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Agrigento, un altro appalto sotto la lente della Procura: Sei indagati. Report Sicilia: «Temiamo che non sarà l’ultimo fascicolo sull’era Miccichè»

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Agrigento, un altro appalto sotto la lente della Procura: Sei indagati. Report Sicilia: «Temiamo che non sarà l’ultimo fascicolo sull’era Miccichè». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 6 min

Dalla rete idrica alla Mosella, adesso la videosorveglianza “San Leone in sicurezza”. L’inchiesta riguarda fatti tra dicembre 2024 e marzo 2025. Nessuna responsabilità può essere anticipata, ma la successione delle indagini impone una domanda politica e amministrativa sui cinque anni appena trascorsi a Palazzo dei Giganti

AGRIGENTO – Un altro appalto del Comune di Agrigento finisce al centro di un’inchiesta della Procura. E questa volta si tratta del progetto di videosorveglianza denominato “San Leone in sicurezza”, finanziato con risorse del Ministero dell’Interno e del valore di circa 250 mila euro.

La notizia è stata pubblicata oggi da Grandangolo Agrigento, che riferisce di sei persone indagate, tra dirigenti, funzionari comunali e imprenditori.

Le ipotesi di reato indicate dalla testata sono turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e subappalto illecito o non autorizzato.

È necessario precisarlo subito: si tratta di ipotesi investigative e le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. L’iscrizione nel registro degli indagati non equivale all’accertamento di una responsabilità.

Ma c’è un altro piano, quello politico-amministrativo, sul quale quanto sta accadendo merita di essere raccontato.

Sei indagati e fatti che risalgono alla precedente amministrazione

Secondo quanto riportato da Grandangolo, l’inchiesta coordinata dal procuratore capo Giovanni Di Leo e dal sostituto procuratore Elettra Consoli riguarderebbe fatti compresi tra dicembre 2024 e marzo 2025.

Sono dunque fatti collocati temporalmente durante l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Francesco Miccichè.

I sei indagati indicati dalla testata sono Alberto Avenia, ex dirigente del Comune di Agrigento; Gaspare Triassi, funzionario comunale; Gerlando Trupia, ingegnere dipendente comunale; gli imprenditori Angelo Sciumè e Giovanni Pitruzzella; e Vincenzo Burceri, geometra dipendente comunale.

Secondo la ricostruzione giornalistica, la Procura avrebbe chiesto una proroga delle indagini fino a marzo 2027.

Anche questo passaggio deve essere letto per ciò che è: una proroga serve a consentire la prosecuzione degli accertamenti e non costituisce una valutazione di colpevolezza degli indagati.

“San Leone in sicurezza”: quasi 250 mila euro

Il progetto non è sconosciuto alla città.

Nell’aprile 2025 veniva annunciata l’approvazione di tre progetti esecutivi per ampliare la videosorveglianza comunale grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Interno. Il primo era proprio “San Leone in sicurezza”, per 249.208 euro, destinato a installare sistemi di controllo in diversi punti della frazione balneare e della città. agrigentonotizie.it

Le telecamere avrebbero dovuto interessare, tra l’altro, il lungomare Falcone e Borsellino, piazzale della Madonnina, via Nettuno, piazza Marconi e altre aree strategiche. agrigentonotizie.it

Il progetto compare inoltre tra quelli del PON/POC Legalità del Ministero dell’Interno, con il Comune di Agrigento indicato quale beneficiario. ponlegalita.interno.gov.it

Secondo la ricostruzione pubblicata oggi, dopo il finanziamento ottenuto alla fine del 2024 il Comune avrebbe affidato l’appalto a una società romana, che avrebbe indicato quale consorziata esecutrice un’impresa di Favara.

È proprio sulle modalità di questa vicenda che adesso si concentra l’inchiesta.

Non è più soltanto una questione di singoli appalti

Ed è qui che Report Sicilia ritiene necessario allargare lo sguardo.

Perché il problema, ormai, non può essere raccontato semplicemente mettendo in fila una notizia giudiziaria dopo l’altra.

Prima la rete idrica.

Poi la Mosella.

Adesso “San Leone in sicurezza”.

Sono procedimenti distinti, con persone, fatti, contestazioni e responsabilità che devono rimanere rigorosamente separati. Sarebbe scorretto trasformare indagini differenti nella prova dell’esistenza di un unico sistema, quando questo non è stato accertato giudiziariamente.

