempo il quadro politico è ulteriormente cambiato.
Il 20 agosto 2026 Controcorrente Agrigento, movimento che sostiene il sindaco Michele Sodano, ha contestato duramente la gestione idrica e sostenuto che mantenere lo stesso CdA avrebbe significato, secondo il movimento, «negare l’evidenza e sottrarsi a ogni responsabilità». Report Sicilia.it
Quindi oggi abbiamo una situazione quasi paradossale.
Nel febbraio 2026 l’Assemblea dei sindaci confermava piena fiducia a Nobile. Giornale Centro Sicilia
A maggio il sindaco di Canicattì ne chiedeva le dimissioni. Corriere di Sciacca
Ad agosto il movimento politico che sostiene l’attuale sindaco di Agrigento chiedeva sostanzialmente un cambio della governance. Report Sicilia.it
E siamo arrivati a settembre.
Nobile è ancora presidente.
Allora chi la sostiene oggi?
È questa la domanda vera.
Non:
«Chi è il padrino politico di Danila Nobile?»
Non ne abbiamo prova.
Non:
«Di quale partito è espressione?»
Non abbiamo trovato documentazione sufficiente per attribuirle un’appartenenza politica precisa.
E neppure:
«Chi le ha garantito l’immunità?»
Non esiste alcuna immunità.
La domanda documentabile è molto più seria:
quali sindaci, oggi 26 settembre 2026, confermerebbero ancora la fiducia espressa il 16 febbraio?
E vogliamo i nomi.
Non dichiarazioni collettive dietro le quali tutti possono nascondersi.
Agrigento dica da che parte sta
E la prima risposta dovrebbe arrivare dal Comune capoluogo.
A febbraio il sindaco di Agrigento era Francesco Miccichè.
Oggi è Michele Sodano.
Quindi non attribuiamo a Sodano decisioni assunte prima del suo insediamento.
Ma adesso rappresenta Agrigento nell’Assemblea dei Comuni soci.
E Controcorrente ha già espresso una valutazione estremamente critica sulla permanenza dell’attuale CdA. Report Sicilia.it
Quindi la domanda al sindaco è semplice:
Michele Sodano conferma o no la fiducia a Danila Nobile?
E se non la conferma, porterà formalmente la questione nell’Assemblea competente?
Perché un comunicato politico non sostituisce un atto istituzionale.
Basta chiedere alla Nobile di dimettersi: decidano i proprietari
Ed è questo il passaggio decisivo.
Continuare semplicemente a chiedere a Danila Nobile:
«Si dimetta»
rischia persino di diventare un alibi per tutti gli altri.
Perché se lei ritiene di avere operato correttamente può legittimamente decidere di non dimettersi.
La questione vera riguarda chi rappresenta i proprietari dell’azienda pubblica e dispone degli strumenti statutari per affrontare la governance.
Report Sicilia lo aveva già sottolineato: il luogo istituzionale nel quale discutere la permanenza del CdA è l’Assemblea dei Comuni soci. Report Sicilia.it
Ed è lì che la questione deve arrivare.
Convocate l’Assemblea e votate
Questa è la richiesta politica che Report Sicilia pone oggi.
Convocate l’Assemblea dei Comuni soci di AICA.
Mettete all’ordine del giorno una valutazione formale della governance.
Portate:
la documentazione relativa ai requisiti originariamente verificati;
gli atti sulla Consulta;
i dati economici e finanziari;
la gestione delle autobotti;
la vicenda Maddalusa;
gli atti relativi al rifornimento del canile;
la relazione interna sull’«errore» di Santa Rosa.
Poi discutete.
E decidete.
Non spetta a un giornale sostituirsi all’Assemblea né anticiparne l’esito.
Ma spetta certamente ai sindaci assumersi pubblicamente la responsabilità della loro posizione.
Nomi e voti
Questa volta chiediamo una cosa in più.
Voto nominale.
Ogni sindaco dica cosa pensa.
Chi ritiene che Nobile e l’attuale CdA abbiano lavorato bene, lo dica e ne spieghi le ragioni.
Chi ritiene che questa esperienza debba terminare, assuma nelle sedi competenti le iniziative previste dallo Statuto.
Così finalmente sapremo una cosa che oggi gli agrigentini hanno diritto di conoscere:
chi sostiene ancora questa governance.
Perché forse la domanda «chi protegge Nobile?» è persino sbagliata.
La domanda corretta è:
chi, potendo politicamente e istituzionalmente chiedere una verifica della governance, ritiene ancora che non sia necessario farlo?
L’«immunità» non esiste. La responsabilità dei sindaci sì
Danila Nobile non ha alcuna immunità.
Ha invece avuto, questo sì e documentalmente, una forte fiducia istituzionale da parte dell’Assemblea che l’ha nominata.
Nel luglio 2025 quella Assemblea scelse il CdA. Azienda Idrica Comuni Agrigentini
Nell’ottobre 2025 difese pubblicamente presidente e governance dalle nostre contestazioni. Azienda Idrica Comuni Agrigentini
Nel febbraio 2026 le confermò piena fiducia. Giornale Centro Sicilia
Da allora sono accadute molte cose.
Maddalusa.
Lo scontro sulle autobotti.
La richiesta di dimissioni del sindaco di Canicattì.
La presa di posizione di Controcorrente.
Il caso del canile.
E oggi Santa Rosa.
Per questo la domanda finale non la rivolgiamo più soltanto a Danila Nobile.
La rivolgiamo ai sindaci che rappresentano i proprietari di AICA:
dopo tutto questo, la vostra fiducia è ancora piena?
Se sì, ditelo pubblicamente e assumetevene la responsabilità.
Se no, utilizzate gli strumenti istituzionali a vostra disposizione.
Perché l’acqua degli agrigentini non appartiene a una presidente, a un CdA, a un sindaco, a un partito o a un giornale.
Appartiene ai cittadini.
E dopo oltre un anno di questa governance, sono proprio i cittadini ad avere diritto alla cosa più semplice:
sapere chi la sostiene ancora, perché la sostiene e sulla base di quali risultati.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

