Agrigento, caso Crosta e Giunta Sodano, si ridistribuiscono le deleghe. Ma quanto valgono davvero i «top player»?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

La Sicilia, con un articolo firmato da Gioacchino Schicchi, torna sulle conseguenze politiche delle dimissioni dell’ex vicesindaco. Report Sicilia aveva già anticipato l’impossibilità della sanatoria dell’immobile di Zingarello. Adesso il problema riguarda la riorganizzazione della Giunta. E tornano d’attualità i redditi dichiarati dagli amministratori, con quattro assessori sotto la lente e il sindaco che dichiara circa 8.450 euro annui provenienti, secondo quanto già ricostruito dalla nostra testata, esclusivamente dall’affitto di immobili.
AGRIGENTO. Doveva essere la Giunta delle eccellenze, quella degli otto sindaci, la squadra dei cosiddetti «top player» chiamata a cambiare il volto di Agrigento. A pochi mesi dall’insediamento, invece, l’amministrazione guidata da Michele Sodano si ritrova a discutere di riorganizzazione, redistribuzione delle deleghe e nuovi equilibri politici.
A riportare l’attenzione sulla vicenda è il giornalista Gioacchino Schicchi, in un articolo pubblicato oggi, 8 ottobre, sul quotidiano La Sicilia, che affronta le conseguenze delle dimissioni dell’ex vicesindaco Crosta e le questioni politiche ancora aperte all’interno dell’esecutivo.
Quanto alla vicenda urbanistica dell’immobile di Zingarello, Report Sicilia aveva già anticipato l’impossibilità della sanatoria, dedicando alla questione numerosi approfondimenti. Non intendiamo quindi ripercorrere quanto già scritto.
Oggi vogliamo concentrarci su un altro aspetto. La squadra scelta personalmente dal sindaco, presentata come espressione delle migliori competenze disponibili, si trova già davanti alla necessità di ridefinire il proprio assetto.
E proprio parlando di eccellenze, torna inevitabilmente alla memoria un’altra nostra inchiesta, quella sulle dichiarazioni dei redditi degli amministratori comunali.
I «top player» e quelle dichiarazioni dei redditi che fanno discutere
Report Sicilia aveva già pubblicato un approfondimento sui redditi dei componenti della Giunta Sodano, portando all’attenzione dei cittadini dati che meritano di essere ricordati.
Tra le posizioni esaminate figurano quelle di quattro assessori, per i quali erano emerse situazioni reddituali particolarmente contenute oppure documentazione che richiedeva ulteriori chiarimenti.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda proprio il sindaco Michele Sodano.
Il primo cittadino ha dichiarato un reddito annuo di circa 8.450 euro che, secondo la ricostruzione già pubblicata da Report Sicilia, deriverebbe esclusivamente dall’affitto di immobili e non da attività lavorativa.
Una cifra che, suddivisa per dodici mesi, corrisponde a poco più di 700 euro mensili.
E qui il confronto con la definizione di «top player», utilizzata per presentare la squadra di governo, diventa inevitabile.
Non perché il reddito personale sia una misura della competenza, ma perché una presentazione così impegnativa dovrebbe essere accompagnata da elementi concreti che consentano ai cittadini di conoscere le esperienze professionali, le capacità amministrative e i risultati delle persone chiamate a governare.
Quattro assessori e il confronto con il vecchio Reddito di cittadinanza
Anche le posizioni reddituali di quattro assessori meritano attenzione.
La nostra precedente inchiesta aveva evidenziato situazioni economiche dichiarate particolarmente contenute, insieme ad alcuni casi nei quali la documentazione pubblicata non consentiva di ricostruire compiutamente il reddito personale.
Nel dibattito è stato richiamato anche il vecchio Reddito di cittadinanza, ma occorre ricordare che l’accesso a quella misura dipendeva da diversi requisiti, compresi quelli patrimoniali e familiari. Non è quindi corretto equiparare automaticamente un reddito individuale contenuto al diritto di percepire il beneficio.
Resta comunque il tema della trasparenza.
I cittadini hanno diritto di conoscere, attraverso la documentazione prevista dalla legge, la situazione reddituale e patrimoniale dei propri amministratori.
Ma soprattutto hanno diritto di sapere quali competenze e quali esperienze abbiano determinato la scelta di affidare loro responsabilità così importanti.
Perché essere presentati come «top player» comporta anche l’onere di dimostrare, attraverso i risultati, il valore attribuito a quella definizione.
La Giunta delle eccellenze deve già essere riorganizzata
Secondo quanto ricostruito da Gioacchino Schicchi su La Sicilia, Michele Sodano sarebbe impegnato a ridefinire l’assetto della propria Giunta, intervenendo sulla distribuzione delle deleghe e sulle responsabilità degli assessori.
Non si tratta necessariamente di un semplice adempimento amministrativo.
Quando un sindaco, dopo appena pochi mesi, si trova nella necessità di rimettere mano alla squadra che aveva presentato come il simbolo del cambiamento, è legittimo chiedersi quali siano le ragioni di questa scelta.
La vicenda Crosta ha certamente determinato un vuoto nell’esecutivo, ma l’eventuale riorganizzazione delle deleghe potrebbe aprire una questione più ampia.
Occorre comprendere se Sodano intenda semplicemente sostituire l’assessore dimissionario oppure procedere a una revisione degli incarichi che coinvolga anche altri componenti della Giunta.
Sono due scenari profondamente diversi, che meritano spiegazioni altrettanto chiare.
Il caso Crosta continua a pesare sugli equilibri politici
Le dimissioni dell’11 settembre non hanno chiuso la vicenda politica dell’ex vicesindaco.