Ma sarebbe altrettanto miope, sul piano giornalistico, non interrogarsi sulla gestione amministrativa degli appalti pubblici negli ultimi cinque anni.

Report Sicilia questa domanda l’aveva posta ben prima di quest’ultima notizia.

Il 15 novembre 2025 questa testata pubblicava un’inchiesta sulle modalità di affidamento adottate dal Comune, soffermandosi in particolare sul ricorso a procedure negoziate e sulla selezione degli operatori economici. Report Sicilia.it

E il 19 luglio scorso, parlando della Mosella, ponevamo un interrogativo molto preciso: siamo davanti al problema di una singola gara oppure occorre verificare più in profondità il funzionamento complessivo degli appalti del Comune di Agrigento? Report Sicilia.it

Oggi quella domanda acquista inevitabilmente maggiore peso.

Report Sicilia: «Pensiamo che possano emergere altri fascicoli. Ma saranno gli atti a dirlo»

Lo scriviamo chiaramente, distinguendo una nostra valutazione giornalistica dai fatti già accertati: riteniamo possibile che quello sulla videosorveglianza non sia l’ultimo procedimento destinato ad accendersi su atti, gare e affidamenti riconducibili ai cinque anni dell’amministrazione Miccichè.

Non è l’annuncio di un’indagine che conosciamo in anticipo e non è l’attribuzione di responsabilità penali a qualcuno.

È una previsione giornalistica, fondata sulla quantità di procedure amministrative che negli ultimi mesi sono state oggetto di attenzione giudiziaria e sulle anomalie e questioni che Report Sicilia ha documentato e continuerà a documentare attraverso gli atti.

Saranno eventualmente Procura, forze investigative e magistratura giudicante, ciascuna nel proprio ruolo, a stabilire se siano stati commessi reati e da chi.

A noi spetta un compito diverso: leggere determine, gare, affidamenti, varianti, subappalti, incarichi e pagamenti e porre le domande che la città ha diritto di porre.

Miccichè non è indagato in questa vicenda

Un punto deve essere altrettanto netto.

Dalle informazioni oggi disponibili non risulta che l’ex sindaco Francesco Miccichè sia tra i sei indagati di questa inchiesta.

E sarebbe quindi scorretto attribuirgli responsabilità penali che allo stato non risultano contestate.

Politicamente, però, i fatti oggetto degli accertamenti si collocano nel periodo in cui Miccichè era sindaco di Agrigento.

È dunque legittimo interrogarsi non sulla sua responsabilità penale — che è tutt’altra questione — ma sul funzionamento della macchina amministrativa durante il suo mandato, sui sistemi di controllo, sulla gestione degli appalti e sulle procedure adottate dagli uffici.

La responsabilità politica e amministrativa non coincide automaticamente con quella penale.

Ed è proprio mantenendo questa distinzione che si possono porre domande serie senza celebrare processi sui giornali.

La stagione delle inaugurazioni è finita, adesso parlano gli atti

Per cinque anni Agrigento ha sentito parlare di opere, finanziamenti, cantieri, Capitale italiana della Cultura e rilancio della città.

Oggi, conclusa quella stagione amministrativa, una parte di quelle procedure viene riletta attraverso documenti, fascicoli e accertamenti giudiziari.

Non significa che ogni appalto sia irregolare.

Non significa che ogni dirigente, funzionario o imprenditore che abbia lavorato con il Comune abbia qualcosa da nascondere.

Significa però che, quando diverse procedure pubbliche finiscono separatamente sotto attenzione giudiziaria, la trasparenza non può più essere uno slogan.

Servono gli atti.

Servono i nomi dei responsabili dei procedimenti.

Servono le determine.

Servono i verbali di gara.

Servono i subappalti autorizzati.

Servono le varianti.

Servono i pagamenti.

E soprattutto serve capire come siano stati spesi i soldi pubblici degli agrigentini e dello Stato.

Report Sicilia continuerà a farlo.

Perché dopo la rete idrica, dopo la Mosella e adesso dopo “San Leone in sicurezza”, la domanda non è più soltanto:

«Che cosa è successo in questo appalto?»

La domanda che poniamo è più ampia:

che cosa è realmente accaduto, sul fronte degli appalti e degli affidamenti pubblici, nei cinque anni dell’amministrazione Francesco Miccichè?

Noi continueremo a cercare la risposta negli atti.

E temiamo che “San Leone in sicurezza” non sarà l’ultimo fascicolo del quale saremo chiamati a scrivere.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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