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Agrigento, cento giorni a Palazzo di Città: Cosa ha fatto Sodano e cosa aveva promesso Di Rosa

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Agrigento, cento giorni a Palazzo di Città: Cosa ha fatto Sodano e cosa aveva promesso Di Rosa. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Dalle aziende speciali comunali con almeno 200 posti di lavoro alla gestione del patrimonio, dall’acqua ai bagni pubblici: il programma di Giuseppe Di Rosa a confronto con le attività rivendicate dall’amministrazione Sodano. E dopo i cento giorni, il sindaco cerca alla Regione le risorse per assumere personale.

Cento giorni a Palazzo di Città devono servire a imprimere una direzione al governo della città. Non bastano per risolvere tutti i problemi di Agrigento, ma consentono di valutare quali decisioni siano state prese, quali servizi siano migliorati e quali interventi restino ancora annunciati.

Il 18 settembre Michele Sodano ha presentato il primo bilancio della propria amministrazione. Report Sicilia lo ha confrontato con i dieci impegni che Giuseppe Di Rosa aveva indicato nell’opuscolo dedicato ai primi cento giorni: un documento che permette di leggere le differenze tra due proposte di governo. I programmi elettorali dei candidati erano stati pubblicati anche sul sito del Comune.

Il confronto richiede una distinzione: Sodano risponde dell’attività svolta; quello di Di Rosa resta un programma del quale non è stata sperimentata l’attuazione. Le promesse, però, consentono di capire quali priorità avrebbe scelto e quali strumenti proponeva di mettere in campo.

I risultati rivendicati dalla Giunta

Nel resoconto dei cento giorni pubblicato da Video Regione figurano 105 provvedimenti tra deliberazioni, decreti e ordinanze, l’avvio di due procedure selettive per figure dirigenziali e il monitoraggio dei progetti PNRR.

Sul sociale, l’amministrazione ha riferito l’attivazione dell’ASACOM dal primo giorno di scuola, il potenziamento degli asili nido, l’avvio del Centro per la Famiglia e dello Spazio Neutro e lo sblocco dei tirocini inclusivi. Sono interventi che meritano riconoscimento e dei quali va verificata nel tempo l’effettiva copertura.

Nello stesso bilancio, però, il documento di previsione risultava ancora da completare, il nuovo appalto dei rifiuti era una scadenza successiva e la ricognizione del patrimonio comunale era indicata entro il 16 dicembre. Il numero degli atti pubblicati misura l’attività amministrativa; per misurarne l’efficacia occorre guardare agli effetti sui servizi.

Di Rosa proponeva di partire dalla gestione pubblica

La prima differenza riguarda il ruolo del Comune.

Di Rosa aveva inserito nell’agenda dei cento giorni un atto di indirizzo per fermare nuove esternalizzazioni ritenute improprie nei servizi strategici e avviare il ritorno alla gestione pubblica. A questa scelta collegava la costituzione di due aziende speciali: “Patrimonio Agrigento” e “Agrigento Social City”.

La prima avrebbe dovuto occuparsi del patrimonio comunale e dei servizi collegati: immobili, parcheggi, cimiteri, suolo pubblico e altri beni. La seconda avrebbe dovuto gestire servizi sociali, asili nido, assistenza alle famiglie e ASACOM, con attenzione alla continuità lavorativa degli operatori.

Nel bilancio Sodano, invece, venivano prospettate ipotesi di project financing per illuminazione pubblica, parcheggi e bagni pubblici: un percorso che prevede il coinvolgimento dei privati e che dovrà essere valutato attraverso condizioni economiche, obblighi di servizio e controlli.

Almeno 200 posti di lavoro: il progetto Di Rosa e la richiesta di Sodano alla Regione

Le due aziende speciali proposte da Di Rosa avevano anche un obiettivo occupazionale esplicito: almeno 200 posti di lavoro a tempo pieno, stabili e regolari, collegati alla gestione dei beni e dei servizi.

Il programma prevedeva inoltre di valorizzare l’esperienza di chi già lavorava nei settori interessati. La costituzione delle aziende figurava tra gli impegni iniziali; l’obiettivo dei 200 posti riguardava lo sviluppo del progetto, senza poterlo presentare come un piano di assunzioni integralmente realizzabile nei soli cento giorni.

Sodano, successivamente al bilancio del 18 settembre, ha invece illustrato una richiesta di finanziamento regionale per rafforzare il personale comunale: 269 assunzioni e 30 milioni di euro per il triennio 2027–2029.

