Agrigento, Di Falco ai candidati: “Basta lamentele, dimostrate se sapete governare davvero”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Non è una semplice riflessione, ma un vero e proprio atto d’accusa contro decenni di politica inconcludente. È il messaggio lanciato da Joe (Giò) Di Falco, operatore culturale e regista, che interviene nel dibattito in vista delle prossime elezioni amministrative con un testo destinato a far discutere.
Un intervento che smonta, pezzo dopo pezzo, quella che definisce una “liturgia della lamentela” che da oltre sessant’anni accompagna la narrazione pubblica della città.
“Sessant’anni di denunce inutili”
Il punto di partenza è netto: ad Agrigento si continua a raccontare sempre la stessa storia.
Rubinetti a secco, strade dissestate, rifiuti. Problemi reali, certo, ma secondo Di Falco diventati ormai una rappresentazione sterile, amplificata oggi dai social ma incapace di produrre risultati concreti.
“Indicare il problema non significa possedere la soluzione”
Una frase che sintetizza il cuore del ragionamento: la denuncia, da sola, non basta. E soprattutto non ha cambiato nulla.
La differenza tra protesta e governo
Di Falco traccia una linea chiara tra due piani spesso confusi:
- da una parte l’indignazione e la protesta
- dall’altra la capacità amministrativa
Secondo il regista, Agrigento avrebbe pagato proprio questo equivoco: aver scambiato l’onestà e la buona volontà per competenze di governo.
“La buona volontà non ha mai riparato una condotta né risanato un bilancio”
Un passaggio che colpisce direttamente il livello della classe dirigente e, indirettamente, anche chi oggi si candida senza dimostrare una reale conoscenza della macchina amministrativa.
“Sapete leggere la scatola nera del Comune?”
La sfida lanciata ai candidati è concreta e tecnica.
Non basta dire che manca l’acqua: bisogna sapere dove si blocca l’iter, in quale ufficio, in quale capitolo di bilancio, sotto quale responsabilità.
È qui che si misura la differenza tra chi protesta e chi governa.
“La politica non è magia, ma una disciplina di precisione”
Un passaggio che richiama uno dei nodi centrali della crisi amministrativa: la distanza tra promesse elettorali e realtà burocratica.
Il vero potere? Dentro gli uffici
Nel suo intervento, Di Falco individua anche un altro elemento chiave: il ruolo dei cosiddetti “colletti bianchi”.
Figure che, secondo l’analisi proposta, attraversano le stagioni politiche rimanendo sempre al loro posto e gestendo concretamente il potere amministrativo.
Senza competenza, avverte, i nuovi eletti rischiano di diventare semplici comparse:
“La loro presenza sarà solo una comparsata coreografica”
Stop ai “profeti” della politica facile
Altro bersaglio sono le promesse semplicistiche:
l’idea che basti “premere un bottone” per risolvere problemi strutturali.
Di Falco richiama invece la necessità di conoscere strumenti concreti:
- come si smonta un affidamento diretto
- come si riformano statuti e fondazioni
- come si interviene normativamente
Senza questa preparazione, il rischio è quello di alimentare ancora una volta il sistema invece di cambiarlo.
Il vero banco di prova è prima del voto
Uno dei passaggi più significativi riguarda il tempo della verifica:
non dopo, ma prima delle elezioni.
“La prova della competenza deve essere antecedente al voto”
Un messaggio diretto agli elettori, chiamati a valutare non solo le parole ma la reale capacità dei candidati.
“Agrigento non può permettersi altri dilettanti”
La conclusione è una sintesi amara ma lucida.
Senza un cambio culturale, la città continuerà a cambiare volti ma non risultati:
- stessi problemi
- stesso immobilismo
- stesso declino
“La burocrazia mangia i dilettanti a colazione”
Una frase che chiude il ragionamento e che rappresenta, forse più di ogni altra, il senso dell’intervento: ad Agrigento non serve più chi denuncia, ma chi sa davvero come si governa.
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

