Agrigento – Andrea Camilleri è di Porto Empedocle, ma tutto passa sempre da Roma …. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo

Ieri ricorreva il settimo anniversario dalla morte di Andrea Camilleri. Aldilà delle ormai consuete iniziative autocelebrative organizzate da chi ne narra le gesta o sfrutta a fini di ristorazione turistica il nome, nulla continua a legare Porto Empedocle con uno dei suoi figli più illustri. E Roma la “casa” in cui riposa non solo la salma dello scrittore, ma anche tutto quanto ruota intorno al business milionario gestito dai diretti discenti. Tutto lecito, beati loro. Quello che lascia sempre perplessi è che Porto Empedocle non è sede di alcun ente, istituzione direttamente legata a quanto ruota intorno – appunto – al business. Un esempio lampante, plastico: Per conservare l’archivio e la biblioteca dello scrittore è stata costituita dalla famiglia l’Associazione Fondo Andrea Camilleri con sede a Roma nel quartiere Prati, dove lo scrittore ha vissuto dagli anni Cinquanta fino al giorno della sua scomparsa.
Il Fondo ha come principio ispiratore e obiettivo la tutela della sua eredità culturale e si propone come spazio identitario e qualificato per la conoscenza della sua opera di scrittore, autore teatrale e radiofonico, regista, intellettuale e figura pubblica. Le finalità dell’Associazione, previste dallo Statuto, sono:
a) promuovere ricerche originali e pubblicazioni di carattere documentario e critico relative alla vita e all’opera di Andrea Camilleri e alla sua presenza nella cultura italiana e internazionale
b) curare la raccolta e la pubblicazione di opere inedite di Andrea Camilleri;
c) censire, schedare e informatizzare la documentazione e il patrimonio librario conservato nel Fondo Andrea Camilleri così da renderlo disponibile ai fini della ricerca;
d) censire materiale documentario edito e inedito, con la finalità di completare il quadro informativo sulla opera e sulla attività di Andrea Camilleri nei vari contesti in cui ha operato (cultura letteraria, teatrale, mezzi di comunicazione);
e) promuovere la stampa di pubblicazioni, articoli, libri, recensioni e atti vari inerenti la documentazione conservata;
f) porre in essere le opportune iniziative per ricordare con scritti, conferenze, convegni, l’opera e la produzione artistica dello scomparso scrittore;
g) promuovere annualmente premi per le migliori tesi di laurea su Andrea Camilleri e per opere ed iniziative conformi alle finalità dell’associazione;
h) istituire borse di studio per giovani scrittori;
i) favorire ogni altra iniziativa conforme al proprio fine.
Presidente
Andreina Camilleri
Vicepresidente e Tesoriere
Mariolina Camilleri
Segretario
Elisa Camilleri
Coordinamento Archivio e Biblioteca
Patrizia Severi
Sede
Via Filippo Corridoni, 21 – 00195 Roma
Come si legge dal sito ufficiale “il lavoro del Fondo avviato all’inizio del 2021 con il recupero e l’ordinamento dell’archivio, prevede l’allestimento della biblioteca e la sua catalogazione, la digitalizzazione di alcune sezioni dell’archivio, l’organizzazione dei servizi per la consultazione e fruizione, la realizzazione di progetti di ricerca e iniziative culturali anche in collaborazione con enti e istituzioni che conservano patrimoni documentari collegati al lavoro e all’opera di Camilleri.
In questa prospettiva le attività che intende realizzare, con una programmazione a medio e lungo termine, saranno orientate dalle metodologie e dalle prassi istituzionali previste per la conservazione, il trattamento e la valorizzazione del patrimonio culturale
Il Fondo nasce quindi come un progetto culturale, con l’obiettivo di ampliare il campo dell’analisi storico-letteraria sull’opera di Camilleri con nuove fonti di studio e nuovi strumenti di ricerca, ma anche e soprattutto come luogo dove promuovere iniziative rivolte al pubblico e alla collettività. In questa prospettiva, la condivisione e la fruibilità del patrimonio costituito dalle sue carte e dal percorso umano e intellettuale che le ha prodotte in un processo di sedimentazione che attraversa molta parte del Novecento e ne incrocia vicende, esperienze e protagonisti, si declina in un’azione rivolta agli studiosi e alla collettività, in una concezione del lavoro culturale e artistico come bene comune”. Tutto molto bello, avrebbe detto Bruno Pizzul. Come ogni anno, ormai da tradizione, ci si chiede – senza risposta – come mai gli eredi Camilleri non intendano rinsaldare ulteriormente il legame con Porto Empedocle, cedendo alla terra natìa dell’illustre congiunto, una parte della grande macchina didattica, comunicativa lasciata loro in eredità e “limitata” ai soli confini capitolini?. Uno stimolo in tal senso potrebbe partire dall’amministrazione comunale empedoclina, occupata a fare le nozze coi fichi secchi, a causa di un collasso economico finanziario che pare non avere fini.
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Fonte: Report Sicilia
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