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Agrigento, dopo le critiche a Sodano arriva il durissimo sfogo di Giò Di Falco. «Basta marketing da quattro soldi, avete tradito il cambiamento»

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Agrigento, dopo le critiche a Sodano arriva il durissimo sfogo di Giò Di Falco. «Basta marketing da quattro soldi, avete tradito il cambiamento». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 9 min

Dopo le polemiche sul video del sindaco con l’esperto internazionale di turismo sostenibile, Giò Di Falco pubblica due durissimi interventi su Facebook. Nel mirino Michele Sodano, le alleanze con i partiti tradizionali e il silenzio di Controcorrente e Ismaele La Vardera. «Il 72% dei voti era un mandato di rottura. Chi doveva vigilare ha abbassato la testa».

AGRIGENTO. Non si ferma la contestazione social nei confronti del sindaco Michele Sodano. Dopo i commenti degli agrigentini al video realizzato con Randy Durband, amministratore delegato del Global Sustainable Tourism Council, arriva un nuovo e durissimo intervento pubblico.

Questa volta a prendere posizione è Giò Di Falco, che attraverso due lunghi post pubblicati sul proprio profilo Facebook attacca frontalmente il primo cittadino e mette in discussione la coerenza politica del progetto Controcorrente.

Parole pesanti, quelle di Di Falco, che vanno ben oltre la critica a un video promozionale.

Al centro della contestazione c’è una domanda politica precisa.

Che fine ha fatto il cambiamento promesso agli agrigentini durante la campagna elettorale?

«ne abbiamo pieni i coglioni di questo marketing da quattro soldi»

Il primo intervento di Di Falco prende spunto proprio dal video pubblicato da Sodano insieme all’esperto internazionale di turismo sostenibile.

L’esordio non lascia spazio a interpretazioni.

«NE ABBIAMO PIENI I COGLIONI DI QUESTO MARKETING DA QUATTRO SOLDI».

Di Falco si rivolge direttamente al sindaco, prima in inglese e successivamente in italiano, contestando quella che considera una comunicazione costruita per impressionare i cittadini anziché affrontare i problemi reali.

«Credi davvero che basti un C2 d’inglese e una vetrina patinata per incantare ancora chi crede alla tua propaganda?»

Il riferimento è alla padronanza della lingua inglese e alla capacità comunicativa del primo cittadino, che secondo l’autore del post non possono sostituire la credibilità politica e i risultati amministrativi.

Ma il passaggio più significativo riguarda le promesse elettorali.

«Dopo aver incassato il 72% dei voti promettendo la rottura con il passato, oggi ti ritrovi ad abbracciare proprio quel vecchio sistema e quegli apparati di partito che dicevi di voler abbattere, pur di blindare le poltrone e rimanere al potere».

Un’accusa politica durissima, che riporta al centro del dibattito gli equilibri emersi negli ultimi mesi all’interno del Consiglio comunale.

il 72% dei voti e le alleanze con i partiti che dovevano rappresentare il passato

Nel secondo intervento Di Falco entra direttamente nelle dinamiche politiche dell’amministrazione comunale.

Il titolo scelto è altrettanto esplicito.

«CONTROCORRENTE: SETTANTADUE PER CENTO DI VOTO, ZERO PER CENTO DI COERENZA».

Secondo Di Falco, il sindaco avrebbe progressivamente abbandonato il progetto di discontinuità politica sul quale aveva costruito il proprio consenso elettorale.

L’autore richiama le intese sulle commissioni consiliari e i rapporti con esponenti dei partiti tradizionali.

Scrive infatti che Sodano avrebbe costruito nuovi equilibri attraverso accordi con Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana, richiamando anche i rapporti con esponenti riconducibili a Forza Italia.

«Per governare ha dovuto trattare con il vecchio sistema. La legalità era la clava elettorale, la gestione è diventata ordinaria».

Una valutazione politica che coincide con diversi interrogativi già sollevati da Report Sicilia nelle scorse settimane.

