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Agrigento, vi ricordate i “taxi volanti” di Alonge? Oggi, davanti al 2045 di Sodano, sembrano quasi una cosa seria

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Agrigento, vi ricordate i “taxi volanti” di Alonge? Oggi, davanti al 2045 di Sodano, sembrano quasi una cosa seria. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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sodano a new york

AGRIGENTO – Vi ricordate i “taxi volanti” di Dino Alonge?

Non erano inseriti nel suo programma elettorale e non erano una proposta amministrativa.

Fu una battuta pronunciata da Dino Alonge durante il confronto elettorale di Fontanelle, in una campagna nella quale si parlava del futuro di Agrigento e, soprattutto, dei conti lasciati dall’amministrazione uscente.

Una battuta che fece sorridere.

Alonge, in quel confronto, sostenne anche la tesi già espressa dal sindaco uscente Francesco Miccichè: nelle casse del Comune c’erano circa 44 milioni di euro.

Su quei 44 milioni Michele Sodano, una volta eletto sindaco, è intervenuto con parole durissime.

Era il 3 agosto 2026.

Sodano contestò pubblicamente la ricostruzione del suo predecessore, arrivando a definire «completamente fallace» l’informazione relativa ai 44 milioni se utilizzata per rappresentare quelle somme come denaro disponibile.

Poi sono arrivati gli atti.

E la relazione di inizio mandato della nuova amministrazione, sottoscritta dallo stesso sindaco, ha certificato che all’11 giugno 2026 il fondo di cassa del Comune di Agrigento ammontava a:

49.438.077,84 euro.

Non 44 milioni.

Quasi 49 milioni e mezzo.

Con una precisazione fondamentale: avere quasi 49,5 milioni in cassa non significa avere 49,5 milioni liberamente spendibili. La stessa relazione indica infatti 15.354.087,93 euro di cassa vincolata, mentre sulla situazione complessiva pesano impegni, residui, accantonamenti e il risultato di amministrazione.

Ma la liquidità esisteva.

Ed è curioso ricordare oggi quella campagna elettorale perché, a distanza di pochi mesi, i famosi “taxi volanti” di Alonge rischiano quasi di sembrare la parte meno futuristica del dibattito politico agrigentino.

Perché adesso siamo arrivati al 2045

Il sindaco Michele Sodano ha annunciato da New York un progetto ancora più ambizioso:

Agrigento dovrà puntare al 100% di energia rinnovabile entro il 2045.

Indipendenza energetica, transizione ecologica, emissioni drasticamente abbattute, una città proiettata verso un nuovo modello energetico.

Tutto bellissimo.

E sarebbe sbagliato ironizzare sull’obiettivo in sé.

La transizione energetica è una necessità reale e programmare una città pensando ai prossimi vent’anni è certamente legittimo.

Il problema è un altro.

Da quale Agrigento partiamo per arrivare all’Agrigento del 2045?

Perché mentre il sindaco guarda diciannove anni avanti, migliaia di cittadini continuano a guardare per terra per evitare le buche.

Sodano può programmare il 2045. Ma non potrà governare fino al 2045

C’è poi un dato elementare.

Michele Sodano è stato eletto nel 2026.

La legge prevede per un Comune delle dimensioni di Agrigento il limite ordinario di due mandati consecutivi.

Significa che, anche se venisse rieletto e completasse due intere sindacature, Sodano potrebbe amministrare consecutivamente Agrigento indicativamente fino al 2036.

L’obiettivo è fissato al 2045.

Nove anni dopo.

Questo non significa affatto che un sindaco non debba programmare oltre il proprio mandato.

Deve farlo.

Significa però che un obiettivo collocato diciannove anni nel futuro acquista valore amministrativo soltanto se viene accompagnato oggi da progetti, finanziamenti, cronoprogrammi, investimenti e risultati intermedi verificabili.

Altrimenti il 2045 diventa una data sufficientemente lontana perché nessuno degli attuali amministratori debba risponderne politicamente alla scadenza.

Ed è proprio questo che Agrigento deve evitare.

Nel 2045 energia rinnovabile. Nel 2026 ancora combattiamo per l’acqua

Per capire la distanza tra la città immaginata e quella reale non serve andare lontano.

Basta arrivare a Maddalusa.

Nel 2026 abbiamo raccontato cittadini costretti a combattere per qualcosa che nel XXI secolo dovrebbe essere scontato:

l’acqua.

