Agrigento – Caro gasolio, gli autotrasportatori siciliani confermano il fermo: dal 16 ottobre i Tir resteranno nei piazzali. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
“Il rincaro del carburante e l’impatto della nuova tassa ambientale ETS stanno mettendo in ginocchio le imprese di autotrasporto e il comparto ortofrutticolo della Sicilia. A lanciare l’allarme sono gli operatori del settore, che spiegano le ragioni profonde della mobilitazione in atto nell’isola, evidenziando il divario ormai insostenibile con il resto d’Italia”.
Lo dicono gli autotrasportatori siciliani, che spiegano perché i loro colleghi del resto d’Italia non scioperano.
Ecco il testo integrale del comunicato stampa diffuso da Salvatore Bella, rappresentante degli autotrasportatori siciliani:
“I costi insostenibili della periferia d’Europa. La Sicilia sconta una posizione geografica fortemente svantaggiata rispetto ai principali mercati di sbocco delle merci, situati prevalentemente nel Nord Italia e nel Centro Europa. Raggiungere queste destinazioni significa percorrere migliaia di chilometri, con un peso enorme sul consumo di gasolio.
A gravare ulteriormente sui bilanci aziendali è il costo dei traghetti, diventato ormai proibitivo. Agli aumenti del carburante si è infatti aggiunta la tassa sulle emissioni (ETS): un costo legato alle politiche ambientali europee che gli armatori stanno ribaltando interamente sul prezzo finale dei biglietti navali, penalizzando l’unica via di collegamento commerciale della regione.
Perché si sciopera solo in Sicilia?
“Molti si chiedono perché la protesta stia divampando proprio in Sicilia e non tra i colleghi del Nord”, spiegano i rappresentanti dei trasportatori. “La risposta sta proprio nei problemi strutturali della nostra terra. Chi opera nel resto d’Italia non deve fare i conti con l’insularità, né con un’economia prettamente agricola che fatica ad assorbire questi rincari. Noi partiamo svantaggiati in partenza”.
L’appello alle istituzioni
Il settore lancia un appello urgente alla politica e ai governi, sia nazionale che regionale, affinché si attivino immediatamente con misure di compensazione e sgravi strutturali. L’obiettivo è garantire il principio della continuità territoriale e rimettere le imprese siciliane nelle stesse condizioni competitive del resto del Paese, prima che il blocco diventi irreversibile”.
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Fonte: quilicata.it
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