Agrigento, murale sullo stabile monumentale di piazzale Rosselli: Rispetto per l’opera e le autorità, ma gli atti siano pubblici. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

La presenza delle istituzioni e la condivisione dell’iniziativa meritano il massimo rispetto. Proprio per questo devono essere conoscibili le autorizzazioni e le motivazioni che hanno consentito l’intervento sul bene tutelato. La stessa trasparenza è dovuta ai cittadini che chiedono acqua a Maddalusa.
L’opera di Sergio Criminisi, il suo significato civile, la presenza delle autorità e la loro condivisione dell’installazione meritano il massimo rispetto. Il murale inaugurato il 3 ottobre in piazzale Rosselli, donato dalla CGIL alla città, richiama la memoria delle vittime della mafia e parla alle nuove generazioni di diritti, responsabilità e futuro. Alla cerimonia hanno partecipato, fra gli altri, il sindaco Michele Sodano e il prefetto Salvatore Caccamo.
La richiesta di Report Sicilia è coerente con quei valori: rendere pubblici gli atti e le motivazioni che hanno consentito di realizzare il dipinto sul prospetto dello stabile monumentale di piazzale Rosselli.
Con quale provvedimento è stato autorizzato l’intervento? Dove è pubblicato? Quali valutazioni hanno consentito di ritenerlo compatibile con i vincoli dell’immobile?
La partecipazione delle autorità testimonia l’importanza attribuita all’iniziativa. La pubblicazione dei documenti permetterebbe ai cittadini di conoscere anche il percorso amministrativo che l’ha resa possibile.
Il precedente della finestra per i bagni
Secondo le informazioni raccolte dalla redazione, il murale è dipinto direttamente sul prospetto dello stabile regionale sottoposto a tutela monumentale. Nel progetto dei servizi igienici era prevista una finestra per l’aerazione dei locali, ma la Soprintendenza non ne avrebbe autorizzato l’apertura per ragioni di tutela.
Il documento relativo a quel diniego non è ancora stato acquisito dalla redazione. Chiediamo che sia reso consultabile insieme al progetto e ai provvedimenti riguardanti il murale.
Una finestra e un dipinto sono interventi differenti. Una decisione negativa sul primo non comporta necessariamente una decisione negativa sul secondo. Sono però le motivazioni tecniche e amministrative a dover spiegare questa differenza.
La cittadinanza deve poter leggere quali caratteristiche dell’intervento siano state valutate, quali condizioni siano state poste e come sia stata assicurata la tutela del prospetto.
I vincoli e le motivazioni delle decisioni
L’articolo 21 del Codice dei beni culturali prevede la preventiva autorizzazione della Soprintendenza per gli interventi sui beni culturali. La finalità artistica e commemorativa dell’opera non sostituisce il procedimento previsto dalla legge.
La Soprintendenza può autorizzare un intervento compatibile con la tutela. È quindi necessario conoscere come siano stati considerati i vincoli e attraverso quali motivazioni sia stata autorizzata l’opera.
Parlare di vincoli “superati” non significa necessariamente che siano stati derogati: potrebbe trattarsi di un intervento giudicato ammissibile nel loro rispetto. È proprio la lettura del provvedimento a consentire questa distinzione.
Nelle ricerche sulle pagine pubbliche indicizzate non abbiamo reperito un atto comunale specificamente riferito al murale. Questo non dimostra che i documenti non esistano. Chiediamo agli enti competenti di indicarne gli estremi e dove siano pubblicati o consultabili, rendendo disponibili anche il consenso dell’ente proprietario, il progetto approvato e le eventuali prescrizioni.
La stessa trasparenza è dovuta a Maddalusa
Questa richiesta assume un significato ancora più forte se guardiamo alla situazione delle famiglie di Maddalusa che denunciano di essere escluse dall’accesso all’acqua.
Da una parte, un intervento su uno stabile tutelato viene realizzato e condiviso pubblicamente dalle istituzioni. Dall’altra, una parte della popolazione agrigentina chiede un bene primario e vitale e si confronta con limiti e vincoli richiamati per giustificare le restrizioni.
Le discipline applicabili alle due vicende sono diverse. Il principio di trasparenza, invece, deve essere lo stesso.
Anche per l’acqua i cittadini devono poter conoscere quali decisioni siano state assunte, da chi, sulla base di quali norme e con quali motivazioni. Devono poter leggere gli atti che determinano le esclusioni e comprendere quali soluzioni siano state valutate e perché siano state accolte o respinte.
Non è accettabile che una famiglia debba ricostruire attraverso dichiarazioni, spiegazioni informali o versioni contrastanti le ragioni per cui non riesce ad accedere a un servizio essenziale.
La trasparenza serve a verificare se le regole siano applicate correttamente, se situazioni comparabili siano trattate con coerenza e quali margini esistano per risolvere i problemi.
Rispetto e trasparenza devono procedere insieme
Il rispetto per Criminisi, per l’opera, per i promotori e per le autorità presenti è pieno. La richiesta di pubblicare i provvedimenti non mette in discussione quel rispetto: dà concretezza ai valori celebrati dall’iniziativa.
Comune, Regione e Soprintendenza rendano conoscibili gli atti che hanno autorizzato il murale sullo stabile monumentale di piazzale Rosselli e le motivazioni relative ai vincoli. Gli enti competenti sul servizio idrico facciano altrettanto con le decisioni che incidono sull’accesso all’acqua a Maddalusa.
I cittadini hanno diritto di sapere come vengono prese le decisioni sul patrimonio pubblico. A maggior ragione devono poterlo sapere quando quelle decisioni riguardano un bene indispensabile alla vita.
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Fonte: Report Sicilia
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