Abbiamo più volte evidenziato come il progetto presentato agli elettori come alternativa ai tradizionali schieramenti politici abbia progressivamente dovuto confrontarsi con gli stessi partiti che, durante la campagna elettorale, venivano indicati come espressione del sistema da superare.

La questione non riguarda la legittimità del confronto tra forze politiche, che appartiene alla normale dialettica democratica.

Riguarda la coerenza tra ciò che è stato promesso agli elettori e ciò che viene realizzato una volta conquistata la guida della città.

il caso Crosta e le domande rimaste aperte

Di Falco torna anche sulla vicenda dell’ex vicesindaco Crosta, che aveva provocato forti tensioni politiche all’interno della maggioranza.

Nel suo intervento ricorda la questione dell’immobile di Zingarello, le polemiche sulla pratica edilizia e le successive dimissioni.

L’autore sostiene che, dopo l’uscita di Crosta dalla giunta, la vicenda sarebbe progressivamente scomparsa dal dibattito politico.

«Se la legalità valeva per Crosta, doveva valere per tutti».

Un’affermazione che richiama direttamente il tema della coerenza amministrativa.

Naturalmente le contestazioni relative all’immobile e alle procedure edilizie devono essere valutate dagli organi competenti, senza anticipare conclusioni su eventuali responsabilità.

Resta però una questione politica.

Il principio di legalità, continuamente richiamato durante la campagna elettorale, deve essere applicato con gli stessi criteri a tutte le situazioni.

Non può diventare un argomento da utilizzare soltanto quando conviene politicamente.

la SRR, il teatro Pirandello e gli equilibri con il centrodestra

Particolarmente significativo il riferimento alla SRR e alla Fondazione Teatro Pirandello.

Di Falco richiama il ruolo di Vito Terrana alla presidenza della SRR e le scelte che hanno interessato la governance del teatro cittadino.

Sono vicende sulle quali Report Sicilia è già intervenuto, evidenziando come la proclamata discontinuità politica non abbia necessariamente prodotto un cambiamento degli equilibri nei principali organismi del territorio.

La questione della SRR è particolarmente rilevante.

Il sindaco Sodano ha espresso il proprio voto favorevole all’elezione di Vito Terrana, esponente della Democrazia Cristiana, alla presidenza dell’organismo.

Una scelta politica che merita di essere letta alla luce delle posizioni espresse in campagna elettorale contro i tradizionali apparati partitici.

Anche sul Teatro Pirandello sono emersi elementi di continuità con la precedente gestione.

Ed è proprio su questi passaggi che Di Falco chiede spiegazioni.

Non si tratta soltanto di stabilire chi occupi una determinata posizione.

Si tratta di comprendere quale progetto politico e amministrativo stia realmente guidando le scelte del sindaco.

l’attacco a La Vardera e il silenzio di Controcorrente

Il passaggio politicamente più significativo del secondo intervento riguarda Ismaele La Vardera e il movimento Controcorrente.

Di Falco si domanda quale posizione abbia assunto il movimento rispetto alle scelte compiute ad Agrigento.

«La Vardera non ha detto una parola su Terrana, sulla SRR, sul CDA del teatro Pirandello, sulle commissioni con Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, né sulla foto di ieri sera. È SCOMPARSO!»

Si tratta di un’accusa politica formulata dall’autore del post, che pone una questione sulla quale sarebbe utile conoscere direttamente la posizione di La Vardera.

Il movimento Controcorrente ha costruito una parte importante della propria identità sulla denuncia dei vecchi sistemi di potere, sulla trasparenza e sulla necessità di rompere con determinate pratiche politiche.

Ma cosa accade quando un sindaco sostenuto da quel progetto politico si confronta con gli stessi partiti duramente contestati a livello regionale?

È possibile denunciare pubblicamente Democrazia Cristiana, Forza Italia e Fratelli d’Italia e poi considerare normali le intese politiche che coinvolgono quelle stesse forze ad Agrigento?

Sono interrogativi che Report Sicilia ha già posto in precedenti articoli e che oggi trovano spazio anche nelle riflessioni pubbliche di altri cittadini.