Autobotti, ordinanze, fragili, riunioni, proteste, AICA, ATI, Comune, competenze che si rincorrono e cittadini che aspettano.

Una città che progetta l’indipendenza energetica del 2045 deve ancora risolvere nel 2026 il problema dell’approvvigionamento idrico di una parte del proprio territorio.

E allora la domanda non è contro le energie rinnovabili.

È esattamente il contrario.

Come può essere credibile un progetto così ambizioso se non riusciamo ancora a garantire pienamente i servizi essenziali?

Acqua, fogne, strade, illuminazione

Report Sicilia racconta ogni giorno una città molto diversa da quella rappresentata nei grandi appuntamenti internazionali.

Ci sono strade che cedono.

Vie che si allagano dopo poche ore di pioggia.

Quartieri che segnalano problemi di illuminazione.

Una rete idrica ancora interessata da lavori enormi.

Zone nelle quali l’approvvigionamento dell’acqua continua a rappresentare un problema.

Criticità fognarie.

Tombini e valloni che diventano argomento di discussione soltanto quando arriva il maltempo.

Manutenzione ordinaria che troppo spesso diventa emergenza straordinaria.

Questa è Agrigento.

Nel 2026.

Non nel 2045.

Prima di portarci nel 2045, fateci vedere cosa accadrà nel 2027

È qui che la politica dovrebbe abbandonare gli slogan.

Volete Agrigento al 100% rinnovabile?

Benissimo.

Allora dite alla città:

quanti impianti verranno realizzati entro il 2027?

Quanti entro il 2030?

Quanto costeranno?

Chi li finanzierà?

Su quali immobili comunali saranno installati?

Quanti megawatt verranno prodotti?

Quanto risparmierà annualmente il Comune?

Quale percentuale del fabbisogno energetico comunale sarà coperta nel 2030?

E soprattutto: quali risultati dell’attuale PAESC sono stati già raggiunti?

Perché Agrigento aveva già assunto un obiettivo importante: la riduzione delle emissioni entro il 2030.

Prima di raccontare il 2045 sarebbe interessante rendicontare pubblicamente il percorso verso il 2030.

Il problema non è sognare. È svegliarsi

Agrigento ha bisogno di una visione.

Ha bisogno di energie rinnovabili.

Ha bisogno di mobilità sostenibile.

Ha bisogno di innovazione.

Ma soprattutto ha bisogno che alle visioni seguano gli atti.

Perché abbiamo già visto troppe volte una politica capace di raccontare una città che ancora non esiste mentre quella reale continua ad aspettare.

Acqua.

Fognature.

Strade.

Illuminazione.

Manutenzione.

Non sono obiettivi poco ambiziosi.

Sono semplicemente ciò che distingue una città che funziona da una città che non funziona.

E allora torniamo a Fontanelle.

A quella battuta di Dino Alonge sui “taxi volanti”.

All’epoca fece sorridere.

Alonge, nello stesso confronto, sosteneva anche che nelle casse comunali ci fossero quei famosi 44 milioni dei quali parlava Miccichè.

Sodano, dopo essere diventato sindaco, contestò duramente quella rappresentazione.

Poi la sua stessa relazione di inizio mandato ha scritto nero su bianco che al momento dell’insediamento il fondo di cassa ammontava a quasi 49,5 milioni di euro.

Naturalmente cassa non significa disponibilità libera: è una distinzione contabile fondamentale.

Ma i soldi sul conto di tesoreria c’erano.

E questo dovrebbe insegnare almeno una cosa.

Prima di ridere delle parole degli altri, conviene aspettare gli atti.

Valeva per i 44 milioni.

Vale oggi per il 2045.

Noi non sappiamo se nel 2045 Agrigento sarà davvero alimentata al 100% da energie rinnovabili.

Sappiamo però cosa possiamo controllare molto prima.

Possiamo controllare cosa farà questa amministrazione nel 2027, nel 2028, nel 2029 e nel 2030.

Possiamo contare gli impianti realizzati, i finanziamenti ottenuti, i consumi ridotti e i risultati raggiunti.

E possiamo soprattutto guardare se, mentre prepara la città del 2045, l’amministrazione riesce finalmente a far funzionare quella del 2026.

Perché a quel punto potrebbe verificarsi il paradosso più divertente di tutta questa storia:

che i “taxi volanti” di Dino Alonge, nati come una battuta durante un confronto elettorale, finiscano per sembrare la cosa meno assurda che abbiamo sentito in questa campagna elettorale e nei mesi immediatamente successivi.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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