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Agrigento – Discarica di Timpazzo, rifiuti interrati illegalmente: 45 indagati per 12mila tonnellate

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Agrigento – Discarica di Timpazzo, rifiuti interrati illegalmente: 45 indagati per 12mila tonnellate. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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La Procura di Caltanissetta chiude le indagini su un presunto traffico illecito di rifiuti nella discarica di Gela, che serve oltre 40 Comuni siciliani. Nel mirino l’ex management e i tecnici della società che gestisce l’impianto. Contestati possibili danni al suolo, all’aria e alle falde acquifere.

Quarantacinque persone sono finite al centro di una delicata inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla gestione della discarica di Timpazzo, a Gela. L’ipotesi degli investigatori è pesante: migliaia di tonnellate di rifiuti non conformi sarebbero state conferite e interrate illegalmente nell’impianto, per un quantitativo complessivo stimato in circa 12mila tonnellate.

Tra i principali indagati figurano Giovanna Picone, ingegnere ed ex manager di Impianti Srr, la società che gestisce la discarica, e gli ex tecnici Giuseppe Bellavia e Salvatore Parlatore. Nei mesi scorsi, nei loro confronti erano state disposte misure cautelari dai carabinieri, successivamente revocate dal tribunale del Riesame.

L’inchiesta coinvolge anche operatori e lavoratori impegnati nell’area della discarica. Un illecito amministrativo viene contestato inoltre alla stessa società Impianti Srr

Gli investigatori avrebbero monitorato l’impianto per circa un anno, concentrando l’attenzione sulla vasca E, l’unica in funzione. Secondo la ricostruzione accusatoria, al suo interno sarebbero finiti rifiuti non adeguatamente trattati, successivamente ricoperti e interrati.

Nel provvedimento di chiusura delle indagini si descrive la realizzazione di «grandi buche nel piano di discarica», scavate utilizzando mezzi meccanici. Una modalità operativa che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata impiegata per occultare i rifiuti non conformi.

Le contestazioni riguardano anche le possibili conseguenze ambientali. Nel decreto viene ipotizzato un deterioramento di estese porzioni di suolo, dell’aria e delle falde acquifere, con potenziali ripercussioni su un territorio interessato da un impianto strategico per il sistema di gestione dei rifiuti siciliano.

Timpazzo, infatti, riceve i conferimenti di oltre quaranta Comuni dell’Isola. Proprio per questo, le accuse, se confermate, potrebbero avere conseguenze rilevanti non soltanto sul piano giudiziario, ma anche su quello ambientale e amministrativo.

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Fonte: Sicilia24h

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