«chi ha promesso di cacciare i mercanti dal tempio ha finito per sedersi al loro tavolo»

Di Falco utilizza un’espressione particolarmente significativa.

«Chi ha promesso di cacciare i mercanti dal tempio ha finito per sedersi al loro tavolo».

Il riferimento è evidente.

Durante la campagna elettorale il cambiamento veniva presentato come una rottura rispetto ai tradizionali equilibri politici.

Oggi, secondo la lettura critica proposta da Di Falco, quella rottura avrebbe lasciato spazio a una progressiva normalizzazione.

L’autore conclude ponendo una domanda che riguarda direttamente il futuro di Controcorrente.

«Oggi la domanda non è più se Sodano rappresenti Controcorrente. Di sicuro non rappresenta gli onesti che ha preso in giro. È se Controcorrente rappresenti ancora qualcosa o se sia solo un marchio da spendere in campagna e da dimenticare in giunta».

Parole che chiamano direttamente in causa la credibilità del movimento e la sua capacità di mantenere una linea politica coerente anche quando si tratta di amministrazioni alle quali è legato.

dalle promesse di rivoluzione alla gestione del potere

Il punto centrale sollevato da Di Falco non è nuovo.

È lo stesso che Report Sicilia continua a porre da settimane.

Ad Agrigento si era promesso un cambiamento radicale.

Una nuova classe dirigente, un nuovo modo di amministrare, una rottura con gli apparati politici tradizionali.

Ma la composizione degli equilibri consiliari, le scelte negli organismi partecipati e le intese sulle commissioni hanno alimentato interrogativi sulla reale portata di quella discontinuità.

Naturalmente governare una città richiede dialogo istituzionale e capacità di costruire maggioranze.

Nessuno può pretendere che un sindaco rinunci al confronto democratico.

Ma se il consenso elettorale è stato costruito contrapponendosi a determinati sistemi politici, diventa necessario spiegare ai cittadini perché oggi si scelga di collaborare proprio con quelle forze.

Non basta sostenere che tutto venga fatto nell’interesse della città.

Bisogna dimostrarlo attraverso scelte trasparenti e risultati amministrativi.

Sodano e La Vardera, adesso servono risposte

I due interventi di Giò Di Falco rappresentano una critica politica particolarmente severa, che si aggiunge alle contestazioni pubblicate da numerosi cittadini sotto il video del sindaco.

Non dimostrano, da soli, quale sia l’opinione dell’intera città.

Ma evidenziano l’esistenza di un malcontento che non può essere ignorato.

Da una parte ci sono i cittadini che chiedono servizi, pulizia, manutenzione e interventi concreti.

Dall’altra ci sono quanti contestano la distanza tra le promesse elettorali e le successive scelte politiche.

Sono due aspetti della stessa questione.

La credibilità di un’amministrazione non si misura soltanto attraverso la capacità di comunicare.

Si misura attraverso la coerenza delle decisioni e i risultati ottenuti.

Michele Sodano dovrebbe spiegare agli agrigentini quale sia oggi il rapporto politico con i partiti che aveva promesso di superare.

E Ismaele La Vardera dovrebbe chiarire se considera le scelte compiute ad Agrigento coerenti con i principi sui quali ha costruito il progetto Controcorrente.

Perché la discontinuità non può essere rivendicata soltanto durante le campagne elettorali.

Deve trovare riscontro anche nell’esercizio quotidiano del potere.

Report Sicilia continuerà a documentare le scelte amministrative e politiche, distinguendo i fatti dalle opinioni e garantendo spazio alle eventuali repliche degli interessati.

Il cambiamento non può essere soltanto un marchio elettorale. E la coerenza non può diventare un principio da applicare agli avversari e dimenticare quando si governa.

È questo, al di là dei toni durissimi utilizzati, il nodo politico sollevato da Giò Di Falco.

Un nodo sul quale il sindaco Sodano e il movimento Controcorrente farebbero bene a fornire risposte chiare.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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