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Agricoltori della Valle del Belice chiedono aiuto a Schifani e Sammartino: “Basta elemosina

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Agricoltori della Valle del Belice chiedono aiuto a Schifani e Sammartino: “Basta elemosina. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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“Rifiutiamo i cento milioni di euro previsti per arginare la crisi del grano, siamo contrari a qualsiasi forma di elemosina”: lo affermano gli agricoltori della Valle del Belice, rivolgendosi al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, all’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino e a tutto il Governo. 
A parlare, nello specifico, sono i Comitati Spontanei Uniti, Salute e Territorio e l’associazione “Presidio Gulfa”: realtà associative accomunate dalla rabbia per l’attuale situazione in cui versa la cerealicoltura nell’isola. 

 

“Abbiamo buttato all’aria il cappellino da mendicanti – affermano – e sottolineiamo che quei cento milioni di euro servono solo a qualche organizzazione sindacale e a intascare alcuni milioni di euro per le pratiche: necessari come il pane alla politica, in previsione dell’ormai prossima campagna elettorale”.
“Non servono di certo – proseguono – agli agricoltori che ne avrebbero la solita mancetta di scambio per la prossima campagna elettorale: è già partita, infatti, la stomachevole gara degli interessati alla rielezione”.
“Li ringraziamo per l’interessamento  – dicono – ma diciamo loro: no, grazie”. 
Gli agricoltori stigmatizzano l’assenza di politiche istituzionali adeguate nei loro confronti. 
“Aspettare anni per qualche decina di euro – si legge in una nota siglata dagli stessi –  é solo un’offesa spudorata all’intelligenza”. 
La categoria punta il dito contro “le norme europee, la globalizzazione, i mercati, le regole asfissianti, la burocrazia elefantiaca”.
“Siamo convinti che per noi sia una montagna insuperabile – osservano – ma il risultato é questo da decenni e non solo per il grano a 20 centesimi: anche per l’olio, il vino, l’ortofrutta, gli agrumi, la pesca e tutto quello che gira attorno al mondo produttivo della nostra terra”. 
“Protestare potrebbe anche non servire – aggiungono  – ma farsi prendere in giro equivale alla pezza che é peggio del buco: probabilmente l’estate sarà ancora più calda del previsto ma é fuori da ogni dubbio che ciò non ci fermerà dal far sentire la nostra presenza come pungolo alla campagna elettorale”.
“Ognuno per il ruolo che ricopre – concludono –  per una volta faccia seriamente la sua parte: seguiranno iniziative già in fase di organizzazione”. 

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Fonte: Report Sicilia

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