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Agrigento, Crosta agli Stati generali di Controcorrente da Vicesindaco e con una casa quasi tutta abusiva ma con l’acqua: La Vardera come la mette?

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Agrigento, Crosta agli Stati generali di Controcorrente da Vicesindaco e con una casa quasi tutta abusiva ma con l’acqua: La Vardera come la mette?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Ismaele La Vardera

Il 5 e 6 settembre Agrigento ospiterà gli “Stati generali dei civici Controcorrente”, l’appuntamento con il quale Ismaele La Vardera intende presentare il proprio progetto politico e le proposte per il futuro dell’Isola.

Lo slogan scelto è ambizioso: “Vi raccontiamo come sarà la Sicilia che cambieremo”.

Tra gli esponenti di Controcorrente sarà presente anche Giovanni Crosta. Parteciperà come dirigente del movimento, ma soprattutto come vicesindaco di Agrigento e rappresentante di quella nuova amministrazione che La Vardera ha indicato come un modello politico da esportare.

Crosta, però, arriverà agli Stati generali portandosi dietro una vicenda che nessuno slogan può cancellare: è proprietario di una casa in contrada Zingarello la cui quasi totalità, secondo i documenti esaminati da Report Sicilia e la normativa applicabile, risulterebbe abusiva e non sanabile.

L’immobile è intestato direttamente al vicesindaco, è abitato da un suo familiare strettissimo ed è servito dalla condotta idrica.

Non soltanto, quindi, il vicesindaco con la casa quasi interamente abusiva. Ma il vicesindaco con la casa quasi interamente abusiva e con l’acqua.

Onorevole La Vardera, adesso come la mette?

Gli Stati generali nella città amministrata da Controcorrente

Gli Stati generali si svolgeranno all’Hotel Kaos di Agrigento dalle ore 15 del 5 settembre alle ore 19 del giorno successivo. Secondo il programma ufficiale, l’iniziativa sarà riservata agli iscritti e rappresenterà un grande momento di confronto politico e organizzativo del movimento. Controcorrente

Sono annunciati interventi e confronti con importanti protagonisti del campo progressista nazionale, tra i quali Giuseppe Conte, Roberto Gualtieri, Gaetano Manfredi, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, in presenza o attraverso collegamenti.

La scelta di Agrigento non è casuale.

È la città nella quale Controcorrente ha ottenuto una delle proprie vittorie politiche più importanti, contribuendo all’elezione a sindaco di Michele Sodano. Dopo il ballottaggio, La Vardera definì Agrigento un “modello di governo” da esportare e rivendicò il successo come l’inizio dell’azione amministrativa del movimento in una città strategica. ANSA

Proprio per questo La Vardera non può trattare la vicenda Crosta come un fatto estraneo a Controcorrente. Se Agrigento è il laboratorio del movimento, ciò che accade nella giunta Sodano riguarda direttamente anche il suo leader.

Crosta non è un esponente marginale

Giovanni Crosta è stato il primo eletto della lista Controcorrente alle elezioni comunali di Agrigento, ottenendo 524 preferenze. È uno degli uomini più rappresentativi del movimento in città e una delle figure politicamente più importanti della giunta Sodano. AgrigentoOggi

Dopo l’elezione, Crosta è stato nominato vicesindaco e ha ricevuto deleghe particolarmente delicate:

  • affari legali e generali;
  • trasparenza e anticorruzione;
  • Polizia municipale e sicurezza stradale;
  • fiere e mercati;
  • rapporti con il Consiglio comunale;
  • patrimonio;
  • tributi;
  • personale.

Le deleghe risultano anche dalla pagina istituzionale del Comune di Agrigento.

Crosta non è quindi un amministratore tecnico scelto al di fuori del movimento. È un dirigente di Controcorrente, il suo primo eletto ad Agrigento, la seconda carica politica del Comune e il titolare di alcuni dei settori più sensibili dell’amministrazione.

Non una difformità marginale, ma quasi tutto l’immobile

È necessario chiarire il punto principale della vicenda.

Report Sicilia non sta parlando di una semplice veranda, di una tettoia o di un piccolo ampliamento realizzato in difformità. Dalla documentazione esaminata emergerebbe che soltanto una parte limitata della costruzione è stata sanata.

La quasi totalità dell’immobile, invece, risulterebbe abusiva e non sanabile sulla base della disciplina applicabile.

La distinzione è fondamentale. La sanatoria di una piccola porzione non rende regolare tutto il fabbricato e non cancella la condizione urbanistica della parte largamente prevalente.

Presentare questa vicenda come un’irregolarità secondaria significherebbe alterare il contenuto degli atti.

