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Agrigento – Caro gasolio, il Comitato Trasporto Siciliano replica ai sindaci: “Nessun blocco stradale, ma lavorare in perdita è impossibile. Roma si svegli”

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Il Comitato Trasporto Siciliano esprime forte comprensione per le preoccupazioni manifestate dal sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, dal presidente della Provincia e dai primi cittadini dell’agrigentino. In questo momento, il comparto dell’uva Italia di Canicattì è in piena campagna di raccolta e lo stop rischia seriamente di causare danni per milioni di euro all’intera agricoltura siciliana.
Tuttavia, il Comitato ci tiene a chiarire che la responsabilità di questa situazione non è degli autotrasportatori, bensì di un Governo centrale sordo e cieco. Dopo un mese di stato di agitazione e ben due richieste formali di convocazione, le istituzioni di Roma non si sono ancora degnate di fornire alcuna risposta.
Per senso di responsabilità verso la cittadinanza e gli stessi agricoltori, il coordinatore del Comitato, Salvatore Bella, precisa le modalità della protesta: «Non faremo blocchi stradali e non organizzeremo presidi. Lasceremo le strade completamente libere, garantendo il diritto di circolare e di lavorare a chiunque decida di farlo. Come già comunicato ufficialmente a Prefetture e Questure, noi rimarremo fermi a casa, nei nostri piazzali».
La scelta di incrociare le braccia è una drammatica necessità finanziaria. «Nessuno può obbligarci a viaggiare se farlo significa lavorare in perdita – continua Bella –. Ci dispiace enormemente causare disagi all’economia locale, ma con i costi attuali del gasolio e dei traghetti la continuità aziendale è impossibile. Inoltre, respingiamo fermamente l’ipotesi ventilata dalle associazioni nazionali dell’autotrasporto di scaricare i rincari sulle spalle degli agricoltori, anch’essi già duramente colpiti».
Il Comitato accoglie con favore l’iniziativa dei sindaci siciliani di attivarsi presso il Governo nazionale e lancia un appello definitivo: «Se le istituzioni vogliono davvero salvare l’agricoltura e l’autotrasporto siciliano, si diano una mossa. È urgente aprire subito un tavolo di confronto a Roma per trovare una soluzione concreta prima che sia troppo tardi».
Salvatore Bella
Coordinatore del Comitato Trasporto Siciliano

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