Agrigento, da Maddalusa a via Graceffo: Battaglie annunciate e improvvise retromarce. Ma chi decide davvero sulla questione acqua?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Prima gli annunci durissimi, poi qualcosa cambia. A Maddalusa quasi cinque mesi senza una soluzione definitiva. Su via Graceffo AICA prospetta l’«immediata cessazione» della fornitura, poi precisa che nessuna conseguenza è automatica. E sulla governance dell’Azienda è calato il silenzio. Ad Agrigento esistono forse i “servizi segreti dell’acqua”? È una provocazione, naturalmente. Ma qualcuno spieghi perché certe battaglie iniziano con il botto e finiscono sottovoce
AGRIGENTO – A questo punto consentiteci una provocazione.
Naturalmente è una battuta.
Ma ad Agrigento, sulla questione idrica, esistono per caso i servizi segreti?
Qualcuno che interviene dietro le quinte, riunisce tutti, abbassa i toni e trasforma improvvisamente battaglie annunciate come epocali in prudentissimi approfondimenti amministrativi?
Ripetiamo: è una provocazione giornalistica.
Non stiamo sostenendo l’esistenza di regie occulte, pressioni illegittime o accordi dei quali non abbiamo alcuna prova.
Ma mettiamo in fila quello che è successo negli ultimi mesi e la domanda politica diventa inevitabile:
perché ad Agrigento sulla questione AICA si parte quasi sempre con il cannone e, dopo qualche settimana, sembra di sentire soltanto il silenziatore?
Maddalusa: quasi cinque mesi e ancora aspettiamo di capire come finisce
Partiamo da Maddalusa.
Quasi cinque mesi di emergenza.
Manifestazioni.
Consigli comunali.
Prefettura.
Regione.
ATI.
AICA.
Autobottisti.
Ordinanze.
Diffide.
Vincoli.
Abusivismo.
Demolizioni.
Tavoli tecnici.
Dichiarazioni durissime.
E oggi?
Qual è la soluzione definitiva?
Se esistevano provvedimenti da adottare nei confronti degli immobili, quali sono stati adottati?
Se esistevano demolizioni da notificare, quante ne sono state effettivamente notificate?
Se invece non c’erano provvedimenti immediatamente eseguibili, perché per mesi si è consentito che attorno a queste famiglie si costruisse un clima nel quale sembrava che da un momento all’altro dovesse arrivare di tutto?
E soprattutto:
Michele Sodano cosa dice oggi ai residenti di Maddalusa?
Sodano voleva l’Assemblea. Controcorrente voleva il passo indietro del CdA. E adesso?
Poi c’è AICA.
Soltanto poche settimane fa sembrava che dovesse succedere un terremoto.
Il sindaco chiedeva un’Assemblea urgente.
Controcorrente arrivava a chiedere politicamente il passo indietro del Consiglio di amministrazione.
La presidente Danila Nobile era al centro di uno scontro politico durissimo.
E oggi?
La presidente è ancora presidente. Il sito istituzionale di AICA la indicava ancora formalmente in questa funzione il 9 settembre.
Il CdA è al suo posto.
E della grande battaglia politica che fine è rimasta?
Chi ha cambiato idea?
Chi ha convinto chi?
Quale Assemblea si è svolta?
Quali decisioni sono state prese?
Quali atti ha prodotto il Comune di Agrigento?
Il sindaco considera ancora inadeguata la governance di AICA oppure oggi la considera improvvisamente adeguata?
Sono domande alle quali dovrebbe essere facilissimo rispondere.
Poi arriva via Graceffo. E sembra di rivedere lo stesso film
Ed eccoci a via Graceffo.
Anche qui l’inizio è stato fragoroso.
AICA invia ai residenti una comunicazione formale datata 13 agosto.
Non una chiacchierata al bar.
Non una dichiarazione politica.
Una comunicazione amministrativa.
Ai cittadini viene richiesta entro quindici giorni la documentazione relativa alla regolarità urbanistico-edilizia degli immobili.
E soprattutto viene prospettato che, in caso di mancato riscontro oppure di documentazione insufficiente o inidonea, l’Azienda possa procedere all’«immediata cessazione della fornitura idrica».
Parole che non hanno bisogno di interpretazioni fantasiose.
“Immediata”.
“Cessazione”.
“Fornitura idrica”.
Tre espressioni che messe insieme significano una cosa molto semplice per chi riceve quella lettera:
potreste rimanere senz’acqua.
Arrivano avvocati e contestazioni
A quel punto esplode il caso.
Le famiglie si rivolgono ai legali.
Viene contestata l’applicabilità dell’articolo 48 del DPR 380/2001 alle utenze storiche.
Emergono contratti attivi da decenni, immobili risalenti nel tempo, volture regolarmente accettate dai precedenti gestori e situazioni familiari comprendenti anziani, bambini e persone fragili.
Le contestazioni legali arrivano ad AICA.
Report Sicilia pubblica.
La questione diventa pubblica.
E poi accade qualcosa di molto interessante.
L’8 settembre AICA cambia registro
L’8 settembre AICA pubblica un comunicato ufficiale dedicato proprio a via Graceffo.
E il tono appare decisamente diverso.
L’Azienda spiega che la richiesta rivolta ai residenti di produrre la documentazione avrebbe «carattere istruttorio».
Precisa che non rappresenterebbe una contestazione preventiva della regolarità degli immobili.
E soprattutto scrive che la richiesta «non anticipa alcuna decisione e non determina automaticamente conseguenze sulla continuità delle forniture esistenti».
