Agrigento – Aica, altri 11,5 milioni da pagare: una nuova sconfitta per Nobile, agli utenti non bastano più le favole. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il pronunciamento del Tribunale di Palermo riporta al centro la fragilità finanziaria dell’azienda. La richiesta di Siciliacque viene accolta parzialmente, ma resta un pagamento pesantissimo. La presidente deve spiegare come intende affrontarlo e garantire il servizio ai cittadini.
Un’altra battuta d’arresto per AICA e per la gestione della presidente Danila Nobile. Secondo quanto riportato da Grandangolo Agrigento, il Tribunale di Palermo, sezione imprese, ha disposto il pagamento a Siciliacque di 11.501.441,94 euro, nell’ambito del contenzioso sulle forniture idriche non pagate.
Una cifra che impone risposte concrete. Perché dietro i contenziosi, le strategie difensive e le rassicurazioni ci sono gli utenti: cittadini che chiedono acqua, continuità del servizio e chiarezza sull’impiego delle risorse.
La richiesta iniziale di Siciliacque ammontava a 12.444.815,47 euro, oltre agli interessi di mora previsti dalla convenzione stipulata nel 2009 con Girgenti Acque. Secondo la ricostruzione pubblicata, il giudice ha accolto solo parzialmente l’istanza, escludendo gli interessi di mora maturati da settembre 2021 in poi e sottraendo un pagamento di 743.373,53 euro già effettuato da AICA durante il giudizio.
Un ridimensionamento della pretesa economica, dunque, ma resta un ordine di pagamento superiore a undici milioni e mezzo di euro, dichiarato provvisoriamente esecutivo, con l’aggiunta del rimborso delle spese di lite.
La difesa di AICA aveva contestato anche l’inquadramento dell’acquedotto Favara di Burgio, sostenendo che, essendo interamente ricadente nel territorio agrigentino, fosse stato erroneamente inserito tra i beni in concessione a Siciliacque e non dovesse essere considerato un acquedotto di sovrambito. Un’argomentazione che, secondo la fonte, non è stata accolta in questa fase, pur restando possibile un successivo approfondimento.
Il pronunciamento non va quindi presentato come una decisione definitiva su ogni questione controversa. Ma il suo effetto immediato pesa: AICA deve affrontare un’esposizione economica enorme.
È su questo terreno che la presidente Nobile deve rispondere. Non sarebbe corretto attribuirle automaticamente l’origine di tutti i debiti, che riguardano anche periodi precedenti al suo insediamento. È invece pienamente legittimo chiedere conto di come l’attuale vertice li abbia affrontati, delle soluzioni individuate e dei risultati ottenuti.
Per Report Sicilia, questa vicenda rafforza un giudizio editoriale severo: una gestione fallimentare nel rapporto tra rassicurazioni e risultati, soprattutto dal punto di vista degli utenti. Chi vive le difficoltà del servizio non può continuare ad accontentarsi di racconti rassicuranti mentre i problemi finanziari restano aperti e arrivano nuovi provvedimenti di pagamento.
Le “favole”, nel senso politico ed editoriale del termine, sono proprio questo: una rappresentazione tranquillizzante che deve ancora dimostrare di corrispondere a una soluzione concreta.
Da dove arriveranno gli undici milioni e mezzo? Esiste un piano finanziario sostenibile? Quali conseguenze potrà avere questo pagamento sulla manutenzione, sugli investimenti e sulla continuità dell’approvvigionamento? Quali informazioni sono state trasmesse ai Comuni soci?
Sono domande alle quali servono documenti, cifre e scadenze.
Definire questa presidenza la peggiore richiederebbe un confronto documentato con tutte le gestioni precedenti. Giudicarla gravemente insufficiente nei confronti degli utenti è invece una valutazione editoriale che questa nuova battuta d’arresto rende ancora più pressante.
La presidente Nobile spieghi come intende affrontare il pagamento e quali risultati verificabili può garantire. E i sindaci soci esercitino finalmente un controllo pubblico e trasparente.
L’acqua è un bene primario. Gli utenti hanno diritto a un servizio affidabile e alla verità sui conti: le rassicurazioni, da sole, non riempiono né le casse di AICA né i serbatoi delle famiglie.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

