Agrigento, il Movimento Cinque Stelle delude: festa per gli avversari. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Ad Agrigento il Movimento Cinque Stelle prova a raccontare il primo turno delle comunali come una pagina felice del campo largo. I numeri, però, dicono altro.
Michele Sodano è arrivato al ballottaggio con il 39,1%, davanti a Dino Alonge, fermo al 34,8%, ma il risultato porta soprattutto il marchio di Contro Corrente e del Partito Democratico, non quello dei pentastellati locali.
La lista “Contro Corrente – Ismaele La Vardera” ha raccolto l’11,6%, mentre “Partito Democratico – Agrigento in Movimento” si è attestata all’8,4%. Il simbolo del M5S, invece, non c’era.
Il risultato che non autorizza sorrisi
La domanda politica è semplice: cosa festeggia davvero il Movimento Cinque Stelle Agrigento?
Il candidato sostenuto dal campo progressista è passato al secondo turno, certo. Ma il partito di Giuseppe Conte, nella Città dei Templi, non ha mostrato forza autonoma, radicamento né capacità di presentarsi con un’identità chiara, nonostante l’impegno in questa tornata elettorale di ben un deputato nazionale, Ida Carmona e un deputato Regionale, Angelo Cambiano. Il Movimento è salito sul treno di Sodano, ex deputato grillino espulso nel 2021 dopo l’astensione sulla fiducia al governo Draghi, e oggi uomo di Contro Corrente. La base grillina ad Agrigento, con a capo il referente Gino Buscemi, avrebbe voluto sostenere il giornalista Nuccio Dispenza, che è stato messo da parte per questa idea.
Il simbolo scomparso e il peso del Pd
Il caso politico era già esploso prima del voto. Ad Agrigento il M5S ha sostenuto Sodano senza logo, dopo il mancato via libera di Conte, che non ha voluto sostenere un giovane deputato che non ha voluto seguire in Parlamento le indicazioni del Partito grazie a cui era arrivato a Roma. Il coordinamento territoriale si era tirato fuori dalla scelta ed era stato commissariato da Palermo. Alla fine, la presenza grillina è finita dentro una lista comune con il Pd: una soluzione presentata come apertura alla società civile, ma che suona più come una ritirata mascherata.
Il dato più amaro è proprio questo: chi voleva parlare alla città non è riuscito nemmeno a mettere in piedi una lista riconoscibile. I candidati “grillini” sono stati inglobati nel contenitore democratico, portando voti che hanno finito per portare acqua soprattutto al mulino del Pd. Nella lista unica Pd-M5S a sostegno di Sodano, con 24 candidati, solo 5 erano in quota Movimento Cinque Stelle e non è stato proprio un successo il loro. Nessuno dei cinque va a Palazzo dei Giganti e a conti fatti il loro risultato elettorale complessivo è stato modesto.
Il bagno di umiltà che manca
Dieci anni fa il Movimento entrava a Palazzo dei Giganti con due consiglieri comunali. Nella scorsa tornata aveva già perso terreno: c’era una lista dei Cinque Stelle ed anche un Candidato Sindaco ma non avendo ottenuto neppure il tre per cento dei voti già allora fu una sonora sconfitta. In questo maggio 2026 è andata peggio: niente simbolo, niente lista autonoma, nessun peso visibile nel risultato. Eppure, invece di aprire una discussione seria, i dirigenti locali preferiscono parlare di trionfo.
È la vecchia favola dell’uccellino sulla testa del bue: alla domanda su cosa stia facendo, risponde “ariamo”. Ma ad Agrigento la fatica l’hanno fatta altri. Al M5S resterebbe una strada: meno propaganda, più autocritica. Per ora, il carro del vincitore sembra più comodo.
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Fonte: Report Sicilia
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