Aspettate un momento.
Il 13 agosto si prospetta, a determinate condizioni, l’immediata cessazione della fornitura.
L’8 settembre si precisa che non ci sono automaticamente conseguenze sulla continuità delle forniture.
Formalmente le due affermazioni possono essere ricondotte a fasi diverse dello stesso procedimento: prima l’avvertimento sulle possibili conseguenze, poi la precisazione che nessun distacco sarebbe automatico prima dell’istruttoria.
Ma politicamente e comunicativamente la differenza è enorme.
Ed è esattamente questa differenza che AICA dovrebbe spiegare fino in fondo.
Prima la battaglia, poi gli «approfondimenti»
Anche il vocabolario cambia.
Nell’ultima comunicazione AICA parla di «approfondimenti tecnici e giuridici» finalizzati a individuare «soluzioni legittimamente praticabili».
E introduce una distinzione fondamentale tra nuove richieste di allacciamento e situazioni riguardanti contratti e collegamenti alla rete esistenti da molti decenni.
Benissimo.
È esattamente quello che chiedevamo.
Ma allora una domanda diventa inevitabile:
perché tutto questo non era stato chiarito prima di inviare la lettera del 13 agosto?
Perché prima prospettare l’immediata cessazione e soltanto dopo, davanti alle contestazioni, spiegare che bisogna distinguere le situazioni e approfondire il quadro giuridico?
Maddalusa, via Graceffo, governance AICA: troppe coincidenze politiche?
Ed eccoci alla questione che Report Sicilia intende porre.
Non stiamo mettendo sullo stesso piano vicende amministrativamente differenti.
Maddalusa ha le proprie caratteristiche.
Via Graceffo ne ha altre.
La governance di AICA è ancora un’altra questione.
Ma il metodo politico che osserviamo merita attenzione.
Prima si annuncia una linea durissima.
Poi esplode il caso.
Poi arrivano proteste.
Poi intervengono avvocati, amministratori, forze politiche e istituzioni.
Poi il linguaggio cambia.
E infine cala il silenzio.
Possibile che accada sempre così?
Ma ad Agrigento abbiamo i “servizi segreti dell’acqua”?
Ed eccola, allora, la nostra provocazione.
Ma ad Agrigento abbiamo forse i servizi segreti dell’acqua?
Quelli che non vediamo mai ma che, metaforicamente parlando, sembrano comparire ogni volta che una battaglia raggiunge il punto di ebollizione?
Qualcuno chiama qualcuno?
Qualcuno suggerisce prudenza?
Qualcuno convince qualcun altro che è meglio fermarsi?
Non lo sappiamo.
E soprattutto non affermiamo che sia accaduto.
Ma proprio perché non lo sappiamo chiediamo trasparenza.
Perché quando gli atti pubblici sembrano raccontare una linea e pochi giorni dopo i comunicati ne raccontano una molto più prudente, il cittadino ha diritto di sapere cosa sia accaduto nel mezzo.
E il sindaco Sodano?
Qui ritorniamo inevitabilmente a Michele Sodano.
Sindaco, lei aveva alzato la voce su AICA.
Aveva chiesto interventi.
Aveva sollecitato riunioni.
La sua area politica aveva chiesto il passo indietro del CdA.
Quella posizione esiste ancora?
Oppure è cambiata?
E se è cambiata, perché?
Sulla vicenda di via Graceffo il sindaco ha chiesto spiegazioni ad AICA?
Ha chiesto perché sia stata inviata una comunicazione tanto severa prima che venissero completati gli approfondimenti giuridici che oggi la stessa Azienda dichiara di stare svolgendo?
Ha incontrato la presidente Nobile?
Ha incontrato il direttore generale?
Esistono verbali, note, comunicazioni?
Dica semplicemente alla città cosa sta succedendo.
Non cerchiamo complotti. Cerchiamo atti
È bene essere chiarissimi.
Report Sicilia non cerca complotti.
Non ci interessano fantasmi.
Non affermiamo l’esistenza di “servizi segreti”, regie occulte o pressioni clandestine.
Quella dei “servizi segreti dell’acqua” è volutamente una provocazione.
A noi interessano cose molto più semplici:
date, protocolli, verbali, convocazioni, votazioni, lettere e decisioni.
Perché sono proprio gli atti a impedire che nascano sospetti.
Se Sodano ha chiesto un’Assemblea, vogliamo sapere quando si è svolta e cosa ha prodotto.
Se si chiedeva il cambio della governance AICA, vogliamo sapere se qualcuno lo abbia formalmente proposto.
Se AICA prospettava distacchi a via Graceffo, vogliamo sapere perché successivamente abbia sentito la necessità di precisare che nessuna conseguenza sarebbe stata automatica.
Se Maddalusa doveva essere il banco di prova della nuova politica dell’acqua, vogliamo sapere perché, quasi cinque mesi dopo, siamo ancora qui.
Forse il vero “segreto” è molto più semplice
Forse non esiste nessun mistero.
Forse è semplicemente il vecchio modo di fare politica che Report Sicilia denuncia da tempo:
durissimi davanti ai cittadini, molto più prudenti quando bisogna trasformare le dichiarazioni in decisioni.
Se invece non è così, sarà facilissimo smentirci.
Bastano gli atti.
Perché su AICA ormai non bastano più comunicati e dichiarazioni.
Agrigento deve sapere chi decide, cosa decide e soprattutto perché ciò che viene annunciato con tanto clamore troppo spesso, qualche settimana dopo, sembra dissolversi nel silenzio.
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Fonte: Report Sicilia
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