Report Sicilia aveva già sollevato interrogativi sulla possibilità di un suo recupero politico e sulle conseguenze che una simile scelta avrebbe potuto determinare per la credibilità dell’amministrazione.
La ricostruzione pubblicata oggi da La Sicilia conferma che il caso continua a essere al centro del dibattito politico cittadino.
Crosta non era un componente marginale della Giunta, ma una figura alla quale Michele Sodano aveva affidato un ruolo di particolare rilievo.
La sua uscita dall’esecutivo impone quindi una riflessione anche sulle scelte iniziali del sindaco.
Ed è proprio su questo terreno che si misura la capacità di un primo cittadino di assumersi la responsabilità politica delle proprie decisioni.
Le deleghe devono seguire le competenze, non le esigenze politiche
Una delega assessorile non dovrebbe rappresentare un riconoscimento personale o uno strumento per soddisfare aspettative politiche.
Dovrebbe essere affidata sulla base delle competenze e degli obiettivi che l’amministrazione intende raggiungere.
Se Sodano decidesse di modificare le deleghe, sarebbe quindi opportuno conoscere quali valutazioni abbiano determinato quella scelta.
Un assessore ha raggiunto gli obiettivi assegnati? Ha incontrato difficoltà? Sono emerse esigenze organizzative nuove?
Oppure la redistribuzione risponde alla necessità di ricomporre rapporti politici interni?
Sono questioni che riguardano direttamente i cittadini.
La trasparenza non consiste soltanto nella pubblicazione degli atti, ma anche nella capacità di spiegare le ragioni delle decisioni amministrative.
Dalle promesse di cambiamento alla prova dei risultati
Durante la campagna elettorale e nella fase di presentazione dell’esecutivo, Michele Sodano aveva insistito sulla qualità delle persone chiamate ad amministrare Agrigento.
Una squadra descritta come composta da figure capaci di garantire una svolta rispetto al passato.
A pochi mesi dall’insediamento, però, il quadro appare già meno lineare di quanto annunciato.
Le dimissioni di Crosta, le questioni legate alla redistribuzione delle deleghe e le difficoltà che emergono nella gestione amministrativa impongono una prima valutazione politica.
Non basta definire eccellente una squadra perché questa produca automaticamente un’amministrazione eccellente.
Le competenze devono essere dimostrate attraverso gli atti, la programmazione, il rispetto delle scadenze e la soluzione dei problemi.
E soprattutto attraverso la capacità di assumersi responsabilità senza ricorrere continuamente alla comunicazione politica per giustificare ciò che ancora non è stato realizzato.
Mentre a Palazzo si discutono le deleghe, Agrigento aspetta risposte
La città continua ad affrontare problemi che non possono attendere i tempi della politica.
La crisi idrica rimane una delle emergenze più gravi. La situazione di AICA continua a produrre disagi agli utenti e conseguenze economiche per i Comuni soci.
Le condizioni della viabilità sono sotto gli occhi di tutti, mentre la gestione dei rifiuti continua a presentare criticità che richiederebbero interventi strutturali.
Sul fronte finanziario, poi, l’amministrazione deve ancora dimostrare come intenda affrontare le difficoltà del bilancio comunale.
Sodano ha annunciato la necessità di ottenere dalla Regione Siciliana risorse straordinarie per il personale e per le strade, ma la città attende soprattutto di conoscere quali iniziative concrete siano state già avviate utilizzando gli strumenti e le risorse disponibili.
In questo contesto, la riorganizzazione della Giunta rischia di diventare l’ennesimo argomento politico che allontana l’attenzione dai problemi quotidiani degli agrigentini.
Il valore di un amministratore non si misura dal reddito, ma dai risultati
Torniamo allora alla questione iniziale.
Il reddito personale di un amministratore non costituisce un parametro sufficiente per giudicarne le competenze.
Un professionista può attraversare periodi nei quali percepisce redditi modesti. Un cittadino può possedere competenze importanti pur non disponendo di grandi risorse economiche.
Allo stesso modo, un reddito elevato non garantisce automaticamente capacità amministrative.
Per questo la nostra attenzione non si ferma alle cifre dichiarate.
Il punto è verificare se le persone presentate come eccellenze abbiano effettivamente dimostrato, attraverso il proprio lavoro, di possedere le capacità necessarie per affrontare le emergenze della città.
E dopo pochi mesi di amministrazione, questa verifica comincia a diventare necessaria.
Sodano chiarisca quale sarà il futuro della sua Giunta
La ricostruzione pubblicata oggi da Gioacchino Schicchi su La Sicilia riporta al centro una questione che va oltre il caso Crosta.
Quale sarà il futuro della Giunta Sodano?
Il sindaco procederà a una semplice sostituzione oppure utilizzerà questa fase per ridefinire più profondamente la propria squadra?
E soprattutto, quali risultati intende ottenere attraverso la nuova organizzazione?
Report Sicilia continuerà a seguire le decisioni del primo cittadino, confrontando gli annunci con gli atti e con i risultati concretamente raggiunti.
Quanto alle dichiarazioni dei redditi, continueremo a considerarle per quello che sono, documenti pubblici che contribuiscono alla trasparenza, senza confonderle con una valutazione automatica delle capacità personali.
Perché il valore di un amministratore non si misura dal reddito che dichiara, ma neppure dalle definizioni altisonanti con le quali viene presentato. Si misura da ciò che riesce concretamente a realizzare.
Agrigento ha bisogno di conoscere gli obiettivi, i tempi e i risultati della propria amministrazione.
Le deleghe possono essere redistribuite, gli assessori possono essere sostituiti e gli equilibri politici possono cambiare. Ma il tempo che la città perde aspettando risposte non può essere restituito da nessuna riorganizzazione della Giunta.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

