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Agrigento – Aragona rivive il 31 luglio 1665: una rievocazione storica racconta l’arrivo dei Padri Mercedari

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In occasione della Festa della Madonna della Marcede, Aragona si prepara a fare un emozionante viaggio nel tempo. Sabato 1 agosto, a partire dalle 18.30, al Palazzo Principe, il Corteo storico ” La corte dei Principi Naselli”, riporterà in vita una delle pagine più significative della propria storia. Attraverso una suggestiva rievocazione storica, il pubblico sarà accompagnato nel cuore del 31 luglio 1665, giorno in cui prese forma un evento destinato a segnare profondamente la vita religiosa, sociale e culturale della comunità aragonese: l’arrivo dei Padri Mercedari.

Ecco il programma 

 

La rievocazione si aprirà con una narrazione coinvolgente che immergerà gli spettatori nell’atmosfera dell’Aragona del Seicento. Sarà un racconto fatto di immagini, musica e interpretazioni teatrali, capace di ricostruire il clima di un’epoca in cui il destino di un’intera comunità si intrecciava con quello della nobiltà, della Chiesa e del popolo.

In scena sfileranno i protagonisti di quella storica giornata. Aprirà il corteo Don Baldassarre IV Naselli, barone di Casalnuovo e governatore della terra di Aragona, figlio del principe Luigi I Naselli, colui che nel 1625 aveva ottenuto l’elevazione della baronia a Principato. Accanto a lui saranno rappresentati altri illustri esponenti della nobiltà siciliana dell’epoca, tra cui Don Gastone Bellacera, signore di Comitini e Pedagaggi, e Don Bartolomeo Galifi, barone di Ranciditi, accompagnati dalle eleganti nobildonne della corte.

Ma la vera protagonista della rievocazione sarà la storia di un incontro tra potere civile e fede religiosa. Tra gli applausi entreranno in scena i *Padri Mercedari*, con il loro saio bianco simbolo di purezza e di dedizione, accolti dalla popolazione e dai giurati della terra di Aragona.

Figura centrale dell’evento sarà *Don Giacinto Garufo*, già arciprete della Chiesa Madre e consultore del Tribunale del Sant’Uffizio della Santa Inquisizione. Uomo di grande cultura, profonda fede e straordinaria capacità diplomatica, fu lui a promuovere e sostenere il progetto della fondazione del convento, riuscendo a convincere il principe Baldassarre Naselli a realizzare un’opera destinata a cambiare il volto spirituale della città.

La rievocazione ricostruirà anche il momento della stipula dell’accordo tra il principe e i Padri Mercedari, con il giuramento davanti al notaio Chiarelli. Un atto che non rappresentava soltanto una donazione, ma un vero patto di reciproco impegno: da una parte la famiglia Naselli metteva a disposizione la chiesa e le rendite necessarie al sostentamento del convento; dall’altra i frati si impegnavano a garantire la presenza stabile della comunità religiosa, l’assistenza spirituale ai fedeli e la custodia della chiesa.

L’accordo prevedeva anche precise condizioni: il convento avrebbe dovuto ospitare dodici religiosi, tra sacerdoti, chierici e laici, affinché la presenza mercedaria diventasse un punto di riferimento costante per la crescita religiosa della popolazione aragonese.

Il momento culminante sarà rappresentato dall’ingresso di *Don Baldassarre Naselli*, interpretato come un uomo profondamente mosso dalla devozione verso la Madonna del Rosario. Attraverso la sua decisione di affidare ai Mercedari la chiesa costruita dal padre e di sostenerne economicamente l’opera, emergerà il significato più autentico di quella scelta: lasciare un’eredità spirituale destinata a durare nei secoli.

La manifestazione non sarà soltanto una rappresentazione teatrale, ma un’occasione per riscoprire le proprie radici e comprendere come la storia abbia modellato l’identità di Aragona. Attraverso costumi d’epoca, musiche, narrazione e personaggi storici, il pubblico potrà rivivere una vicenda che ancora oggi appartiene alla memoria collettiva della comunità.

Un appuntamento che unisce cultura, tradizione e senso di appartenenza, restituendo vita ai protagonisti di un passato che continua a parlare al presente e ricordando come la fondazione del Convento del Rosario abbia rappresentato uno dei momenti più importanti nella storia della città di Aragona.

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Fonte: Scrivo Libero

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