È qui che emerge una differenza politica concreta. Di Rosa collegava l’occupazione alla riorganizzazione della gestione comunale attraverso due aziende speciali. Sodano cerca alla Regione le risorse straordinarie per ampliare l’organico del Comune.

I destinatari dei due progetti sono diversi: da una parte i lavoratori delle aziende speciali, dall’altra il personale dell’Ente. Ma la domanda pubblica resta la stessa: quale percorso può trasformarsi in assunzioni sostenibili e servizi migliori, e con quali tempi?

La richiesta alla Regione dovrà ottenere finanziamenti effettivi. Anche il progetto delle aziende speciali avrebbe richiesto piani economici capaci di dimostrarne la sostenibilità. Nessuna delle due prospettive può essere conteggiata come occupazione già creata.

Acqua e rifiuti: verifiche pubbliche o percorsi ancora aperti

Per AICA e rifiuti, Di Rosa aveva indicato una verifica straordinaria di contratti, costi, perdite idriche e gestione, con pubblicazione dei risultati ai cittadini.

Sull’emergenza delle zone non servite dalla rete, l’assessore Giuseppe Riccobene, nell’intervista del 17 settembre, riferiva una risposta attraverso il COC per gli aventi diritto, ma descriveva ancora un percorso di approfondimento per una soluzione più ampia. Precisava che il documento trasmesso all’ATI era una richiesta di parere legale, non un parere già ottenuto.

Questo è il punto da verificare: una risposta emergenziale circoscritta non equivale alla soluzione generale del problema. Per gli utenti contano la disponibilità dell’acqua, la regolarità delle forniture e condizioni di accesso comprensibili.

Sui rifiuti, Di Rosa proponeva l’avvio del superamento del porta a porta, attraverso isole ecologiche funzionanti, campane a scomparsa, controlli e riequilibrio del personale. Sodano, nella conferenza dei cento giorni, indicava invece l’attenzione al nuovo appalto come passaggio per migliorare il servizio.

Anche in questo caso si confrontano due indirizzi: il cambiamento del sistema di raccolta proposto da Di Rosa e il miglioramento affidato dalla Giunta al nuovo affidamento.

Bagni pubblici, quartieri e trasparenza

Nell’opuscolo di Di Rosa comparivano l’apertura immediata dei bagni pubblici nel centro storico, a San Leone, al terminal e nelle principali aree turistiche; l’istituzione degli ispettori ambientali; un Piano Quartieri con assemblee permanenti e risposte entro tempi certi.

Completavano l’agenda l’Ufficio Progettazione, lo Sportello Europa e la pubblicazione online di incarichi, spese, cronoprogrammi e atti amministrativi.

Nel bilancio Sodano risultano attività sul monitoraggio dei finanziamenti e un rafforzamento dei controlli ambientali. Per i bagni pubblici viene prospettato il project financing. I resoconti consultati non permettono invece di documentare un sistema permanente di assemblee di quartiere e risposte con scadenze equivalenti a quello proposto da Di Rosa. Questa mancata documentazione non dimostra, da sola, l’assenza di ogni iniziativa.

La verifica resta concreta: quanti bagni sono aperti, quali quartieri hanno ricevuto risposte, quali controlli producono risultati e dove si possono consultare costi e tempi degli interventi?

La responsabilità di chi governa

L’amministrazione Sodano ha rivendicato servizi sociali attivati, procedure avviate e attività di programmazione. Una parte rilevante degli interventi presentati ai cento giorni restava però ancora da completare.

Di Rosa aveva proposto di partire da una riorganizzazione della gestione pubblica, con due aziende speciali e un obiettivo di almeno 200 posti di lavoro, accompagnata da verifiche su AICA e rifiuti e da servizi immediatamente riconoscibili per i cittadini.

È una differenza di impostazione che merita di essere discussa attraverso atti, costi e risultati.

Essere ogni giorno a Palazzo di Città non è, da solo, il risultato che gli agrigentini aspettano. Il risultato deve vedersi nell’acqua che arriva, nei servizi che funzionano, nel patrimonio che produce utilità, nei posti di lavoro effettivamente creati e nelle risposte date ai quartieri.

Per questo il Comune dovrebbe rendere pubblico, per ciascun intervento, un quadro semplice: decisione adottata, risorse disponibili, responsabile, scadenza e stato di realizzazione. È così che i cittadini possono distinguere il lavoro amministrativo dalla promessa che continua ad aspettare.

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Fonte: Report Sicilia

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