La casa si trova in contrada Zingarello, risulta intestata direttamente a Giovanni Crosta ed è abitata da un suo familiare strettissimo. Non si tratta, dunque, di una proprietà appartenente a soggetti estranei o genericamente riconducibile alla famiglia del vicesindaco.

Per tutelare chi non ricopre incarichi pubblici, Report Sicilia non renderà nota l’identità del familiare né, almeno per il momento, l’ubicazione precisa della casa.

La questione di interesse pubblico riguarda il proprietario, la condizione urbanistica dell’immobile, il suo incarico istituzionale e le deleghe che gli sono state affidate.

La casa quasi tutta abusiva è servita dall’acqua

C’è un elemento che rende il caso ancora più clamoroso: l’immobile risulta servito dalla condotta idrica.

Una casa la cui quasi totalità sarebbe abusiva e non sanabile riceve l’acqua.

La fornitura idrica non rende regolare la costruzione e non sana alcun abuso. La sua presenza, però, impone di verificare quando e sulla base di quali documenti il servizio sia stato attivato o mantenuto.

È necessaria anche una precisazione giuridica. La presenza di abusi non consente, da sola, di dichiarare automaticamente illegittimo un contratto di somministrazione già esistente. Devono essere accertate le date delle opere e dell’allaccio, i titoli dichiarati e l’eventuale preesistenza della fornitura.

L’articolo 48 del Dpr 380/2001 vieta alle aziende erogatrici di fornire servizi alle opere prive di permesso di costruire, con particolare riferimento a quelle iniziate dopo il 30 gennaio 1977 e prive di contratti stipulati anteriormente al 17 marzo 1985.

La norma obbliga inoltre il richiedente a indicare gli estremi del titolo edilizio o dell’istanza di sanatoria e impone all’azienda erogatrice di comunicare al sindaco le richieste di allaccio, specificando i titoli presentati. Normattiva

Servono pertanto risposte precise:

  • quando è stato realizzato l’allaccio;
  • a quale porzione dell’immobile si riferisce;
  • chi ha sottoscritto il contratto;
  • quali titoli edilizi sono stati indicati;
  • quale istanza di sanatoria è stata presentata;
  • se il gestore ha inviato al Comune le comunicazioni previste;
  • se la fornitura riguarda la sola parte sanata oppure l’intera costruzione;
  • se l’allaccio è precedente o successivo alla realizzazione delle opere abusive.

L’acqua non sana l’abuso. Ma la presenza dell’acqua impone di ricostruire fino in fondo la storia amministrativa della fornitura.

A Maddalusa niente acqua, a Zingarello sì

Il confronto con Maddalusa diventa inevitabile.

Da mesi circa duemila residenti vivono una condizione insostenibile. Intere famiglie pagano i tributi, acquistano l’acqua, attendono le autobotti e subiscono le conseguenze di un territorio nel quale la condizione urbanistica degli immobili viene indicata tra gli ostacoli alla normalizzazione del servizio.

A Zingarello, invece, la casa intestata al vicesindaco, la cui quasi totalità risulterebbe abusiva e non sanabile, è servita dalla condotta idrica.

Le situazioni devono naturalmente essere verificate singolarmente e non possono essere sovrapposte in modo automatico. La differenza, tuttavia, impone una spiegazione pubblica.

In base a quali titoli l’acqua arriva nella proprietà di Crosta? Perché a Maddalusa la presenza di immobili irregolari diventa un ostacolo apparentemente insuperabile, mentre la casa del vicesindaco risulta regolarmente raggiunta dalla condotta?

L’acqua e le regole non possono dipendere dal nome del proprietario.

Crosta ha la delega alla Polizia municipale

La vicenda diventa ancora più delicata per le deleghe detenute da Giovanni Crosta.

Il vicesindaco è assessore alla Polizia municipale. La Polizia locale svolge controlli urbanistico-edilizi, sopralluoghi, accertamenti e, quando ricorrono ipotesi di reato, opera nelle funzioni di polizia giudiziaria nel contrasto all’abusivismo.

È corretto precisare che le attività gestionali e di polizia giudiziaria spettano ai dirigenti, al comandante e agli agenti competenti e non possono dipendere dalle direttive politiche dell’assessore.

Rimane però un dato politicamente evidente: il referente politico della Polizia municipale è lo stesso vicesindaco proprietario dell’immobile da verificare.

Crosta possiede anche la delega alla trasparenza e anticorruzione, mentre è Report Sicilia a chiedere trasparenza sulla sua proprietà.

