Agrigento – Caso Crosta, nuova domanda al Vicesindaco: Si è allacciato alla fognatura o ci dice dove scarica i reflui la casa a meno di 100 metri dal mare?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il caso dell’immobile di proprietà del vicesindaco Giovanni Crosta si arricchisce di un altro interrogativo che non può essere liquidato con l’annuncio di una querela: dove vengono scaricate le acque reflue prodotte dalla costruzione di contrada Zingarello?
La domanda assume un rilievo ancora maggiore alla luce dell’ordinanza sindacale numero 98 del 10 dicembre 2025 Ordinanza, con la quale il Comune di Agrigento ha revocato la precedente ordinanza numero 412 del 28 ottobre 2010 e ha consentito agli utenti delle zone di Cannatello e Zingarello di collegarsi alla nuova rete fognaria.
Nel provvedimento viene richiamata la comunicazione di AICA relativa al completamento dei lavori della “Fognatura zona Cannatello-Zingarello” e alla messa in esercizio del nuovo impianto di depurazione destinato alla fascia costiera di Agrigento e al Comune di Favara.
L’ordinanza dispone espressamente che tutti gli utenti delle zone interessate possano procedere all’allaccio, a proprie cure e spese, dopo avere ottenuto il nulla osta di AICA e la conseguente autorizzazione allo scarico da parte del Settore Lavori pubblici del Comune.
Nel provvedimento viene richiamata la comunicazione di AICA relativa al completamento dei lavori della “Fognatura zona Cannatello-Zingarello” e alla messa in esercizio del nuovo impianto di depurazione destinato alla fascia costiera di Agrigento e al Comune di Favara.
L’ordinanza dispone espressamente che tutti gli utenti delle zone interessate possano procedere all’allaccio, a proprie cure e spese, dopo avere ottenuto il nulla osta di AICA e la conseguente autorizzazione allo scarico da parte del Settore Lavori pubblici del Comune.
Crosta ha ottenuto il nulla osta di AICA?
A questo punto il vicesindaco deve chiarire pubblicamente se l’immobile di sua proprietà sia stato collegato alla nuova rete fognaria.
Crosta ha richiesto e ottenuto il nulla osta di AICA?
Il Comune di Agrigento ha rilasciato l’autorizzazione allo scarico?
Quando è stato realizzato materialmente l’allaccio e a nome di chi risultano presentate le relative istanze?
Sono domande semplici alle quali è possibile rispondere mostrando gli atti.
Se l’immobile è regolarmente collegato alla nuova rete fognaria, Crosta renda pubblici il nulla osta di AICA, l’autorizzazione comunale e la documentazione relativa ai lavori di allaccio.
Se, invece, l’allaccio non è stato eseguito, il vicesindaco deve spiegare quale sistema venga utilizzato per lo smaltimento delle acque nere.
Esiste una fossa Imhoff, una vasca a tenuta o una fossa a dispersione?
L’immobile, secondo la misurazione riportata nella documentazione della Soprintendenza, si troverebbe a circa 96 metri dalla battigia e, quindi, a meno di 100 metri dal mare.
Diventa indispensabile conoscere la natura dell’eventuale impianto autonomo di smaltimento dei reflui.
Esiste una fossa Imhoff?
Esiste una vasca a tenuta periodicamente svuotata da una ditta autorizzata?
Viene utilizzato un sistema di dispersione nel terreno?
Esiste un’autorizzazione allo scarico regolarmente rilasciata dall’autorità competente?
Quando sono stati effettuati gli ultimi svuotamenti e presso quale impianto sono stati conferiti i reflui?
Non si può affermare, senza un accertamento tecnico, che l’eventuale presenza di una fossa determini automaticamente uno sversamento in mare. Ma proprio la vicinanza dell’immobile alla costa impone una verifica rigorosa sul sistema utilizzato, sulle autorizzazioni esistenti e sull’eventuale rischio di contaminazione del terreno, della falda o delle acque marine.
La domanda, dunque, rimane: l’immobile è collegato alla nuova rete fognaria oppure utilizza ancora un sistema autonomo? E, in quest’ultimo caso, dove finiscono esattamente le acque reflue?
L’uomo pubblico ha il dovere di essere trasparente
Occorre puntualizzare un aspetto fondamentale e urgente: Giovanni Crosta non è un semplice cittadino.
È il vicesindaco di Agrigento, dirigente di Controcorrente e assessore con deleghe particolarmente delicate, tra le quali Trasparenza e anticorruzione, Affari legali, Patrimonio, Tributi e Polizia municipale.
