Agrigento – Conti, beni, tributi e personale: ecco il nuovo uomo forte del Comune. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il Maestro Razionale di Palazzo dei Giganti
Nel Regno di Sicilia il Maestro Razionale era l’alto magistrato che teneva i conti della corona: nessuna spesa passava senza che la sua penna la vidimasse. Sette secoli dopo, ad Agrigento, quella funzione torna ad avere un titolare unico. Con la determina sindacale n. 86 del 28 luglio 2026 — “Rimodulazione ed attribuzione deleghe agli Assessori Comunali”, pubblicata oggi all’albo pretorio e firmata dal sindaco Michele Sodano — l’ex deputato Raffaele Trano incassa in un solo blocco Bilancio, Patrimonio, Tributi e Personale.
Le tre differenze rispetto a prima
Il provvedimento tocca, in sostanza, tre caselle. Patrimonio e Tributi passano dal vicesindaco Giovanni Crosta a Trano. Il Personale segue lo stesso tragitto, da Crosta a Trano. Infine, tra le materie che il sindaco trattiene per sé, scompare il Verde pubblico e compare al suo posto la delega ai Rapporti con i quartieri. Per gli altri sette assessori — Miccichè, Cipolla, Rumolo, Riccobene, Sciortino, Lala, Torregrossa — nulla si muove, se non un ritocco lessicale nell’accorpamento dei rapporti con i gestori di acqua e rifiuti in capo a Riccobene.
Trano, il blocco unico dei conti
Il peso politico-amministrativo della rimodulazione è tutto qui. Fino a ieri assessore al solo Bilancio, Trano concentra ora le quattro leve portanti dell’ente: la cassa (Bilancio), i beni (Patrimonio), le entrate (Tributi) e la macchina amministrativa (Personale). Non un assessorato tecnico fra gli altri, ma il centro di gravità finanziario e organizzativo di Palazzo dei Giganti.
Il profilo spiega la scelta. Commercialista e revisore legale, Trano è stato presidente della Commissione Finanze della Camera nella scorsa legislatura; il sindaco lo ha presentato come figura di “altissimo profilo”, chiamata al risanamento dei conti. C’è anche una geografia politica che i lettori agrigentini conoscono: eletto nel 2018 con il Movimento 5 Stelle e poi espulso, Trano ha condiviso con Sodano l’uscita dal Movimento e la firma sulla lettera contro Giuseppe Conte. Due traiettorie parallele che oggi si ritrovano allo stesso tavolo. Alla presentazione del 22 luglio, al teatro Pirandello, il neo assessore aveva già indicato le priorità: una macchina comunale “ingessata” da rimettere in moto, entrate da riscuotere, bilanci da approvare nei termini di legge. La determina di oggi non fa che dare veste formale a quell’annuncio, sottraendo le competenze a Crosta.
Crosta alleggerito, il verde senza padrone
Il vicesindaco esce ridimensionato sul piano gestionale: cede le competenze economico-amministrative e conserva la sfera politico-istituzionale e di garanzia — affari legali, trasparenza e anticorruzione, polizia municipale, rapporti con il Consiglio, protezione civile. Un ruolo di presidio, non più di governo dei conti.
Resta un dettaglio che, in una città alle prese con Villa Lizzi, i ficus di viale della Vittoria e gli ulivi di via Crispi, non è affatto un dettaglio. Il Verde pubblico esce dall’elenco del sindaco e, nel testo della determina, non risulta assegnato ad alcun assessore. Sulla carta, la manutenzione del verde cittadino resta senza titolare formale: se sia confluita di fatto nel “Decoro urbano” di Miccichè o nelle “Politiche per l’ambiente” di Riccobene, il documento non lo dice.
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Fonte: Report Sicilia
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