Ha la delega al patrimonio, settore che può assumere rilievo nelle procedure conseguenti all’inottemperanza alle ordinanze di demolizione e nelle eventuali acquisizioni previste dalla legge.

Ha infine la delega agli affari legali, sebbene dalla vicenda possano derivare procedimenti amministrativi e contenziosi.

Si pone quindi una questione di opportunità e di potenziale conflitto d’interessi. Deve essere formalmente garantito che Crosta rimanga completamente estraneo a qualsiasi procedimento, interlocuzione o indirizzo riguardante la propria casa.

Agli Stati generali in quale veste si presenterà Crosta?

Il 5 e 6 settembre Giovanni Crosta sarà presente agli Stati generali di Controcorrente.

Parteciperà come dirigente del movimento, come primo eletto della lista, come vicesindaco e come rappresentante della nuova amministrazione che La Vardera vuole presentare alla Sicilia quale esempio di cambiamento.

Ma Crosta sarà inevitabilmente anche il vicesindaco proprietario di una casa la cui quasi totalità risulterebbe abusiva e non sanabile. Una casa abitata da un familiare strettissimo e servita dalla condotta idrica.

È questo il biglietto da visita con cui Agrigento rischia di presentarsi davanti agli ospiti della manifestazione.

Sul palco si racconterà “come sarà la Sicilia che cambieremo”. Fuori dal palco resta una vicenda che riguarda direttamente uno dei principali dirigenti di Controcorrente.

La Vardera presenterà Crosta come esempio della propria nuova classe dirigente? Affronterà pubblicamente il caso? Gli chiederà di rendere disponibili i titoli edilizi, il provvedimento di sanatoria e la documentazione relativa alla fornitura idrica?

Oppure agli Stati generali si parlerà di tutto tranne che di ciò che sta accadendo dentro la giunta di Agrigento?

La Vardera non può considerarla una vicenda altrui

Ismaele La Vardera ha sostenuto Michele Sodano, presentato la lista di Controcorrente e rivendicato la vittoria elettorale.

Crosta non è un assessore imposto da un’altra forza politica. È il principale esponente locale del movimento, il suo primo eletto e il vicesindaco della città indicata come laboratorio del progetto di Controcorrente.

La Vardera ha costruito la propria azione pubblica sulle denunce, sulla trasparenza, sul contrasto ai privilegi e sull’intransigenza verso le irregolarità contestate agli avversari.

Adesso quella stessa intransigenza deve essere applicata a Giovanni Crosta.

La legalità non può essere severissima quando riguarda gli altri e diventare improvvisamente una questione privata quando coinvolge un proprio dirigente.

Gli atti saranno trasmessi al prefetto

Report Sicilia trasmetterà al prefetto di Agrigento l’articolo e la documentazione in proprio possesso.

Saranno evidenziati:

  • l’intestazione dell’immobile al vicesindaco;
  • la sanatoria riguardante soltanto una parte limitata della costruzione;
  • la presunta insanabilità della parte largamente prevalente;
  • la presenza della fornitura idrica;
  • il ruolo politico di Crosta;
  • le deleghe alla Polizia municipale, alla trasparenza e anticorruzione, al patrimonio e agli affari legali.

Spetterà alle autorità, agli uffici comunali e al gestore idrico verificare ogni aspetto, compresa la posizione urbanistica dell’immobile, la regolarità della fornitura e l’assenza di conflitti d’interesse.

Onorevole La Vardera, adesso come la mette?

Il 5 e 6 settembre Agrigento diventerà la vetrina regionale di Controcorrente. Arriveranno leader e rappresentanti politici per ascoltare come sarà costruita la “Sicilia che cambieremo”.

Tra gli esponenti del movimento ci sarà Giovanni Crosta: dirigente di Controcorrente, vicesindaco, assessore alla Polizia municipale, alla trasparenza e anticorruzione, al patrimonio e agli affari legali.

Ma sarà anche il proprietario di una casa a Zingarello la cui quasi totalità risulterebbe abusiva e non sanabile, intestata direttamente a lui, abitata da un familiare strettissimo e servita dalla condotta idrica.

A Maddalusa l’acqua continua a essere negata. A Zingarello arriva nella proprietà del vicesindaco interessata dagli abusi.

Prima di raccontare agli altri come Controcorrente intende cambiare la Sicilia, La Vardera dovrebbe spiegare ciò che sta accadendo nella città amministrata dal suo movimento.

Onorevole La Vardera, agli Stati generali parlerete anche della casa quasi interamente abusiva e con l’acqua del vostro vicesindaco, oppure la trasparenza di Controcorrente si ferma davanti alla porta di Giovanni Crosta?

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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