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Agrigento – Acqua e disservizi: don Marco Damanti interroga i sindaci dell’ATI e AICA

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Agrigento – Acqua e disservizi: don Marco Damanti interroga i sindaci dell’ATI e AICA. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Torna a far sentire la sua voce sul tema dell’acqua don Marco Damanti, sacerdote noto per il suo impegno civile e sociale. Il religioso pone al centro della riflessione i disservizi idrici che continuano a colpire i cittadini della provincia di Agrigento e si interroga sul ruolo dell’Assemblea Territoriale Idrica (ATI) e del gestore AICA.
«La domanda nasce spontanea: dove sono i sindaci che fanno parte dell’ATI Idrica? – scrive don Marco –. Sono perplesso del fatto che forse gli stessi Sindaci non sappiano qual è il loro compito all’interno dell’ATI e nella gestione di AICA».
Il ripasso sui compiti dell’ATI
L’Assemblea Territoriale Idrica di Agrigento è l’ente di governo d’ambito che pianifica, organizza e controlla le attività del Servizio Idrico Integrato affidato ad AICA (Azienda Idrica Comuni Agrigentini).
Tra i suoi compiti principali:

Controllo e vigilanza sulle attività tecniche, amministrative e di gestione di AICA;
Indirizzo e programmazione: detta le linee guida strategiche, approva gli atti di pianificazione e stabilisce le tariffe;
Affidamento del servizio: regola l’affidamento in house ad AICA, garantendo l’unicità della gestione;
Misure tariffarie e agevolazioni: delibera interventi e proposte di sconto per gli utenti.

Le critiche di don Damanti
Secondo il sacerdote, AICA non solo risulta inefficiente, ma genera anche malessere sociale tra tutte le fasce della popolazione. «L’ATI Idrica (cioè i Sindaci) che fa? Dorme – prosegue –. Si sono puliti la coscienza nell’ultimo incontro con lo sgravio sulla tassa annuale dei Contratti virtuali».
Don Marco si rivolge anche al Prefetto di Agrigento, di cui dichiara di stimare la persona: «Di fronte al dramma dei grandi disservizi quotidiani, cosa sta facendo? Manca sicurezza, ordine e stabilità di un diritto come l’acqua, che viene sempre a mancare».
E conclude con una frase secca: «Mi fa paura la coscienza che dorme, soprattutto quella delle Istituzioni».

Giovanni Blanda

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Fonte: feeds2.feedburner.com

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