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Agrigento – Cava di Favarotta, il CGA ribalta il TAR: accolto l’appello dell’impresa sul rinnovo della concessione

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Agrigento – Cava di Favarotta, il CGA ribalta il TAR: accolto l’appello dell’impresa sul rinnovo della concessione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Riformata la decisione di primo grado: per i giudici d’appello il no della Soprintendenza merita un approfondimento nel merito. Decisive le cifre della difesa: estratto solo il 5% del materiale, ripristini ambientali tecnicamente impossibili nella fase attuale.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) accoglie l’appello cautelare dell’imprenditore G.T. e ribalta il ‘no’ del TAR Sicilia sul futuro della Cava di Favarotta nel terrirorio del Comune di Campobello di Licata. Con l’ordinanza pubblicata il 16 settembre 2026, i giudici di secondo grado hanno ritenuto fondate le censure sollevate dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, sollecitando la rapida fissazione dell’udienza di merito.

La contesa nasce dal veto della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento al rinnovo quindicennale della concessione rilasciata nel 2010. L’amministrazione contestava la mancata esecuzione delle opere di recupero e ripristino ambientale dell’area. Un’obiezione che la difesa ha smontato numeri alla mano: l’attività estrattiva è finora proseguita solo in minima parte, con appena 15.000 metri cubi di calcare estratti a fronte di un volume totale autorizzato di 265.000 metri cubi (pari al 5,66%).

Con il cantiere ancora fermo alla profilatura del primo dei sei gradoni previsti — senza alcuna variazione o ampliamento rispetto al progetto originario — eseguire il recupero morfologico o la piantumazione risultava tecnicamente ed oggettivamente impossibile.

Una linea a cui il CGA ha dato credito: applicando l’articolo 55, comma 10, del Codice del Processo Amministrativo, il Collegio ha riconosciuto che le ragioni legate all’esatta ubicazione dell’area e all’impossibilità temporanea dei ripristini richiedono un attento esame. La parola torna ora al TAR Sicilia per la decisione definitiva.

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Fonte: Sicilia24h

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