Proprio perché ricopre incarichi pubblici così rilevanti, Crosta ha il dovere politico e morale di essere trasparente. Non può limitarsi a fornire spiegazioni generiche, attaccare il giornale o annunciare querele: deve mostrare integralmente tutta la documentazione relativa all’immobile e deve farlo in fretta.
Mostri il titolo edilizio, la domanda di sanatoria, l’eventuale concessione già rilasciata, il nulla osta della Soprintendenza, le planimetrie, la destinazione d’uso e le autorizzazioni relative alle utenze.
Per quanto riguarda gli scarichi, mostri il nulla osta di AICA, l’autorizzazione comunale e gli atti relativi all’eventuale allaccio alla nuova rete fognaria.
Se la casa non è collegata alla fognatura pubblica, chiarisca quale sistema venga utilizzato per smaltire le acque reflue e produca le relative autorizzazioni, le certificazioni tecniche e la documentazione degli eventuali svuotamenti.
Crosta non deve questi chiarimenti a Report Sicilia né al suo editore. Li deve ai cittadini di Agrigento.
I cittadini hanno il diritto di sapere se chi amministra la città e detiene la delega alla Trasparenza rispetti personalmente le regole che è chiamato a fare osservare agli altri.
La trasparenza non consiste nel chiedere fiducia. Consiste nel mostrare gli atti.
E quando il caso riguarda il vicesindaco della città, quei documenti devono essere resi pubblici senza ulteriori ritardi.
La Polizia municipale verificherà l’immobile del proprio assessore?
L’ordinanza numero 98 del 2025 è stata notificata anche al Comando della Polizia locale per i provvedimenti di propria competenza.
Giovanni Crosta, tuttavia, è anche l’assessore titolare della delega alla Polizia municipale. Si pone quindi un evidente problema di opportunità politica e amministrativa: gli eventuali accertamenti sull’immobile e sul sistema di smaltimento dei reflui coinvolgerebbero un settore che politicamente fa capo allo stesso proprietario della costruzione da verificare.
Per questa ragione il sindaco Michele Sodano dovrebbe disporre una verifica tecnica e amministrativa indipendente, garantendo che tutti gli accertamenti vengano svolti senza alcuna possibile interferenza.
Gli uffici comunali e AICA dovrebbero chiarire:
- se per l’immobile sia stato richiesto il nulla osta all’allaccio;
- se sia stata rilasciata un’autorizzazione allo scarico;
- se l’edificio risulti effettivamente collegato alla nuova rete fognaria;
- quale sistema fosse utilizzato prima dell’attivazione della nuova infrastruttura;
- se esista ancora un impianto autonomo e se sia regolarmente autorizzato;
- dove vengano smaltiti i reflui prodotti dall’immobile;
- se siano mai stati effettuati controlli da parte del Comune, di AICA o della Polizia municipale.
Una querela non risponde alle domande
Crosta ha replicato agli articoli di Report Sicilia annunciando una querela e parlando di una “macchina del fango”, ma non ha ancora mostrato pubblicamente la documentazione urbanistica e paesaggistica capace di dimostrare la piena regolarità dell’immobile.
Adesso si aggiunge la questione degli scarichi.
L’annuncio di un’azione giudiziaria non chiarisce se la casa sia collegata alla fognatura, non sostituisce il nulla osta di AICA e non dimostra l’esistenza di un’autorizzazione allo scarico.
Una querela non è una sanatoria, non è un nulla osta paesaggistico e non è neppure un’autorizzazione fognaria.
Il vicesindaco deve rispondere con gli atti.
L’immobile di contrada Zingarello è stato collegato alla nuova rete fognaria oppure utilizza ancora un sistema autonomo?
Se utilizza una fossa, di quale tipologia si tratta, chi l’ha autorizzata e dove finiscono esattamente i reflui?
Considerata la distanza di circa 96 metri dalla battigia indicata nella documentazione, esistono verifiche tecniche capaci di escludere dispersioni nel terreno e possibili contaminazioni?
Sono domande di interesse pubblico, ambientale e sanitario. Non rappresentano una condanna anticipata, ma richieste di chiarimento doverose nei confronti di un amministratore che detiene anche le deleghe alla Trasparenza, al Patrimonio, agli Affari legali e alla Polizia municipale.
Crosta mostri il nulla osta di AICA e l’autorizzazione comunale oppure spieghi, documenti alla mano, dove vengono smaltite le acque reflue della sua casa.
E lo faccia subito, perché la trasparenza non è una scelta facoltativa per chi ricopre un incarico pubblico: è un dovere nei confronti dei cittadini.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

