Agrigento, B&B senz’acqua davanti al Comune: Otto prenotazioni già perse, ora rischia di cancellare le prossime. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Non è più soltanto il danno economico già subito. Adesso c’è il rischio concreto che una piccola struttura ricettiva nel cuore di Agrigento sia costretta a cancellare anche le prenotazioni dei prossimi giorni. E basta una recensione negativa, magari scritta da un turista che si ritrova senza acqua in pieno agosto, per compromettere il lavoro costruito negli anni.
La vicenda che abbiamo raccontato nelle scorse ore si aggrava.
La struttura extralberghiera gestita da Alessandra, in piazza Pirandello, proprio di fronte al Palazzo di Città, continua a fare i conti con una situazione che per chi lavora nel turismo è semplicemente insostenibile: l’acqua non arriva regolarmente e la riserva disponibile non consente di garantire agli ospiti neppure i servizi essenziali.
Le immagini parlano da sole: taniche e bidoni all’interno della struttura e un rubinetto dal quale esce appena un filo d’acqua.
Non stiamo parlando di una casa chiusa per ferie o di un disagio che può essere affrontato rinviando una lavatrice. Stiamo parlando di un’attività economica che deve accogliere persone che hanno pagato per trascorrere alcuni giorni ad Agrigento e alle quali devono essere garantiti bagno, doccia, pulizia delle camere e servizi igienici.
Otto prenotazioni cancellate. Il danno sale a circa 1.200 euro
Il primo bilancio parlava di circa mille euro di mancati introiti. Con il trascorrere delle ore, il danno economico stimato è salito a circa 1.200 euro.
Otto prenotazioni cancellate fino ad oggi, tutte nel periodo a cavallo di Ferragosto.
Per una struttura di appena due camere non sono numeri marginali. Agosto rappresenta uno dei periodi nei quali una piccola attività ricettiva dovrebbe riuscire a recuperare almeno in parte i costi sostenuti durante l’anno.
Ma il problema, adesso, non sono neppure soltanto quei 1.200 euro.
Il vero dramma è ciò che potrebbe accadere da domani.
Se non esiste la certezza di poter garantire l’acqua, come può Alessandra continuare ad accettare prenotazioni?
Come può far arrivare una famiglia, una coppia o un turista straniero sapendo che potrebbe non essere in grado di garantirgli una doccia o persino il normale utilizzo dei servizi igienici?
A quel punto rimane una sola possibilità: cancellare preventivamente le prenotazioni future.
Ed è qui che il danno può diventare molto più grande.
Basta una recensione per mettere in ginocchio anni di lavoro
C’è poi un aspetto che chi amministra una città che vuole vivere di turismo dovrebbe conoscere molto bene.
Oggi una struttura ricettiva vive anche della propria reputazione sulle piattaforme di prenotazione.
Puoi investire negli arredi, nella pulizia, nell’accoglienza, nella promozione e nella qualità del servizio. Ma se un turista arriva ad Agrigento in pieno agosto e si ritrova senz’acqua, difficilmente distinguerà fra responsabilità del gestore della struttura, del gestore idrico o delle istituzioni.
Scriverà semplicemente ciò che ha vissuto.
E può bastare una recensione pesantemente negativa per abbassare la valutazione della struttura e condizionare le scelte dei clienti successivi.
Per una piccola attività, una recensione del genere può significare altre prenotazioni perse per settimane o mesi.
Ed ecco perché il danno non può essere misurato soltanto contando gli euro delle prenotazioni già cancellate.
C’è un danno economico immediato, un possibile danno futuro e soprattutto un danno d’immagine che rischia di ricadere su chi non ha alcuna responsabilità nella mancata erogazione dell’acqua.
La beffa: tutto accade davanti a Palazzo dei Giganti
C’è poi un particolare che rende questa storia quasi paradossale.
Dalle finestre della struttura si vede Palazzo dei Giganti, sede del Comune di Agrigento.
Pochi metri.
Da una parte il Municipio di una città che vuole puntare sul turismo; dall’altra una piccola imprenditrice che, nel periodo più importante dell’estate, è costretta a tenere taniche e recipienti dentro il B&B per tentare di garantire l’acqua agli ospiti.
Alessandra ci aveva raccontato di avere una riserva di circa 3.000 litri, diventata insufficiente dopo il salto dei turni di distribuzione.
Aveva inoltre riferito di avere contattato AICA e prenotato un rifornimento con autobotte nel pomeriggio del 14 agosto, senza però ricevere il rifornimento richiesto.
Nel frattempo aveva cercato di arrangiarsi.
Agli ospiti già presenti erano stati consegnati dei bidoni.
Una scena che dovrebbe fare riflettere chiunque abbia responsabilità nella gestione e nella promozione turistica della città.
Il turismo non si costruisce soltanto con gli slogan
Agrigento continua a discutere di turismo, destagionalizzazione, presenze, promozione e rilancio del centro storico.
Ma prima delle campagne pubblicitarie vengono i servizi.
Acqua, pulizia, mobilità, sicurezza e decoro non sono dettagli: sono la base dell’offerta turistica.
Un imprenditore può rifare le camere, migliorare l’accoglienza e investire i propri soldi. Non può però sostituirsi al sistema pubblico e al gestore del servizio idrico.
E soprattutto non può spiegare a un turista che ha attraversato centinaia o migliaia di chilometri che per fare una doccia deve aspettare il prossimo turno di distribuzione.
E adesso chi risarcisce il danno?
La domanda, a questo punto, diventa inevitabile.
Chi risarcirà Alessandra per le prenotazioni già cancellate?
E soprattutto: chi risarcirà l’eventuale perdita delle prenotazioni future?
Chi risponderà se arriveranno recensioni negative che comprometteranno la reputazione della struttura?
E ancora: quante altre attività ricettive di Agrigento stanno vivendo la stessa situazione senza avere il coraggio di denunciarla pubblicamente per paura di essere accusate di danneggiare l’immagine della città?
Perché raccontare che ad Agrigento esiste un problema idrico non significa danneggiare Agrigento.
Il danno alla città lo provoca il problema, non chi lo racconta.
Una piccola imprenditrice lasciata con le taniche
Alessandra aveva anche segnalato pubblicamente la propria situazione al sindaco, chiedendo semplicemente di capire chi dovesse tutelare il suo diritto a lavorare.
Intanto le ore passano.
Il conto delle cancellazioni è arrivato a otto, il danno stimato è ormai di circa 1.200 euro e, senza garanzie sulla disponibilità dell’acqua, potrebbe essere necessario rinunciare anche alle prenotazioni in arrivo.
Questa è forse la fotografia più amara dell’estate agrigentina: un’attività ricettiva nel cuore della città, praticamente davanti al Municipio, che invece di pensare a come accogliere meglio i turisti deve pensare a dove trovare l’acqua da mettere nelle taniche.
E attenzione: qui non è in discussione soltanto una vacanza rovinata.
Qui rischia di essere compromesso il lavoro di chi ha investito i propri soldi e ha creduto nel turismo agrigentino.
Perché una prenotazione cancellata oggi vale qualche centinaio di euro. Una reputazione distrutta può valere un’intera stagione.
E nessun imprenditore dovrebbe essere costretto a scegliere tra ospitare un turista senza potergli garantire l’acqua oppure cancellare la prenotazione per evitare una recensione capace di mettere in ginocchio la propria attività.
Nelle foto: le taniche utilizzate all’interno della struttura, il rubinetto con una portata d’acqua ridottissima e, dalle immediate vicinanze del B&B, Palazzo dei Giganti.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.



